Sul totale delle stazioni monitorate di acque sotterranee, acque di transizione, laghi e invasi, fiumi
ARPAT effettua, nell’ambito dei piani di monitoraggio delle acque della Toscana, l’analisi dei residui di fitofarmaci; in ogni campione vengono ricercate varie decine di sostanze attive.
ARPAT seleziona un numero di stazioni di monitoraggio su cui effettuare campioni per la ricerca di principi attivi fitoiatrici. La selezione dei corpi idrici su cui effettuare tali ricerche è basata sull’analisi delle pressioni, in particolare agricola e vivaistica. I principi attivi ricercati comprendono anche ampa e glifosate.
A parità di pressioni antropiche, i corpi idrici più sensibili all’inquinamento da fitofarmaci sono laghi, invasi e acque di transizione ed infatti su questi corpi idrici la ricerca dei pesticidi è programmata sulla quasi totalità delle stazioni. Nei fiumi e nelle acque sotterranee si ricercano fitofarmaci su più della metà delle stazioni.
L’indicatore rappresenta la percentuale di stazioni con presenza di residui, cioè di campioni dove almeno un principio attivo di fitofarmaci è stato riscontrato al di sopra del limite di quantificazione, sul numero di stazioni monitorate. Si tratta di situazioni in cui lo stato chimico o ecologico dovuto alla ricerca di fitofarmaci può risultare comunque buono, in quanto la concentrazione media annuale si può mantenere entro gli Standard di Qualità Ambientale (SQA).
Più della metà delle stazioni monitorate rivela la presenza di residui (62%); sono impattate la totalità delle acque di laghi ed invasi e di transizione analizzate (100%), seguite dai fiumi (91%), e infine dalle acque sotterranee con il 39%.
Per approfondimenti vedi anche la sezione dedicata ai fitofarmaci.
Nell’Annuario dei dati ambientali della Toscana sono presenti i dati di sintesi relativi all’ultimo anno disponibile. Nei file PDF e CSV sono inclusi anche dati relativi ad anni precedenti.