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Andamento della contaminazione da fitofarmaci nel territorio della provincia di Pistoia

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Valutazione dei residui rilevati da ARPAT nel 2016

Anno di pubblicazione: 2018

A cura di: ARPAT - Dipartimento di Pistoia

In collaborazione con:

Pagine: 40

Prezzo:

Valutazione dei residui rilevati da ARPAT nel 2016 nelle acque superficiali (laghi e corsi d’acqua), nelle acque sotterranee e in quelle destinate alla potabilizzazione.

I principi attivi ricercati (erbicidi, fungicidi e insetticidi) in 27 stazioni sono stati oltre cento (112);a questi si aggiunge l’erbicida Glifosate ed il suo prodotto di degradazione, l’Acidoaminometilfosfonico (AMPA) la cui determinazione - onerosa e complessa dal punto di vista analitico - è stata limitata a 20 stazioni ritenute più significative in base all’analisi di pressioni ed impatti.

Per quanto riguarda le acque superficiali il superamento dello Standard di Qualità Ambientale per i Pesticidi Totali nel 2016 si è avuto in 6 stazioni su 14; il superamento dello Standard di Qualità Ambientale per singolo principio attivo come media annuale si è avuto in 10 stazioni, dei quali cinque casi sono stati determinati soltanto da Glifosate e/o AMPA.
Le aree maggiormente interessate da inquinamento da fitofarmaci sono risultate quelle dei corsi d’acqua della pianura pistoiese a sud-est della città: il torrente Brana in entrambe le stazioni di campionamento in località Galcigliana e Berlicche, il torrente Stella a Catena di Quarrata, il fosso Dogaia-Quadrelli a Catena di Quarrata ed il torrente Ombrone nelle sue due stazioni in località Ferruccia e Caserana. I valori della media annua dei Pesticidi Totali in questi corsi d’acqua sono risultati molto alti, oltre trenta volte il limite per il Fosso Quadrelli, 20 volte per la Brana. Il maggior contributo è dovuto a Glifosate e AMPA, oltre a vari erbicidi come Oxadiazon, Oxifluorfen e Pendimethalin. I diserbanti contribuiscono tipicamente al valore dei pesticidi totali per oltre il 90%; ciò nonostante anche alcuni antiparassitari determinano un superamento degli standard di qualità, per singolo principio attivo, in particolare Boscalid, Dimetomorf e Carbendazim tra i fungicidi e Imidacloprid e Tebufenozide tra gli insetticidi. La contaminazione interessa anche il tratto terminale del torrente Ombrone (stazione di Poggio a Caiano), principalmente per AMPA e Glifosate. Anche in Valdinievole, dove i livelli di pesticidi totali sono almeno 10 volte più bassi rispetto alla piana pistoiese, si è registrato il superamento degli Standard di Qualità Ambientale determinato dalla presenza di AMPA nel torrente Nievole, nel torrente Pescia di Pescia e  all’interno del Padule di Fucecchio.
Il confronto con gli anni precedenti non evidenzia un chiaro andamento né in crescita né in diminuzione, e le variazioni tra un anno e l’altro sembrano più di carattere contingente e determinate dall’andamento climatico.
Il raggiungimento dell’obiettivo di Buono stato ecologico per la classificazione dei corpi idrici superficiali della Piana pistoiese che hanno questa scadenza nel 2021 richiede quindi energici interventi correttivi delle pratiche agricole, in particolare di quelle vivaistiche. Una serie di proposte in questo senso sono riportate nelle conclusioni della relazione, prendendo in esame:

  1. misure di limitazione dei diserbanti;
  2. promozione di pratiche agronomiche che limitano il ruscellamento delle acque contaminate nel retico idraulico; sia mediante incentivi, sia con modifiche alla normativa di settore .

ARPAT proseguirà l’azione di controllo delle disposizioni di salvaguardia previste nei regolamenti comunali.

Per quanto riguarda le acque destinate alla potabilizzazione si sono riscontrati alcuni superamenti nelle stazioni poste sul torrente Vincio di Montagnana e sul lago Falchereto (Quarrata); in entrambe le stazioni la contaminazione potrebbe essere riconducile, anche in base alla tipologia dei singoli principi attivi riscontrati, alla destinazioni d’uso del territorio a monte, a vivaio per la prima stazione e a coltivazione di vite per la seconda; il contributo dalle porzioni di terreno poste all’interno delle fasce di rispetto previste dal D.Lgs. 152/06 risulta marginale o assente.

Per le acque sotterranee appartenenti alla rete di monitoraggio non si sono verificati casi di superamento degli Standard di Qualità Ambientale e la gran parte dei campioni non presenta principi attivi con concentrazioni misurabili. Nel 2016 sono stati analizzati 7 pozzi (tutti per uso potabile): solo in quattro casi (quattro pozzi diversi) almeno un principio attivo risulta superiore al livello di quantificazione.
Tuttavia i risultati dei pozzi analizzati a seguito di un episodio accidentale nella zona di Canapale evidenziano una significativa vulnerabilità dei pozzi alla contaminazione da fitofarmaci, con conseguente rischio di contaminazione della falda. Per questi motivi è opportuna una verifica dell’idoneità delle caratteristiche costruttive dei pozzi in questa zona, con particolare attenzione a quelle porzioni abitate non raggiunte dall’acquedotto. ARPAT continuerà l’azione di vigilanza sul rispetto delle norma di salvaguardia dei pozzi e sarà valutata la possibilità di posizionare postazioni di monitoraggio delle acque sotterranee anche in quella zona, oggi non controllata direttamente.

È disponibile anche la versione sfogliabile della pubblicazione (sito Web esterno, si apre in una nuova finestra)

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