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Monitoraggio della qualità delle acque superficiali e sotterranee nell'area geotermica del Monte Amiata - anno 2018

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Focus sul tallio

Anno di pubblicazione: 2019

A cura di: Luca Sbrilli e Ivano Gartner, ARPAT - Settore Geotermia

In collaborazione con:

Pagine: 34

Prezzo: 0 €

Focus sul tallio

Da quasi due decenni ARPAT, attraverso il monitoraggio di 10 sorgenti, effettua il controllo del sistema idrico dell’area geotermica del Monte Amiata. A questa campagna di monitoraggio, a partire dal 2014, si è affiancata un’altra campagna di controllo, effettuata da ENEL GP e da ARPAT, riguardante ulteriori 9 stazioni di prelievo di acque sotterranee e 8 stazioni di prelievo di acque superficiali e 4 piezometri, per un totale complessivo di 31 punti di prelievo fra acque sotterranee e superficiali.

Sebbene la vigente normativa preveda la ricerca del tallio solo nell’ambito delle procedure di bonifica, dal 2014, dopo la scoperta di concentrazioni significative di questo metallo nelle acque potabili della zona di Valdicastello Carducci e Pietrasanta (Lucca), il tallio è stato aggiunto all’elenco dei parametri per la determinazione del profilo chimico delle acque monitorate.

Con la ricerca del tallio, avviata nelle acque superficiali e sotterranee del Monte Amiata, si intende contribuire allo studio condotto recentemente dalla Regione Toscana attraverso l’ARS, denominato INVetta, le cui conclusioni sono previste entro il 2019.

I risultati preliminari hanno evidenziato il superamento del 95° percentile dei parametri relativi a tallio e mercurio della popolazione di riferimento, ricercati nelle urine e nel sangue di oltre 1000 persone residenti in questa porzione di territorio (fonte ARS). La verifica delle concentrazioni di tallio presenti nel sistema idrologico del Monte Amiata può fornire ad ARS ulteriori dati che possono indicare o escludere eventuali fonti di contaminazione.

Un’importante ricerca negli archivi dei dati strumentali di laboratorio ha permesso la ricostruzione dei valori di concentrazione di tallio nei campioni a partire dal 2000. Dall’analisi dei risultati di tutti i campioni si evince che tutte le sorgenti, i piezometri e le acque superficiali hanno dimostrato concentrazioni di tallio minori di 0,1 µg/l, valori ben inferiori ai 2 µg/l individuati dall’Istituto Superiore di Sanità come valore limite valido sul territorio nazionale.

Unica eccezione si riscontra nel punto di prelievo denominato “Sorgente passante”, nel Comune di Abbadia San Salvatore (SI), dove sono stati sistematicamente misurati valori superiori alla soglia limite (20 µg/l circa). Sebbene questa sorgente non faccia parte del sistema della rete idrica locale e tenuto presente che la portata è tendente a zero (le Autorità Competenti hanno già posizionato cartelli di non potabilità di queste acque), si è cercato comunque di dare alcune sommarie indicazioni su questa singola anomalia geochimica. La presenza nelle adiacenze di un pozzo esplorativo minerario dal quale fuoriescono gas (CO2, N2, H2S ecc.) e dalla presenza al contorno di circolazioni gassose attraverso il terreno, dimostrano certamente un’anomalia geologica che condiziona chimicamente le rocce vulcaniche presenti, già di per sé particolarmente mineralizzate. La CO2 gassosa, trasformandosi in acido in ambiente a saturazione idrica, abbassa il pH del terreno e delle acque superficiali nell’area al contorno della sorgente di Acqua Passante.

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