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Lunedì 22 febbraio 2021

Il 5G come infrastruttura informatica


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L’infrastruttura informatica come elemento abilitante in tutte le aree del paese per garantire uguali diritti

Il presente articolo, quello che l’ha preceduto su “Le possibili applicazioni del 5G”, ed altri che lo seguiranno, sono stati predisposti in seguito ad alcune iniziative pubbliche rivolte ad approfondire le caratteristiche del 5G e delle problematiche con esso connesse.

In particolare questo tiene essenzialmente conto dell’intervento dell’Ing. Mario Frullone, Direttore Scientifico Fondazione Ugo Bordoni, del Dr. Alessandro Polichetti, Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale Istituto Superiore di Sanità, della D.ssa Sabrina Poli, Osservatorio Regionale Agenti Fisici di Arpa Veneto, del prof. Nicola Pasquino, Docente in “Misure elettriche ed elettroniche “ Università di Napoli Federico II, e di Marzia Minozzi, Responsabile per le attività di area regolamentare e normativa di Assotelecomunicazioni.

  • Il seminario patrocinato da ARPA Veneto in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia ha visto la partecipazione dell’Ing. Mario Frullone – Direttore Scientifico Fondazione Ugo Bordoni, D.ssa Sabrina Poli – Osservatorio Regionale Agenti Fisici di Arpa Veneto, Dr. Alessandro Polichetti – Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale Istituto Superiore di Sanità, Ing. Diego Dainese – Dottorato di Ricerca in “Bioelettromagnetismo e Compatibilità Elettromagnetica” Docente a contratto presso Università di Padova.
  • Un altro seminario è stato realizzato da ARPA Friuli Venezia Giulia con i contributi di Fabio Scoccimarro – Assessore alla difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Stefano Laporta - Presidente ISPRA e Presidente SNPA, Stellio Vatta – Direttore Generale Arpa FVG, Nicola Pasquino – Docente in “Misure elettriche ed elettroniche “ Università di Napoli Federico II, Alessandro Polichetti - Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale Istituto Superiore di Sanità, Marzia Minozzi – Responsabile per le attività di area regolamentare e normativa di Assotelecomunicazioni, Anna Bampo di ARPA FVG.
  • È stata inoltre seguita un’iniziativa di cittadinanza partecipativa “Caffè-Scienza” patrocinata fra gli altri dal Comune di Firenze ed Università degli Studi di Firenze a cui hanno partecipato il Prof. Angelo Freni – Docente di antenne, propagazione e circuiti a microonde ed onde millimetriche, Ingegneria dell’informazione, Campi elettromagnetici Università degli Studi Firenze, Dott. Simone Morosi – Ingegneria dell’informazione, telecomunicazioni presso Università degli Studi Firenze.

fibra M.jpgLe frequenze interessate

La frequenza è il numero di oscillazioni dell'onda in 1 secondo e si misura in Hertz.

La lunghezza d’onda (che è inversamente proporzionale alla frequenza) è la distanza fra due punti di uguale ampiezza.

Attraverso la variazione controllata della frequenza e della lunghezza d'onda è possibile veicolare dati ed informazioni - illustra la D.ssa Poli. La frequenza è importante perché attraverso essa è possibile conoscere/studiare lo spettro elettromagnetico e come questo è suddiviso.

I 700 MHz del 5G non sono ancora utilizzati, perché queste frequenze sono a tutt'oggi occupate dalle televisioni e dovranno essere liberate a favore della nuova tecnologia 5G entro il 01.07.2022 - afferma Poli. Allo stato attuale è possibile attivare solo impianti nella banda compresa tra 3,6 e 3,8 GHz e tra 26,5 e 27,5 GHz che rappresentano una novità solo per le reti di telefonia mobile perché in uso da molti anni per altre applicazioni, come i ponti radio, e le comunicazioni satellitari, in particolare dei satelliti meteorologici - asseriscono Frullone e Polichetti.

Le onde elettromagnetiche alle frequenze più elevate (onde millimetriche) durante la loro propagazione non riescono a penetrare attraverso gli edifici o a superare ostacoli. Inoltre queste vengono facilmente assorbite dalla pioggia e dalle foglie. Per questo motivo l'utilizzo di tali frequenze renderà necessario installare numerosi ripetitori, le cosiddette “small cells” o microcelle, corrispondenti ad aree di territorio dal raggio che può andare da poche decine di metri a qualche centinaio di metri – continua Polichetti. Per tali motivi queste onde saranno utilizzate maggiormente in luoghi senza ostacoli (aeroporti, stazioni, stadi).

La numerosità di antenne e sensori sono necessarie per servire le microcelle perché queste veicoleranno non solo e non più informazioni tra le persone ma anche tra le persone e le cose e tra più cose fra esse (“Internet of things” - IOT) – asserisce Polichetti. È vero che si avranno tante antenne, ma di potenza più bassa che genereranno CEM di più bassa intensità – afferma Polichetti.

Allo stato attuale sono arrivate solo 4 richieste di attivazione di impianti nella banda dei 27GHz e solo per applicazioni nell’ambito della fornitura di servizi a banda larga (no telefonia mobile).

Prospettive

Ricapitolando, tutte le frequenze della tecnologia 5G sono già in uso da anni, le antenne intelligenti sono in grado di indirizzare la potenza solo verso il terminale di destinazione, le prestazioni del 5G permettono di trasferire ad alta velocità i segnali di comando (bassa latenza) garantendo l'esecuzione certa del comando (alta affidabilità), - ribadisce Pasquino. Inoltre l'efficienza del 5G è tale da permettere a molti paesi di iniziare a pensare la dismissione di apparati con standard precedenti (es. 3G) – afferma Frullone.

Da quanto sopra riportato deriva che le amministrazioni se escludono i loro territori da questo nuovo protocollo di trasmissione non potranno mettere a disposizione della popolazione sistemi di sicurezza alla mobilità, la sanità a distanza, e la gestione di tutti gli eventi “mission critical” oltre ad escludere tutto il comparto della filiera economico produttiva dei territori che invece potrebbero trarre benefici gestionali ed economici – asserisce Minozzi. In altre parole, occorre che gli enti locali acquisiscano la consapevolezza delle potenzialità che questa infrastruttura radio è capace di imprimere al proprio territorio – conferma Frullone.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi se da un lato hanno messo in evidenza le criticità dell'infrastruttura informatica, soprattutto periferica (si stima che circa 1.000.000 di ragazzi sul territorio nazionale non sono stati in grado di seguire la didattica a distanza - DAD), dall'altro hanno evidenziato che le nuove e più performanti tecnologie di trasmissione dati possono dare un'accelerazione, un effetto volano, ad ambiente, salute, scuola, infrastrutture e sviluppo economico-produttivo – asserisce Laporta.

Per ulteriori informazioni consulta anche le FAQ su Telefonia 5G


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