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Emissioni di acido solfidrico (H2S) degli impianti geotermici - anni 2010-2017

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05/09/2018 13:05

Idrogeno solforato emesso dagli impianti presenti in Toscana nelle province di Grosseto, Pisa e Siena

Emissioni di acido solfidrico (H2S) degli impianti geotermici - anni 2010-2017

L’acido solfidrico (H2S) emesso dalle centrali geotermoelettriche costituisce la sostanza dal caratteristico odore di “uova marce”. Tale percezione olfattiva si verifica quando la concentrazione in aria di questa sostanza supera i 7μg/m3, valore comunque molto al di sotto del limite di attenzione sanitaria stabilito dalla Linea Guida del WHO (150 μg/m3 come media nelle 24 ore), ovvero avvertire il cattivo odore non significa necessariamente che esista un rischio sanitario.

La soglia di percezione olfattiva di 7μg/m3 è un valore convenzionale al cui livello solo il 50% della popolazione esposta percepisce un disturbo olfattivo. Sulla base delle diverse sensibilità individuali, è possibile che una piccola parte di popolazione esposta possa avvertire un disturbo olfattivo già a partire da una concentrazione di 4 μg/m3.

Ad oggi tutte le centrali sono dotate di un sistema di abbattimento del mercurio e dell’acido solfidrico presenti nei gas incondensabili, denominato AMIS, in grado di abbattere il 99% dell’acido solfidrico che si ripartisce nel gas in uscita dal condensatore e, successivamente, in entrata AMIS. La parte restante di acido solfidrico si ripartisce, anziché nel gas, nelle condense, e una quota di essa viene emessa allo stato aeriforme dalle torri refrigeranti causando, talvolta, il superamento della soglia di percezione olfattiva.

Nel 2017 sono stati controllati 17 impianti su un totale di 36 gruppi produttivi. Non si sono verificate anomalie rispetto ai valori limite di emissione.

Per approfondire questo tema è possibile consultare le pagine sulla geotermia.

Estratto dall'annuario dei dati ambientali 2018; il file CSV contiene anche i dati pregressi estratti dagli annuari 2017 e 2014.

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