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Venerdì 26 febbraio 2021

Progetto Cave: qualità ecologica nel triennio 2017-2019


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Gli effetti sulla comunità macrobentonica nei corsi idrici del territorio apuano derivanti da attività industriale ed estrattiva

Progetto Cave: qualità ecologica nel triennio 2017-2019

Accumulo di marmettola sul Fosso Torano nel Comune di Carrara

Nell'ambito del Progetto Cave, dal 2017 al 2019, è stata determinata la qualità ecologica di 12 corsi idrici nelle province di Massa Carrara e Lucca, dove sono concentrate la maggior parte delle attività di estrazione del marmo, per valutare gli effetti della presenza della marmettola analizzando le comunità dei macroinvertebrati bentonici (nell'immagine che segue la mappa delle stazioni di monitoraggio).

Mappa delle stazioni di monitoraggio

Gli effetti della marmettola sull'ambiente fluviale

La marmettola è la polvere prodotta dall'estrazione e dalla lavorazione del marmo e, se riversata in grandi quantità nei corsi idrici, può causare il fenomeno di siltation: i sedimenti fini coprono il substrato naturale dei fiumi e dei torrenti e aumentano la torbidità delle acque. Tutto ciò porta a pesanti ripercussioni sull'ambiente fluviale e sui diversi componenti della catena trofica, a partire dalla produzione primaria sino agli organismi invertebrati e vertebrati (nell'immagine in copertina un accumulo di marmettola sul Fosso Torano nel Comune di Carrara).

Gli effetti della marmettola sulla qualità dei torrenti sono molteplici:

  • può ridurre la microflora che si sviluppa su qualsiasi tipo di substrato (periphyton) , danneggiare le foglie e gli steli delle macrofite e portare ad una minor disponibilità di materiale particellato organico grossolano (CPOM);
  • a causa dell'aumentata torbidità, riduce la penetrazione della luce e inibisce la crescita di alghe e piante acquatiche e così riduce l'ossigenazione delle acque e la disponibilità alimentare;
  • occupa e occlude gli spazi interstiziali nei substrati dei fiumi e dei torrenti utilizzati dagli organismi macrobentonici come aree per deporre e incubare le uova e/o come rifugi durante le piene o in condizioni di variazioni termiche;
  • può causare un danno diretto sui macroinvertebrati per l'abrasione o l'occlusione di parti anatomiche degli organismi (apparati boccali, strutture respiratorie e di adesione) sino al loro completo seppellimento;
  • può aumentare il fenomeno di drift (trascinamento a valle) dei macroinvertebrati bentonici e interferire sulle attività alimentari legate alla filtrazione degli organismi con tale specializzazione;
  • alterando il substrato naturale dei corsi idrici, favorisce alcuni macroinvertebrati bentonici, come i Chironomidae e gli Oligochaeta, e ne sfavorisce altri, come i Plecoptera; a causa della complessa dipendenza tra le diverse specie bentoniche, questo porta ad una alterazione dell'intera struttura della comunità, che risulta instabile e poco diversificata;
  • riduce la varietà del microhabitat, rende l'ambiente uniforme e determina una diminuzione in termini di abbondanza di organismi e di biodiversità.

Rapporto tra attività di estrazione marmifera e corsi idrici nel territorio apuano

Le situazioni più critiche sono state osservate nel Fiume Frigido e nel Torrente Carrione, dove è ben visibile il fenomeno di siltation da marmettola, sia come depositi sia con episodi di aumentata torbidità delle acque. Gli effetti sulla comunità macrobentonica, in termini sia di diversità che di abbondanza, e quindi sulla qualità ecologica dell'ambiente fluviale, sono evidenti.

Le condizioni sul Carrione e a valle del Frigido sono leggermente migliorate rispetto a quando veniva praticato abitualmente lo scarico della marmettola dalle segherie di marmo prossime ai corsi idrici; al contrario, a monte del Frigido, la qualità ecologica è in calo rispetto al passato (dati non mostrati): ciò dimostra che le attività di estrazione marmifera, in particolare in termini di gestione delle acque e della marmettola, hanno ancora un impatto sulla qualità ecologica dei fiumi dell'area apuana.

È stato osservato un leggero peggioramento sul Lucido di Equi, dove si riversano le acque della Buca di Equi e della Sorgente Barrila: ciò indica che l'equilibrio ecologico di tutti i corsi idrici del territorio apuo-versiliese è estremamente delicato, anche nei torrenti che raccolgono le acque delle principali sorgenti carsiche apuane e/o dove confluiscono le acque che piovono in zone estrattive, e non solo in quelli storicamente conosciuti come torrenti influenzati dalla presenza abbondante di marmettola e dalle attività estrattive, quali il Carrione e il Frigido.

Di seguito sono descritti nel dettaglio il programma e i risultati del monitoraggio.

Il programma di monitoraggio biologico nel Progetto Cave

Elenco delle stazioni di monitoraggioI bacini idrici coinvolti nel programma di monitoraggio sono compresi nell'areale apuano (Frigido, Carrione, Lucido, Versilia, Turrite Secca, Acquabianca, Edron) e almeno parte dei 15 siti individuati coincidono con le stazioni già esistenti del monitoraggio ambientale tradizionale delle acque superficiali delle rete regionale.

Sono state analizzate le comunità di macrocroinvertebrati utilizzando l'indice I.B.E. (Indice Biotico Esteso) secondo il metodo APAT CNR-IRSA 9010 Man.29/2003. I valori di IBE corrispondono a 5 giudizi di qualità e altrettante classi che vengono identificate da specifici colori (nella tabella la conversione dei valori IBE in giudizi e relativi classi di qualità e colori rappresentativi. I valori intermedi di classe di qualità sono rappresentati mediante tratteggio dei colori corrispondenti).

Tabella di conversione dei valori IBE in giudizi e relativi classi di qualità e colori rappresentativi

Per ogni stazione sono stati effettuati un massimo di 4 campionamenti all'anno e, per ogni anno di monitoraggio, è stato calcolato il valore medio di IBE per definire la qualità ecologica dei corsi idrici.

I risultati del monitoraggio biologico

Dall'analisi delle comunità macrobentoniche è stato osservato un quadro piuttosto diversificato, in relazione alla presenza più o meno abbondante di marmettola.

Nei tre anni di monitoraggio il Torrente Lucido di Vinca ha raggiunto sempre la classe I, che indica un ambiente non alterato, mentre sul Torrente Lucido di Equi è stato osservato un lieve peggioramento, passando dalla classe I nel biennio 2017-2018 alla classe II nel 2019, che indica un ambiente con moderati sintomi di alterazione. (nelle immagini a seguire i Valori stagionali IBE nel Bacino del Lucido e i Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Lucido)

Valori stagionali IBE nel Bacino del Lucido

Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Lucido

Sul Torrente Turrite Secca la stazione ha ottenuto nel 2017 e nel 2019 la classe II, con un leggero miglioramento nel 2018 dove ha raggiunto la classe intermedia II-I.

Sul Torrente Acquabianca la qualità ecologica è migliorata passando dalla classe II nel 2017 alla classe I nel 2019.

Le stazioni MAS APE1 (Fosso Lussia) e MAS APE2 (Fosso Tambura), nel Bacino del Torrente Edron, sono state monitorate dal 2017 al 2018. Sono stati trovati in secca nella maggior parte dei sopralluoghi ed è stato possibile eseguire un solo campionamento per stazione nel 2018 i cui risultati non sono stati quindi confermati. (nelle immagini a seguire i Valori stagionali IBE nel Bacino del Turrite Secca, dell'Acquabianca e dell'Edron e i Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Turrite Secca e dell'Acquabianca)

Valori stagionali IBE nel Bacino del Turrite Secca, dell’Acquabianca e dell’Edron

Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Turrite Secca e dell’Acquabianca

Nella stazione sul Torrente Serra è stato osservato un miglioramento della qualità ecologica nel corso del triennio: è passata dalla classe II nel 2017 e 2018 alla classe I nel 2019; lo stesso andamento è stato osservato nelle altre due stazioni di monitoraggio sui corsi idrici del Bacino del Versilia (Torrente Vezza e Canale del Giardino) dove la classe I è stata raggiunta già nel 2018. (nelle immagini a seguire i Valori stagionali IBE nel Bacino del Versilia e i Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Versilia)

Valori stagionali IBE nel Bacino del Versilia
Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Versilia 

Sul Fiume Frigido, la stazione più a monte (Torrente Renara) ha avuto un leggero calo nel 2019 in termini di qualità ecologica ottenendo la classe III, confermando il dato del 2017: infatti solo in tre campionamenti ha raggiunto i valori di IBE più alti. Le due stazioni nel tratto intermedio hanno ottenuto la classe II (MAS 025) e la classe I (MAS APF2). Il tratto più a valle (MAS 026) ha raggiunto la classe IV (ambiente molto alterato) nel 2017, la classe III nel 2018 e la classe intermedia III-II nel 2019.

Il valore ottenuto nella MAS 026 nell'estate 2017 è in parte determinato dal campionamento effettuato dopo lavori di manutenzione in alveo, in cui è stato osservato un drammatico impoverimento della comunità macrobentonica.

La stazione MAS APF2 (Frigido monte Canevara) è stata campionata solo dal 2019, in seguito ad episodi di intorbidimento delle acque in canali affluenti poco a monte della stazione. (nelle immagini a seguire i valori stagionali IBE nel Bacino del Frigido e i Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Frigido (N.C.: non campionato))

Valori stagionali IBE nel Bacino del Frigido

Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Frigido

Sul Torrente Carrione, entrambi i rami hanno raggiunto solo la classe III (ambiente alterato) nell'intero periodo di monitoraggio nell'ambito del Progetto Cave, con popolazioni macrobentoniche poco abbondanti e poco diversificate. (nelle immagini a seguire i Valori stagionali IBE nel Bacino del Carrione e i Valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Carrione)

Valori stagionali IBE nel Bacino del Carrione

valori medi annuali di IBE e relative classi di qualità nel Bacino del Carrione

Classi di qualità in percentuale nel triennio 2017-2019Dal 2017 al 2019, la percentuale dei corsi idrici nelle classi più elevate (I e II), che corrispondono ad un ambiente non alterato o con moderati sintomi di alterazione, è rimasta pressoché stabile (tra il 67% e 71%), mentre è stato osservato un aumento della percentuale dei corsi idrici in classe I (dal 17% del 2017 al 45% nel 2019). La percentuale dei corsi idrici con le classi peggiori (III, IV e V) si è mantenuta tra il 29 e il 32%. (nell'immagine le Classi di qualità in percentuale nel triennio 2017-2019)

Testo di Stefania Stochino


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