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Qualità delle acque di balneazione

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Spiaggia Le rocchetteLa nuova normativa, coerentemente con l'approccio caratteristico delle direttive ambientali relative ad altri settori  - e in particolare, con quello la Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) - introduce i concetti di gestione e valutazione del rischio considerando anche le caratteristiche territoriali ed antropiche.

Non si parla più, infatti di mera idoneità o non idoneità alla balneazione, cioè del rispetto dei limiti alla fine della stagione, ma si passa alla valutazione in 4 classi di qualità:

  • eccellente
  • buona
  • sufficiente
  • scarsa

La classe di qualità delle aree di balneazione toscane è indicata  insieme ai dati del monitoraggio. Le aree sono balneabili indipendentemente dall'appartenenza alla classe "eccellente", "buona" e "sufficiente" e non vi sono vere differenze per il loro utilizzo da parte dei cittadini anche se l’impatto che tali “giudizi” possono avere sul pubblico e sui settori economici legati al turismo balneare è indubbiamente forte.

Diversa la situazione delle acque classificate come "scarse":  la normativa prevede che a partire dal 2015 - le Regioni assicurino che tutte le acque di balneazione siano almeno “sufficienti”,  pena l'istituzione di un divieto permanente per motivi igienico-sanitari.

La situazione in Toscana  nel 2018 si è mantenuta ad un livello “eccellente” con oltre il 97% delle aree (262 su 269) ed il 99% dei km di costa controllati che si colloca in questa classe. In ulteriore miglioramento rispetto al 2014-17 (93% delle aree), la qualità ha raggiunto nel 2018 i livelli più elevati dall’entrata in vigore del D.Lgs. 116/2008. Anche la distribuzione nelle varie classi denota questo miglioramento rispetto al 2016: 12 aree “buone” passano ad “eccellente” e solo 1 fa il passaggio inverso (“Fosso dell’Abate Sud”), con un incremento netto di 11 aree “eccellenti”, mentre resta 1 sola area “sufficiente” e nessuna “scarsa” come nel 2017.

Classificazione acque di balneazione in Toscana

Osservando la distribuzione territoriale delle variazioni di classe, si può notare come ancora una volta la costa toscana settentrionale (litorale apuo-versiliese), sia quella con la maggior percentuale di aree in classe diversa da quella “eccellente” (più del 10%) ma con un sensibile miglioramento rispetto al passato (intorno al 30%) ed avendo solo aree “buone” (vi erano 1 area “scarsa” e 3 “sufficienti”). In particolare, è da notare che le 3 aree più critiche della Versilia (“Foce Fosso dell'Abate”, “Foce fosso Motrone”, “Foce fosso Fiumetto”) sono tutte migliorate da “sufficiente” a “buona” o addirittura “eccellente”.

 Le zone non eccellenti sono spesso localizzate in prossimità di sbocchi a mare di corsi d’acqua (es. Fosso dell’Abate Sud a Viareggio; Bocca di Cecina a Cecina; Rio Felciaio a Livorno; NordOvest Gora a Follonica; Salivoli a Piombino), ma molte appaiono in un qualche miglioramento. Gli altri 2 casi di classe “buona”  - Marina di Bibbona Nord a Bibbona e Talamone Spiaggia Fertilia a Orbetello - sono legati al metodo di calcolo del percentile stabilito dalla norma (all. 2 D.Lgs. 116/2008), che mal si adatta ad una distribuzione non-normale dei dati né alla loro ridotta numerosità.

Variazioni di classificazione intervenute nella stagione balneare 2016

L'appartenenza ad una classe viene determinata - secondo quanto previsto dall'all. 2 D.Lgs. 116/08 - in base agli andamenti statistici (90°o 95° percentile) delle concentrazioni microbiologiche sulla base di 4 anni di analisi secondo il seguente schema

Corpo idrico Parametro Classe di qualità
Eccellente Buona Sufficiente
95° %ile 95° %ile 90° %ile
Acque marine Enterococchi intestinali 100 200 185
Escherichia coli 250 500 500
Acque interne Enterococchi intestinali 200 400 330
Escherichia coli 500 1000 900

 

I motivi dei peggioramenti di classe sono legati anche al calcolo del percentile stabilito dalla norma(all. 2 D.Lgs. 116/08), che, nonostante non si abbiano campioni non conformi (DM 30/03/2010) nell’ultima stagione balneare, per una diversa distribuzione delle concentrazioni rilevate nelle 4 stagioni considerate per il calcolo, produce risultati diversi. Tali considerazioni sono già state da tempo portate all’attenzione del Ministero della Salute, ma ad oggi non è stata introdotta alcuna correzione

Una menzione particolare meritano i riconoscimenti ambientali volontari, soprattutto per sottolineare il fatto che non sono da mettere in relazione alle caratteristiche delle acque di baneazione. Tali attestazioni infatti riguardano più che altro la qualità delle spiagge e sono poco o nulla confrontabili con i risultati dei controlli ai fini della balneabilità, prendendo in considerazione anche aspetti molto più generali, che non dipendono dalle caratteristiche delle acque.  Tra i riconoscementi più noti:

Bandiera blula Bandiera Blu: riconoscimento internazionale, assegnato annualmente dalla FEEE (Federazione Europea per l'Educazione Ambientale) alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. I Comuni che intendono aderire volontariamente al programma, attraverso un questionario, forniscono informazioni su vari aspetti (gestione ambientale, servizi e sicurezza delle spiagge, educazione ambientale, certificazione ambientale, depurazione, qualità delle acque di balneazione, raccolta differenziata, iniziative ambientali e turismo) relativamente a tutto il territorio o solo ad una porzione, come una spiaggia. La Giuria Nazionale della FEEE Italia valuta i questionari attribuendo scale di punteggio variabili per le diverse tematiche, che, complessivamente, possono dare un massimo di 100 punti, ma il giudizio finale (e pubblico) è solo l'attribuzione della Bandiera Blu. La qualità delle acque di balneazione contribuisce solo per 5-10 punti.

Cinque vele di LegambienteLa Guida Blu: iniziativa realizzata da Legambiente e dal Touring Club Italiano per valorizzare le risorse storico-artistiche e naturalistiche e l’impegno delle amministrazioni verso la salvaguardia dell’ambiente. Nella Guida, ogni anno viene riportata una classifica delle località turistiche costiere in termini di “vele blu” assegnate (5 vele sono il massimo riconoscimento), prendendo in considerazione oltre 100 indicatori sulla qualità delle acque di balneazione, la raccolta differenziata, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali, qualità dell'accoglienza e delle strutture turistiche, presenza di luoghi d'interesse, pulizia, ecc. I Comuni presenti nella Guida rappresentano una selezione effettuata da parte dei circoli locali di Legambiente di quelli definiti “centri balneari” dal Touring Club Italiano. Per questi comuni sono raccolte informazioni sulla qualità dei servizi ricettivi e sulla qualità ambientale del territorio (fonti ISTAT, ANCI, CCIAA, Ministeri, ENEL, ecc.), anche grazie ai dati raccolti della Goletta Verde di Legambiente.

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