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Inquinamento da organo-alogenati della falda acquifera di Cecina (LI)

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media PCE + TCE pozzi acquedotto CecinaARPAT ha rilevato fin dal 2004 la presenza di composti organoalogenati alifatici, prevalentemente tricloroetilene (TCE) e tetracloroetilene (PCE), in due pozzi situati nel comune di Cecina (LI) e collegati all'acquedotto locale; le analisi sono state effettuate nell’ambito del monitoraggio della qualità delle acque sotterranee degli acquiferi costieri, prevista dalla Regione Toscana (svolta ai sensi dell’allora vigente D.Lgs.152/99 e s.m.i. ed in attuazione della D.G.R.T. n.225 del 10/03/2003).

Da ciò ha preso avvio un’ampia attività di indagine volta alla comprensione dell’origine, dell’entità, dell’estensione del fenomeno e a trovare possibili soluzioni.

La zona sorgente della contaminazione è stata individuata in un’area industriale-artigianale situata ad est del Comune di Cecina, sul territorio ricadente nella provincia di Pisa (area di Poggio Gagliardo, Comune di Montescudaio) dove in passato erano operanti una lavanderia industriale ed una conceria, da tempo dismesse.

I pozzi dell'acquedotto di Cecina risultati contaminati sono Ladronaia, Peep, Campo Sportivo, Villaggio Scolastico e San Vincenzino, che sono comunque dotati di impianto a carboni attivi per la potabilizzazione delle acque prima dell'immissione in acquedotto.

L’estrema rilevanza del problema, che ha visto coinvolti, insieme ai Dipartimenti ARPAT di Livorno e Pisa, anche l’Azienda USL6 e l’Ente gestore dell’acquedotto (ASA SpA), ha portato alla definizione di un Accordo di Programma (AdP) (DPGR N° 363/2004) tra la Regione Toscana e gli Enti coinvolti, per la bonifica della falda idrica fra i Comuni di Montescudaio (PI) e Cecina (LI).

Tale AdP prevede una serie di operazioni tra cui l’elaborazione ed attuazione da parte della Regione Toscana del progetto di bonifica, esteso alle aree interessate dai fenomeni di inquinamento, ed un’attività di monitoraggio, seguita da ARPAT, che prosegue tutt’oggi secondo un piano aggiornato nell’aprile 2012, alla luce del trasferimento delle competenze analitiche su acque potabili e alimenti dai Laboratori di ARPAT ai Laboratori di Sanità Pubblica (Delibere della Giunta Regionale Toscana n° 839 del 20/10/08 e n° 932 del 17/11/2008), procedimento che si è concluso al termine del 1° trimestre 2011.
Prima di tale data i parametri analizzati da ARPAT comprendevano, oltre a quelli previsti dal D.Lgs 152/06, anche quelli del D.Lgs. 31/01 per la potabilità delle acque.

Il piano di monitoraggio è stato ulteriormente aggiornato dal 2014 ed approvato dal Comitato Tecnico, sulla base dell’andamento della contaminazione e dell’attuazione del progetto di bonifica. Il piano prevede di monitorare tricloroetilene, tetracloroetilene e 1,2 dicloroetilene, oltre alle prove in campo con determinazione della temperatura, pH e conducibilità. Una volta l’anno viene comunque eseguito uno screening completo determinando tutti gli alifatici clorurati cancerogeni e non cancerogeni di cui al D.Lgs. 152/06, all. 5 tab 2.

Monitoraggio effettuato da ARPAT

L’attività di monitoraggio svolta da ARPAT prevede il campionamento di 5 pozzi situati nell'area sorgente della contaminazione, nel Comune di Montescudaio, e di 11 pozzi dell'acquedotto situati nell'acquifero di Cecina.
I campionamenti hanno una frequenza variabile da bimestrale a semestrale e i parametri determinati dal 2014 sono i seguenti:

  • prove in campo (temperatura, pH, conducibilità);
  • tricloroetilene, tetracloroetilene e 1,2 dicloroetilene.

Una volta l’anno viene eseguito uno screening completo determinando tutti gli alifatici clorurati cancerogeni e non cancerogeni di cui al D.Lgs. 152/06, all. 5 tab 2.

L'indicatore utilizzato per monitorare l'andamento della contaminazione è rappresentato dalla sommatoria Tetracloroetilene+Tricloroetilene (TCE+PCE) prevista anche dal D.Lgs 31/2001 per la potabilità delle acque come Concentrazione Massima Ammissibile (CMA) pari a 10 ug/ L.

Per facilitare la rapida consultazione delle ultime analisi è stata predisposta una pagina riassuntiva con:

  • due grafici che fotografano l'andamento della contaminazione nell'Area Sorgente (Pozzo la Rapida, in loc. Poggio Gagliardo) e nell'Acquifero di Cecina (Pozzo Ladronaia, nel Comune di Cecina) mettendo a confronto la concentrazione di TCE+PCE negli ultimi due anni di monitoraggio
  • una tabella che riporta i valori dell'ultimo semestre per il parametro indicatore PCE+TCE per tutti i pozzi monitorati; cliccando sul nome del pozzo è possibile visualizzare il trend complessivo di un singolo punto di monitoraggio a partire dal 2004.

Per un'analisi specifica dei dati relativa a tutti i parametri e a tutti i pozzi monitorati è possibile consultare la banca dati SIRA.

Gli esiti dei monitoraggi a valle dei filtri a carboni attivi (pozzi Ladronaia, Peep, Campo Sportivo, Villaggio Scolastico e San Vincenzino) effettuati da ARPAT dal 2004 all'aprile 2011, sono stati trasmessi agli Enti competenti in materia di potabilità delle acque (Azienda USL 6 e ASA), a cui possono essere richiesti. Da aprile 2012, con l'approvazione del piano di monitoraggio, i controlli a valle dei filtri a carboni attivi sono effettuati da Azienda USL6 e ASA, mentre ARPAT effettua un solo campionamento all'anno; nel 2012 è stato effettuato nel mese di agosto e nel 2013 nel mese di giugno; i parametri sono risultati tutti al di sotto del limite di rilevabilità strumentale.
 

I dati del monitoraggio della falda acquifera di Cecina (LI)la mappa della zona monitorata, con i punti di prelievo

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