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Attività estrattive

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cava.gifFin dall’antichità le attività estrattive hanno rivestito un ruolo di primaria importanza all'interno del panorama economico regionale e nazionale. L’intero territorio regionale è ricco di minerali e pietre pregiate: in Toscana si trovano 150 comuni nei quali si pratica l'attività estrattiva di vari materiali quali sabbia, pietrisco, travertino, pietra serena, alabastro e marmo, calcari, arenarie, e altro ancora.

Al 31.12.2009 in Toscana risultano preenti 403 siti estrattivi, comprese le cave di prestito (siti di cava per la realizzazione di opere pubbliche)

 

Attività estrattive in Toscana

 

 L'escavazione, fonte di lavoro e ricchezza, ha però provocato pesanti mutazioni di paesaggio e
ambiente, incidendo durante la coltivazione, anche sulle matrici ambientali. Per questo motivo, con l'attività di programmazione e pianificazione regionale, gli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni all'esercizio dell'attività e al controllo hanno cercato di porre attenzione al recupero morfologico e ambientale delle aree estrattive e alla fase di coltivazione.

In materia di attività estrattive le competenze ARPAT riguardano il supporto tecnico e conoscitivo nell'analisi istruttoria, nonché l'attività di controllo ambientale.

L’attività estrattiva è realizzata a livello regionale dal Piano Regionale delle Attività Estrattive e di Riutilizzo dei residui recuperabili (P.R.A.E.R.), che costituisce atto di programmazione dell'attività estrattiva della Regione Toscana in riferimento ai materiali per usi industriali, per costruzioni e opere civili e ai materiali ornamentali, stabilendo gli indirizzi e gli obiettivi di riferimento per l'attività di pianificazione di competenza delle Province e dei Comuni.

Il P.R.A.E. (Piano Regionale delle Attività Estrattive), a sua volta, individua e disciplina tutte le aree per attività estrattive che si svolgono all'interno dell'ambito territoriale regionale, ad esclusione di quelle all'interno del Parco delle Alpi Apuane e delle cave di prestito. Nei contenuti dello stesso piano si trova lo scopo della valutazione che riguarda la tutela delle risorse essenziali del territorio (tutela ambientale e paesaggistica) nell'ambito di applicazione dei principi di sostenibilità ambientale, in particolare:

• mantenimento della qualità e quantità delle acque di falda
• limitazione di trasformazioni dell'assetto idrogeologico
• tutela delle acque superficiali e sotterranee dall'inquinamento
• tutela dell'ambiente (suolo, acqua, aria) nel caso in cui nell'attività di coltivazione emerga la presenza di fibre di amianto (in riferimento all’estrazione di pietre verdi)
• limitazione dei rumori e delle vibrazioni dovuti all'attività di coltivazione
e/o risistemazione ambientale
• abbattimento delle polveri sia in cava sia nel trasporto dei materiali lapidei
• riduzione degli impatti relativi al trasporto dei materiali e la conseguente
incidenza sul territorio.

 

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