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Giovedì 04 marzo 2021

L’attività di controllo del rumore aeroportuale a Pisa


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Il confronto dei dati delle misure di ARPAT e del Sistema di Monitoraggio mostrano, fino all’inizio delle restrizioni dovute alla pandemia, una diminuzione dell’impatto acustico dell’aeroporto sulle zone della città di Pisa più vicine alla pista

Il controllo del rumore aeroportuale viene effettuato da ARPAT principalmente con tre attività:

  • partecipazione ai lavori della Commissione Aeroportuale;
  • controllo documentale delle relazioni quadrimestrali inviate dalla società gestrice dell’aeroporto, Toscana Aeroporti S.p.A., relative al calcolo dei valori giornalieri LVAj dell’indice di valutazione del rumore aeroportuale LVA e allo stato di funzionamento del Sistema di Monitoraggio fisso del rumore aeroportuale;
  • misura del rumore aeroportuale con propria strumentazione, effettuata ogni anno in estate, volta alla verifica sia del buon funzionamento di una o più centraline di monitoraggio del Sistema, sia dell’efficienza del software di associazione degli eventi sonori registrati con i voli effettuati.

L'Agenzia relaziona al Ministero dell’Ambiente e agli altri Enti Locali interessati le ultime due attività.

Il rumore aeroportuale è soggetto a continuo controllo mediante uno specifico sistema di monitoraggio che per l’aeroporto Galilei di Pisa è costituito da 5 postazioni situate in punti strategici in relazione alla caratterizzazione acustica dell’aeroporto e alle rotte seguite.

Mappa delle postazioni delle centraline del sistema di monitoraggio e caratterizzazione acustica dell’intorno aeroportuale

Al fine di ridurre l’impatto acustico, a partire dal 2017 sono state introdotte e implementate le seguenti procedure attualmente in vigore:

  • utilizzo della procedura di decollo ICAO-A per i decolli effettuati in direzione Nord, con l’obbligo di sorvolo di due punti definiti nello spazio collocati vicino alla città;
  • chiusura operativa della direzione Nord in orario notturno aeroportuale (23:00-06:00), estesa successivamente alla fascia 22:00-07:00, salvo emergenze o particolari condizioni meteorologiche.

La procedura di decollo ICAO-A, impone agli aereomobili ratei di salita più rapidi inizialmente per poi ridurre la spinta ad altezze tali da determinare una riduzione dei livelli di rumore immessi nell’area più prossima della città.

Confronto grafico fra le procedure di decollo ICAO-A e standard (f. Toscana Aeroporti)

Non è ancora attivo un metodo giuridicamente valido per la verifica del rispetto della procedura di decollo ICAO-A in quanto i tracciati radar sono di esclusiva competenza militare e non utilizzabili per scopi civili.

Per sopperire a tale mancanza è stata implementata, a partire dal 2016, la raccolta e l’analisi dei dati forniti dal sistema ADS-B (Automatic Dependent Surveillance – Broadcast), che si basa sulle informazioni ricevute dai transponder (strumento elettronico che invia e riceve segnali radio e a seguito di specifica richiesta fornisce una serie di dati fra i quali le coordinate spaziali, la velocità e il codice identificativo del velivolo) presenti su ogni velivolo, e che permette di controllare le traiettorie seguite dagli aerei così da identificare quelli che volano a una quota più bassa di quella prevista dalla procedura.

Il sistema ADS-B può essere utilizzato per richiamare le compagnie inosservanti al rispetto della procedura di sorvolo imposta, ma non può essere utilizzato ai fini sanzionatori. Questo aspetto potrà essere risolto una volta effettuata la sostituzione del radar, già in programma da parte dell'Aereonautica Militare, con un nuovo modello che consentirà la diretta interazione con il monitoraggio del rumore. Ricordiamo infatti che l’aeroporto Galilei di Pisa è un aeroporto militare aperto al traffico civile e quindi la gestione della torre di controllo e del radar è di competenza dell’Areonautica Militare.

In base ai dati forniti dalla Società gestrice l’Aeroporto civile, Toscana Aeroporti, la procedura ICAO-A non viene ancora applicata da tutti i voli, ma la percentuale di applicazione è in crescita; infatti, la percentuale media degli aerei che hanno registrato quote di sorvolo delle due prefissate postazioni fisse collocate vicino alla città di Pisa, compatibili e coerenti rispetto alle indicazioni riportate in AIP-Italia (L'Aeronautical Information Publication è la pubblicazione ufficiale che contiene le informazioni aeronautiche, fra le quali le procedure antirumore, essenziali per la navigazione aerea in uno Stato) è stata:

  • 48% nella stagione “winter” - periodo compreso fra novembre 2019 e marzo 2020 - rispetto al 32% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente, fra novembre 2018 e marzo 2019.
  • 61% nella stagione “summer” – periodo compreso fra aprile e ottobre 2020 - rispetto al 22% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente, fra aprile e ottobre 2019.

Ai fini della valutazione dell’andamento del rumore prodotto dall’aeroporto, ARPAT ha elaborato, dal 2013 in poi, un resoconto annuale nel quale sono stati illustrati i livelli registrati dalle centraline di monitoraggio del Sistema con particolare attenzione alle postazioni P4 e P2 che risultano le più importanti al fine del rilevamento dei valori di LVA, per la verifica del rispetto dei limiti previsti dalla caratterizzazione acustica aeroportuale.

Suddivisione dell’intorno aeroportuale

glossario.JPGTali postazioni di monitoraggio sono le più vicine alla testata Nord, con la P4 collocata in Via della Ferrovia in corrispondenza del confine della zona A della caratterizzazione acustica, mentre la P2 presso l’edificio scolastico di Via Montebianco, e delimitano la parte della città di Pisa (vedi mappa a seguire fornita da Toscana Aereoporti) dove sono stati riscontrati maggiormente i superamenti del valore limite di 60 dB(A) previsto per l’esterno dell’intorno aeroportuale.

Mappa della zona di Pisa dove è attualmente superato il valore di 60 dB(A) per l’indice LVA

I valori registrati sono rappresentati nel grafico che segue e si può osservare una costante tendenza alla diminuzione a partire dal Gennaio 2018.

Grafico dell’andamento dell’indice di valutazione del rumore aeroportuale LVA calcolato alla fine di ogni periodo di riferimento

Gli ultimi valori del grafico risentono delle limitazioni imposte dal lockdown per la pandemia da COVID-19:

  • per la postazione P4 la diminuzione del traffico ha avuto come conseguenza valori di rumore più bassi;
  • per la postazione P2, il rumore causato dai molteplici atterraggi da Nord dovuti a straordinarie condizioni meteo, occorse durante la settimana con più traffico, ha invece fatto registrare livelli di rumore più alti della norma, con un successivo rialzo del valore dell’indice LVA.

Come ulteriore controllo del sistema di monitoraggio e dell’efficienza del software di associazione fra eventi sonori e voli necessario al fine della determinazione del livello LVA, a partire sempre dal 2013, ARPAT ha eseguito ogni anno una misura del rumore aeroportuale collocando una propria centralina nei pressi di una di quelle del Sistema di monitoraggio, solitamente la P2 o la P4, per un periodo di misura in continua di circa 15 giorni. Le ultime misure hanno evidenziato come l’utilizzo dei dati del sistema ADS-B garantisca una completa associazione.

I livelli di rumore desunti dal confronto dei dati delle misure di ARPAT e del Sistema di Monitoraggio mostrano come pur persistendo un’area del comune di Pisa in cui si ha il superamento del limite di 60 dB(A) per l’indice LVA nel 2019 essa si sia ridotta rispetto all’anno precedente.

A seguito dell’evidenza di tale superamento, come previsto dalla normativa vigente, la Società gestrice ha presentato al Ministero dell’Ambiente nel Marzo del 2019 la documentazione inerente il Piano di Contenimento e Abbattimento del Rumore (PCAR) che è attualmente ancora in fase di approvazione dall’Ente preposto.

Testo di Duccio Simonetti e Barbara Bracci


Flickr- Album su Verifica del sistema di monitoraggio aeroportuale (PI)


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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