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Martedì 05 ottobre 2021

Mobilità su due ruote: intervista a Presidente Fiab Versilia


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Intervista a Barbara Simonetti, Presidente Fiab Versilia Biciamici

Prosegue il nostro dialogo con i rappresentanti Fiab presenti sul territorio toscano; oggi risponde alle nostre domande Barbara Simonetti, Presidentessa Fiab Versilia Biciamici.

Come valuta la rete di piste ciclabili presenti nella zona della Versilia? Sono in grado di soddisfare la richiesta di mobilità su due ruote nel territorio?

Le piste ciclabili in Versilia sono purtroppo ancora troppo poche e in molti casi scollegate tra loro.

Quale è stato il vostro ruolo nella ideazione e progettazione della ciclovia tirrenica ? Quali prospettive diverse aprono dal punto di vista turistico con questa ciclovia? Oltre ai turisti, agevolerà tutti i cittadini che vorranno muoversi nel quotidiano con la bicicletta, per spostamenti casa lavoro, casa scuola e simili?

Fiab Versilia ha partecipato attivamente a tutti i percorsi promossi dai vari enti con l'intento di suggerire, promuovere e fare comprendere a chi di dovere quali fossero le priorità e le necessità di un ciclista, cicloturistica e non per poter usufruire al meglio di questa grande opera. Dal punto di vista turistico la tirrenica apre un'infinita gamma di possibilità con moltissime positive ricadute anche su quelle attività che non sembrano direttamente collegate, il cicloturista destagionalizza il turismo approfittando dei periodi meno caldi, viaggia leggero ed ha quindi bisogno di molti più servizi (biciofficine, lavanderie, ristorazione, trasporto bagagli, ecc...). In questa fase progettuale sono poche le amministrazioni che si spingono oltre il tracciato principale, collegamenti alle stazioni e punti di interesse che partono dalla tracciato principale, collegamenti che verrebbero finanziati, quindi la tirrenica ad ora non aggiunge niente all'esistente, almeno per gran parte dei comuni della Versilia. Fortunatamente abbiamo qualche amministrazione più lungimirante, Camaiore e Forte dei Marmi.

Per quanto riguarda, invece, il tema della mobilità su due ruote e la scuola, ci sono sul territorio iniziative di bici bus? Le piste ciclabili esistenti passano in prossimità delle scuole, oppure non tengono conto dell’ubicazione delle stesse?

La Versilia è un territorio vasto su cui insistono 7 comuni che vanno dal mare alla montagna, ogni realtà è estremamente differente ma possiamo dire che in linea di massima iniziative come il bici bus o pedi bus sono sporadiche e legate a giornate dedicate. Le piste ciclabili non tengono conto delle scuole. Un bel progetto è stato quello della ciclabile dei fiori di loto nel comune di Massarosa.

Come valuta le cosiddette piste pop-up, ovvero quelle delineate da una semplice segnaletica su strada, che, di recente, sono nate in molte città? Queste piste potranno invogliare le persone a cambiare le abitudini di spostamento o saranno viste come poco sicure e quindi non abbastanza utilizzate?

Dal nostro punto di vista ogni metro di ciclabile è una ricchezza, le persone sono invogliate ad usare le bici dove il senso di sicurezza aumenta. Spesso il limite all'uso è dato proprio dal traffico veicolare, anche solo un segno bianco accompagnato da un limite di velocità cambia i comportamenti sia dei ciclisti che degli automobilisti. In più credo che le piste pop up sottolineano la mancanza di una vera rete ciclabile cittadina e che la loro fruizione testimoni quanto siano necessarie le ciclabili.

Cosa pensa degli incentivi dati, di recente, a livello governativo per acquistare biciclette, monopattini e simili? Per affermare la mobilità su 2 ruote, va incentivato l’uso o l’acquisto di mezzi?

Gli incentivi sono sempre temi controversi, possiamo però dire che se molti si sono precipitati ad usufruirne forse è davvero arrivato il momento di immaginare le nostre città in maniera diversa e che forse il sentire popolare non è più così autocentrico. Credo sia giusto incentivare sia l'uso che l'acquisto. In alcune delle nostre zone sarebbe molto complicato usare una bici muscolare per recarsi ogni giorno a lavoro, e abbiamo visto che alcune persone che avevano quasi rinunciato alla bici per problemi fisici grazie alla bici elettrica che hanno comprato, invogliate dagli incentivi, hanno nuovamente abbandonato l'auto.

Da una parte le biciclette a pedalata assistita e gli altri mezzi con batteria ricaricabile ci allontanano, al momento, dall’obiettivo zero emissioni, in quanto l’energia è ancora prodotta per lo più da fonti fossili, dall’altra avvicinano alla mobilità dolce un numero di persone che altrimenti non sarebbe state interessate a cambiare il loro modo di muoversi; secondo lei, sono maggiori i vantaggi o gli svantaggi? Meglio avere più persone su biciclette, monopattini e simili anche a batteria con emissioni di gas effetto serra o puntare all’emissione zero e combattere in modo determinato il cambiamento climatico?

La strada verso l'emissione zero è lunga e piena di insidie, certo è che va creato un pensiero ad emissione zero, la mobilità dolce può migliorare il pianeta ma migliora prima di tutto noi, meno stress, più felicità, migliore forma fisica e più soldi da spendere, i limiti mentali si abbattono un po' alla volta. Se chiedo ad una persona che ha sempre usato l'auto di andare in bici mi risponderà che è impossibile, ma forse se lo chiedo ad una che usa la bici elettrica forse sarà disposta a provare. Più bici elettriche e più monopattini significano meno auto e meno moto, significano anche più necessità di spazio regolati e meno auto.

La strada è sempre più contesa tra veicoli di varia natura, auto, moto, biciclette, monopattini e altri mezzi ancora, talvolta, si rasentano situazioni di conflitto, cosa si può fare per far sì che ci sia un maggiore rispetto tra i diversi fruitori?

Tutti questi si contendono in tutti i centri urbani, troppo spesso certi mezzi sono usati male o abusati, le vere zone 30 promiscue sarebbero una soluzione efficace e migliorativa per i centri sotto ogni aspetto.

Per concludere come vede il futuro della mobilità sostenibile, tra le partite anche per la ripresa post Covid 19? Ritiene che saremo in grado di realizzare un cambiamento vero in questo settore?

Il cambiamento è già in atto, lento e disomogeneo ma esistente. Alcune amministrazioni hanno "approfittato" del Covid 19 per dare una spinta, altre per tornare sui propri passi. Il cambiamento avverrà quando tutti, cittadini e amministrazioni, saranno pronti a fare la loro parte.


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