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Definizione dei valori di fondo di arsenico nei terreni dei siti in bonifica della pianura di Scarlino

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Anno di pubblicazione: 2017

A cura di: ARPAT

In collaborazione con:

Pagine: 39

Prezzo:

Obiettivo del presente studio è stata la determinazione di un valore di fondo in arsenico per i suoli
della pianura di Scarlino.

La presenza di arsenico nell'area del Padule di Scarlino può essere attribuita a fattori naturali ma a cui in epoca storica, si è sovrapposta una “contaminazione antropica” connessa primariamente alle attività estrattive e metallurgiche etrusche, romane, medioevali fino alle attività industriali dei primi anni ’60 fino alla metà degli anni ‘90 connesse alla lavorazione della pirite (ceneri, sterili e fini di pirite, fanghi, acque reflue fumi ecc..). 
Un apporto non secondario è riconosciuto nelle opere di bonifica idraulica (dalla prima metà dell’ottocento) dell’area palustre che hanno condotto apporti consistenti di materiali detritici portatori di arsenico, nonché scorie ferrifere antiche.

I dati per la determinazione del fondo sono stati derivati dai numerosi studi condotti da ARPAT ed
UNIFI nel periodo 2001-2009, scartando i campioni con più diretta evidenza di possibile fonte
puntuale rappresentata dall'appartenenza al sito in bonifica come dalla presenza di ceneri di pirite in riporti e rilevati stradali.
Il protocollo utilizzato è quello di APAT-ISS (2006) rivisto ed integrato alla luce delle indicazioni
del progetto Geobasi (Buccianti et ali., 2015) e delle esperienze ARPAT in particolare per quanto
riguarda l'analisi in separazione di frequenza.

Sono state riconosciute 4 diverse classi (A-D) che corrispondono, secondo il discusso modello
concettuale, da un lato, a distinti ambiti territoriali con una evidente separazione delle aree del
Padule comprese tra il canale Allacciante ed il Fiume Pecora (B) più direttamente influenzate dai
contributi sia naturali che antropici del bacino del Fiume Pecora rispetto alle aree contermini (C, D), e dall'altro ad una natura puntuale (A) più prossima a siti già noti come contaminati e lungo il corso del Pecora piuttosto che diffusa (B,C,D).

Il valore di fondo per l'area dei siti in bonifica e compresa tra il canale allacciante ed il Fiume
Pecora, per la quale viste le condizioni continue e durature oltreché diffuse della presenza antropica appare difficile escludere una qualche influenza, è stato individuato nel 95° percentile della classe B e risultato pari a 194 mg/Kg (135,34 ± 35,92 in termini di media e deviazione standard) in linea con le indicazioni, precedentemente date secondo gli studi di ARPAT-UNIFI (2001-2009), di un contenuto medio di 100 ppm .

La disponibilità del valore di fondo antropico per l'arsenico nel suolo potrà essere di riferimento per la gestione dell'ampio territorio interessato, a tal fine si richiama inoltre la recente pubblicazione del documento elaborato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente “Criteri per la elaborazione di piani di gestione dell'inquinamento diffuso”.

Si sottolinea come la comunicazione dei risultati riguardi esclusivamente la definizione dei valori di fondo dell'arsenico nel suolo, senza implicare valutazioni di tipo sanitario. Valori elevati, anche se di origine naturale, richiedono una specifica valutazione rispetto alla eventuale necessità di
applicazione di misure a tutela della salute.

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