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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Martedì 23 novembre 2021

Presentazione dati ambientali: riflessioni e idee dalla tavola rotonda


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Confindustria Toscana, le maggiori sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, Legambiente Toscana, WWF Toscana, Fridays for future Toscana e Amici della Terra Toscana si sono confrontati sui temi della sostenibilità ambientale

La terza sezione della giornata di presentazione dell’Annuario dei dati ambientali 2021 è stata un’occasione d’incontro, e di ascolto, dei rappresentanti del mondo economico, sociale e ambientalista: da Confindustria Toscana alle maggiori sigle sindacali, CGIL, CISL e UIL, da Fridays For Future Toscana, Legambiente Toscana e WWF Toscana agli Amici della Terra Toscana.

pieretti e bonomiLa tavola rotonda è stata introdotta e coordinata da Barbara Bonomi Romagnoli, giornalista free lance di Gi.U.Li.A (GIornaliste Unite LIbere Autonome), che ha apprezzato la chiarezza dell’Annuario, ottimo strumento anche per i giornalisti per la comunicazione e la divulgazione ambientale specialmente in questo momento in cui c’è urgenza di comunicare e informare sull’ambiente, questione più al centro dell’attenzione, nonostante i diversi appelli già lanciati trent’anni fa da Laura Conti, pioniera, in tempi non sospetti, dell’ambientalismo scientifico in Italia.

Diversi gli approcci emersi nella tavola rotonda, vista dal Direttore generale di ARPAT, Pietro Rubellini, come un ponte verso un nuovo modo di rapportarsi tra il mondo della produzione, dell’associazionismo ambientalista e del sindacato per trovare una strategia comune per affrontare i cambiamenti in atto.

Partendo dal mondo produttivo ed dal ruolo fondamentale delle aziende per la transizione ecologica, Barbara Bonomi Romagnoli ha chiesto a Tiziano Pieretti di Confindustria Toscana come fare per evitare il greenwashing. Pieretti ha risposto che il greenwashing è, oggi, una parola alla ribalta ma che c’è molta attenzione degli imprenditori al rispetto dell’ambiente, come emerso anche dal buon lavoro che è stato fatto e menzionato nella presentazione dell’Annuario. Il greenwashing comincia ad essere un problema superato perché le aziende si stanno rendendo conto, almeno in Italia, con una velocità estremamente rapida che tutti dobbiamo essere all’altezza della sfida ambientale. Questo sta portando ad una coscienza importante a livello industriale, si sta parlando per la Toscana di una industria molto efficiente ed efficace, anche se non la più aggiornata dal punto di vista impiantistico, perché, per dimensione, è fatta di piccole e medie aziende, storiche. La Toscana industriale è estremamente all’avanguardia e già da molti anni lavora in maniera partecipata su progetti di sostenibilità inseriti nel PNRR. Pertanto il rischio del greenwashing è meno presente in quest’area perché si è capito che fare questo tipo di percorso non sarà solo un aggravio di costi ma rappresenterà la possibilità di sopravvivere e andare avanti.
Per scongiurare il rischio che le imprese, anche involontariamente, accreditino come "green" prodotti o processi che non lo sono o lo sono solo marginalmente occorre adottare in maniera diffusa indicatori scientifici, oggettivi, che misurino la sostenibilità. (Registrazione intervento Tiziano Pieretti)

Roberto Pistonina, in rappresentanza Segreterie Confederali CGIL, CISL e UIL Toscana, alla domanda della giornalista su quale sia il ruolo strategico del sindacato per la qualità ambientale ed andare nella giusta direzione, ha messo in evidenza come la sfida ambientale rappresenti una opportunità per una transizione ecologica con innovazioni di carattere tecnologico, per il lavoro e anche per il percorso scolastico. Il sindacato confederale è disponibile al dialogo purché si facciano dei passi avanti sull’efficacia del monitoraggio; rispetto ai dati importanti e precisi presentati da ARPAT con l’Annuario, il sindacato chiede che i monitoraggi siano svincolati da ogni indicazione esterna e quindi una Agenzia autonoma e indipendente dalla politica. Purtroppo i dati desunti dal bilancio mostrano che il monitoraggio sul territorio è diminuito in modo consistente, così come gli addetti e che l’attività è scesa del 18% tra il 2005 e il 2020.
Occorre rendere più solida l’attività dell’Agenzia, investire sul personale e sull’attività di monitoraggio e di controllo, che può essere anche collegato ad una attività sanzionatoria con entrate economiche importanti sia per l’Agenzia che per la comunità locale di riferimento. Infine Roberto Pistonina ha affermato che anche l’aspetto culturale è rilevante per poter aiutare la cittadinanza a capire e progredire in avanti su temi delicati relativi all’ambiente, sottolineando che “occorre una vera rivoluzione culturale, non più un approccio settoriale e lineare alle criticità, ma un’educazione sempre più intersettoriale”. (Registrazione intervento Roberto Pistonina)

Alice Franchi, intervenuta in rappresentanza di Fridays for Future Toscana (FFF), ha risposto allaAlice Franchi - Fridays For Future Toscana domanda posta da Barbara Bonomi Romagnoli, che ricordando Alex Langer, fra i primi ambientalisti italiani a parlare di conversione ecologica più che di transizione ecologica, ha pensato allo stesso approccio da parte del movimento di FFF ed ha chiesto cosa chiedono i giovani alle istituzioni locali rispetto a quello che avviene in Toscana.

Forse i due termini di conversione ecologica e transizione ecologica possono essere associati ma sono diversi, ha precisato Alice Franchi. Langer parlava di conversione ecologica pensando ad un cambiamento interiore, profondo della società e della persona mentre con transizione ecologica si sottolinea il passaggio verso il cambiamento.
FFF è consapevole che il cambiamento sia un cammino, un percorso che deve essere intrapreso. Il mutamento per la conversione ecologica deve essere individuale rispetto agli stili di vita ma non basta; è necessario anche e soprattutto un cambiamento dall’alto da parte delle istituzioni, del mondo del lavoro, dei sindacati, dell’università, un cambiamento strutturale cercando di fare rete per affrontare anche questa sfida del cambiamento climatico che affligge il nostro tempo. La tutela delle risorse naturali influenza notevolmente il futuro delle generazioni presenti e future. Affrontare questa sfida è una opportunità di cambiamento, da qui un accorato appello al ruolo che ciascuno di noi ha all’interno della società per andare tutti nella stessa direzione. (Registrazione intervento Alice Franchi)

A Fausto Ferruzza di Legambiente Toscana è stato chiesto un commento puntuale sui dati 2021 dell’Annuario. Ferruzza ringrazia l’Agenzia e le persone che hanno lavorato a questo sforzo editoriale per renderlo fruibile e di facile lettura. La situazione è abbastanza stazionaria e stabile da anni, con incrementi o decrementi di decimali, però quest’anno l’Annuario doveva registrare un importante decremento dovuto ai tre mesi del 2020 caratterizzati dal lockdown, ma i dati non registrano questa realtà, non c’è stato un grande miglioramento. Il percepito, sottolinea Ferruzza, riporta alle mente quanto affermato da Alice Franchi di FFF, non abbiamo più tempo per agire, il problema è ora, la crisi climatica si sta aggravando come dimostra la concentrazione media giornaliera di CO2 registrata a Manua Loa (Hawaii) pari a 419 parti per milione (ppmv). Questo è il vero problema, che dobbiamo affrontare urgentemente, abbiamo mesi per agire, la situazione è davvero molto grave e preoccupante e richiede un’azione immediata, ognuno di noi deve fare qualcosa per porre in essere tutte le necessarie contromisure, atteggiamenti, stili di vita e decisioni nella risposta al dramma della crisi climatica. (Registrazione intervento Fausto Ferruzza)

Rispetto alla necessità di muoversi con urgenza per affrontare la crisi climatica è stato chiesto a Letizia Andreini di WWF Toscana un commento sul ruolo che l’organizzazione ambientalista che rappresenta ha giocato alla Cop26. Andreini ha ricordato che il testo finale della conferenza per il clima ha lasciato i rappresentanti dell’associazione profondamente insoddisfatti per i cambiamenti apportati all’ultimo momento, a partire dal fatto che non si parla più di fine del carbone ma solo di decremento. Soddisfatti, invece, per la volontà di porre fine al finanziamento agli investimenti nelle fonti fossili all’estero ma la stessa cosa deve essere fatta per i finanziamenti interni e purtroppo anche il nostro paese non ha attuato delle politiche così forti.

Rispetto all’adattamento ai cambiamenti climatici il ruolo della natura è fondamentale per mitigare gli impatti e se guardiamo la dimensione locale, i dati presentati con l’Annuario mostrano delle criticità, che guardando i grafici non si notano perché la mezza “torta” buona è condizionata dal fatto che il territorio toscano è caratterizzato in buona parte da riserve naturali di qualità. Andreini precisa che guardando le cartine presentate nell’Annuario si nota che lo stato "non buono" dei corpi idrici sotterranei è sovrapponibile con la componente antropica, dove c’è l’uomo c’è l’inquinamento, ad es. l’impatto del comparto vivaistico ed agricolo che si ritrova in molti corsi d’acqua e, nonostante la componente laghi risulti meno colpita, si nota come il Padule di Fucecchio, maggiore area palustre interna d’Italia, risulti particolarmente impattata e classificata non buona dal punto di vista chimico e sufficiente dal punto di vista ecologico. Bisogna andare avanti nella protezione del territorio e del suolo sia a livello locale che nazionale, e a livello regionale siamo purtroppo lontani dalle percentuali di aree protette che ci chiede l’Unione Europea. (Registrazione intervento Letizia Andreini)

Sergio Gatteschi, presidente dell’associazione ambientalista Amici della Terra Toscana, ha precisato l’importanza del presidio dei territori anche per tutela della biodiversità. Il percorso per la lotta al cambiamento climatico è iniziato da molto tempo e sono stati tanti gli attori coinvolti. Il protocollo di Kyoto prevedeva un taglio delle emissioni del 5,2% al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2008. Fu all’epoca poco più che una scelta unilaterale Europea, che è arrivata nel 2019 ad un calo del 31%, negli Stati Uniti del 21%, con un aumento del PIL del 55%. Lo stato italiano ha contribuito incentivando le rinnovabili ma il quadro è complicato perché mentre l’Europa diminuiva le emissioni climalteranti, miliardi di persone nel mondo stanno cercando di uscire dalla povertà energetica anche con fonti fossili per cui non dipende più dalla sola Europa, se non in piccola parte, tanto che adesso è al terzo posto, con l’8% di emissioni, tra i grandi inquinatori e l’Italia contribuisce alle emissioni prodotte dall’Europa con l’1%.
Nel mondo, tra il 1990 e il 2019, il PIL globale è cresciuto del 75%, mentre le emissioni sono cresciute del 10%, grazie al tumultuoso sviluppo delle aree ex povere del pianeta, come la Cina, che ha aumentato il PIL di dieci volte, aumentando le emissioni di tre volte, e l’India su tutti.
Adesso c’è quindi l’esigenza culturale, etica di fare qualcosa ma non dipende più da noi se non per alcuni elementi che vengono anche dal nostro territorio e che dobbiamo valorizzare. Non molti, ad esempio, sanno che Firenze sta diventando una delle città più smart d’Italia grazie alla smart city control room, dotata di sistemi satellitari di rilevazione del traffico.
Il progresso tecnologico ed i forti investimenti hanno disaccoppiato la crescita economica rispetto alle emissioni. Per proseguire nella transizione ecologica ed arrivare a livelli superiori e risolutivi dobbiamo investire nella ricerca tecnologica, diminuire l’intensità energetica di ogni attività umana, utilizzare un mix di energia da fonti tradizionali, calcolando sempre il miglior rapporto costi benefici, senza tabù di tipo ideologico.
In Toscana in particolare, oltre alle considerazioni che valgono nel resto d’Italia, occorre valorizzare la geotermia. Rispetto ai cambiamenti climatici in atto, Gatteschi concludendo ha apprezzato l’annuncio del Direttore di ARPAT, Pietro Rubellini, di introdurre nell’Annuario il peso delle emissioni climalteranti, così da quantificare e vedere chi produce questi gas e dove impattano e misurarne le performance nel tempo. (Registrazione intervento Sergio Gatteschi)

Il format del seminario è stato nel suo complesso utile, ha concluso il Direttore Rubellini, e, in prospettiva, diventerà un appuntamento ricorrente di ascolto e confronto tra i soggetti istituzionali, l’associazionismo ambientalista, imprenditoria e sindacati relativamente al monitoraggio e alla lotta al cambiamento climatico. (Registrazione intervento Pietro Rubellini)

È disponibile la registrazione della tavola rotonda.


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