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Ascoltiamo il grido della Terra

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04/10/2021 07:30

L’appello ecumenico del Papa e dei rappresentanti della chiesa ortodossa e della comunione anglicana per la sostenibilità

“Qualunque sia la fede o la visione del mondo, ascoltiamo il grido della Terra” è l’esortazione contenuta nel documento congiunto per la sostenibilità sottoscritto dal Papa Francesco assieme al Patriarca Bartolomeo e all'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, in vista della prossima Conferenza internazionale sul clima (Cop-26), prevista a novembre 2021 a Glasgow in Scozia.

Nell’appello per la sostenibilità, i tre leader religiosi evidenziano come la pandemia abbia sconvolto la vita di ricchi e poveri ed abbia reso evidente quanto le nostre vite siano interconnesse e come le nostre azioni si influenzino a vicenda. La perdita di biodiversità, il degrado ambientale e il cambiamento climatico sono le conseguenze inevitabili delle nostre azioni, poiché “abbiamo consumato avidamente più risorse della terra di quanto il pianeta possa sopportare. Questo è un momento critico. Il futuro dei nostri figli e il futuro della nostra Casa comune dipendono da questo”.

Mentre i leader mondiali si preparano a incontrarsi a novembre a Glasgow per deliberare sul futuro del nostro pianeta, la dichiarazione congiunta si concentra su cosa fare nell'immediato. Non si parla tanto degli Accordi di Parigi, disattesi o non firmati da diversi Paesi, ma nel quadro ambientale caratterizzato da inondazioni, incendi, siccità, cicloni, scarsità di acqua, si chiede ai decisori politici e ai responsabili dei fondi di investimento di fare scelte orientate a salvaguardare la vita delle persone: “scegliete profitti incentrati sulle persone; fate sacrifici a breve termine per salvaguardare tutti i nostri futuri; diventate leader nella transizione verso economie giuste e sostenibili”.

I criteri da seguire, indicati nel documento, sono l'altruismo e l'equità nei modi in cui viviamo, lavoriamo e usiamo il denaro, invece del guadagno egoistico, perché le persone che sopportano le conseguenze più catastrofiche sono i più poveri del pianeta e sono stati i meno responsabili.

L’appello è un richiamo chiaro all’assunzione delle responsabilità dei decisori, ma mette in gioco anche il rapporto soggettivo con il mondo vivente. "Tutti noi, chiunque e ovunque siamo, - si legge - possiamo svolgere un ruolo nel cambiare la nostra risposta collettiva alla minaccia senza precedenti del cambiamento climatico e del degrado ambientale".

Non abbiamo più tempo e dobbiamo decidere che tipo di mondo vogliamo lasciare alle generazioni future.

Per approfondimenti leggi il Messaggio congiunto del Santo Padre Francesco, di Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e di Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury, per la protezione del Creato, 07.09.2021

— archiviato sotto:
Azioni sul documento

notizia inappropriata

Inviato da Utente anonimo il 08/10/2021 16:45

Questo testo è inappropriato da parte di una istituzione come ARPAT. Non è una vera notizia in materia di ambiente ma solo un rilancio della nuova retorica delle organizzazioni religiose, che si sono adeguate alle attuali esigenze di comunicazione su ambiente e diritti delle donne. Hanno mezzi propri più che sufficienti per divulgare i loro messaggi e fare proseliti. Non ho mai sentito prima d'ora la chiesa parlare di ambiente, piuttosto ha sempre affermato la supremazia dell'uomo sul "creato". E' ipocrita richiamare i governanti alle loro responsabilità e continuare ad opporsi alla riproduzione responsabile, che è uno dei principali problemi ambientali del pianeta. Barbara Guttuso

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