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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Mercoledì 19 maggio 2021

Piombo, un inquinante ubiquitario


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Il piombo è un metallo che si presenta naturalmente in ambiente, tuttavia, per la maggior parte, è prodotto da attività umane

Il piombo è un metallo pesante che, nel tempo, è diventato un contaminante presente quasi ovunque, dato il suo largo impiego nella produzione di batterie, nelle leghe e saldature di molti oggetti di consumo, nelle vernici e negli smalti, nella produzione di rubinetti e sistemi di distribuzione dell’acqua, nonché nella benzina per autoveicoli e nel carburante per gli aerei.

Molti di questi utilizzi sono oggi proibiti, almeno in Europa e nel Nord America, ma il piombo può ancora essere trovato in molti prodotti, soprattutto in quelli importati da paesi extraeuropei in cui è ancora utilizzato nella produzione di bigiotteria, giocattoli, ceramiche e in coloranti usati nell’industria cosmetica.

Il primo importante bando che ricordiamo è quello riguardante la benzina; dal 1° gennaio 2002 c’è stato infatti il definitivo abbandono della benzina "rossa" e l'introduzione di quella "verde" (con contenuto di 0,013 g/l di piombo). Questo fatto ha portato ad un notevole calo dei livelli di piombo nell'aria urbana. Questo metallo è stato nel tempo bandito e sostituito da sostanze chimiche meno nocive anche in altri beni di consumo, come vernici, colle, solventi, leghe per saldature, condotte idrauliche. Anche queste limitazioni hanno comportato un significativo calo delle emissioni di piombo.

reportNonostante però tali diminuzioni, il piombo, insieme ad altri metalli pesanti come cadmio e mercurio, sono ancora presenti in atmosfera, spinti anche a grande distanza dalle loro fonti di emissione grazie al trasporto atmosferico, come anche illustrato nel rapporto “Health risks of heavy metals from long-range transboundary air pollution”, pubblicato congiuntamente dall’Oms Europa e dalla Convention Task Force on the Health Aspects of Air Pollution.

Ricordiamo che il piombo, insieme ad altri metalli pesanti, è monitorato anche in Toscana tramite la rete regionale per la qualità dell’aria gestita da ARPAT, in particolare la concentrazione atmosferica di piombo è determinata su campioni di PM10. Da quando è stato attivato il monitoraggio dei metalli su scala regionale nel 2015, i valori medi annuali di piombo sono sempre stati molto contenuti e nettamente inferiori ai valori di riferimento. Tale parametro, però, non viene riportato nel bollettino quotidiano in quanto per tale inquinante, come per gli altri metalli, bisogna attendere gli esiti analitici, che è possibile conoscere consultando i report annuali sulla qualità dell’aria e la sezione dati e mappe del sito Web.

infografica cartucce avvelenate WWF

Un bene di consumo in cui il piombo continua ad essere largamente utilizzato sono le munizioni da caccia, tanto da rendere questa attività un’importante fonte di inquinamento per l’ambiente. Secondo il rapporto “Cartucce avvelenate” del WWF, ogni anno vengono rilasciate tra le 1.400 e le 7.800 tonnellate di piombo solo nelle Zone Umide d’Europa, cioè gli ambienti maggiormente interessati e impattati dall’inquinamento delle cartucce a base di piombo.

Anche una recente ricerca, condotta da Parco Nazionale dello Stelvio, Provincia di Sondrio, Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna e ISPRA, ha confermato come in un’ampia area dell’Europa centro-meridionale, dai Pirenei all’Appennino, il 44% di aquile e avvoltoi sono contaminati dal piombo, mentre oltre un quarto presenta valori di piombo elevati, tali da comportare intossicazione. Il piombo delle munizioni viene ingerito perché aquile e avvoltoi si nutrono degli animali colpiti dai cacciatori e non recuperati o delle viscere degli ungulati lasciate sul luogo di caccia per preservare la qualità delle carni e facilitare il trasporto delle prede. Questi dati sono molto importanti ai fini del lavoro che l’Agenzia Chimica Europea sta portando avanti su incarico della Commissione Europea per introdurre un bando generalizzato dell’uso del piombo nelle munizioni per la caccia.

Esposizione della popolazione al piombo 

L’inalazione del piombo disperso in aria, l’ingestione di polveri a cui il piombo aderisce, il consumo di piombo residuo presente nella selvaggina abbattuta tramite munizioni di piombo sono solo alcune delle fonti di esposizione per l’uomo a questo inquinante; alcune di queste fonti sono più impattanti nelle zone dove il metallo viene estratto.

La popolazione generale può venire a contatto con il piombo anche attraverso altre vie, come le vernici e smalti al piombo usati per pareti, mobili, giocattoli e prodotti di consumo, i cibi contaminati ed in particolare i cereali (tranne il riso), le patate e i vegetali che hanno i livelli generalmente più alti, il fumo di tabacco; la pianta del tabacco assorbe infatti efficientemente il piombo sia dal terreno che dalle foglie dove si depone il particolato sospeso in aria contaminato da piombo.

acqua

Un’altra via di esposizione per l’uomo è rappresentata dall’acqua: le concentrazioni di piombo nell'acqua potabile sono generalmente inferiori ai valori di riferimento, ma concentrazioni più elevate sono state trovate nelle vecchie condutture in piombo, ancora oggi presenti. Ricordiamo che in Toscana le informazioni sull’acqua erogata dall’acquedotto pubblico possono essere richieste all’Azienda Sanitaria e al Gestore del servizio idrico che sono preposti al controllo delle acque potabili.

ARPAT controlla invece le acque ‘grezze’, prelevate da corpi idrici fluviali o lacustri, quindi acqua prima di essere potabilizzata dal Gestore e prima dell’immissione nella rete acquedottistica; da tale monitoraggio il piombo non risulta un parametro critico, ossia non supera il limite normativo pari a 0,05 mg/l

I metalli pesanti sono ricercati nella rete di monitoraggio ambientale dei corsi d’acqua, che ARPAT effettua seguendo i criteri dettati dal DLgs 152/06, nello specifico la tab 1A dell’All 1 parte III. Nel monitoraggio delle acque superficiali il limite o standard di qualità oltre il quale il corpo idrico diventa di qualità non buono è 1,2 µg/l come media del periodo monitorato e 14 µg/l come concentrazione massima ammissibile in un unico campione. I dati relativi al triennio 2016-2018 riportano il piombo tra gli inquinanti che in circa 10 corpi idrici determinano lo stato chimico non buono.

parameti critici acque piombo

Nelle acque sotterranee, disciplinate dal DLgs 30/09, il limite o valore soglia previsto per i piombo è 10 µg/l come valore soglia e diventa 7,2 µg/l per i corpi idrici sotterranee che alimentano le acque superficiali. Tali valori possono variare in funzione di studi relativi a valori di fondo naturali di tale sostanza. Dall'ultimo report di classificazione delle acque sotterranee 2016-2018, il piombo risulta tra i parametri critici in alcuni pozzi di 4 acquiferi.

Esposizione al piombo e effetti sulla salute

All’esposizione ai metalli pesanti sono associati molti effetti sulla salute, con diversi gradi di gravità e condizioni. L’esposizione al piombo può ad esempio portare a effetti sul comportamento e sullo sviluppo del feto, di neonati e bambini, oltre che aumentare la pressione sanguigna negli adulti.

report UnicefI bambini sono i soggetti più vulnerabili: lo studio “The Toxic Truth", realizzato da UNICEF e Pure Earth, ha mostrato come il piombo provochi danni irreparabili al cervello di un bambino, in particolare sotto i 5 anni di età, causando disabilità neurologica, cognitiva e fisica; l’esposizione è correlata anche a problemi di salute mentale e comportamentali e a un incremento di comportamenti violenti e criminalità. 
Il rapporto rileva come circa un bambino su tre a livello mondiale ha livelli di piombo nel sangue pari o superiori a 5 microgrammi per decilitro, livello per cui è necessario intervenire. Circa metà di questi bambini vive in Asia Meridionale.

Mentre infatti i livelli di piombo nel sangue sono diminuiti drasticamente nella maggior parte dei paesi ad alto reddito, grazie all'eliminazione del piombo dalla benzina e dalla maggior parte delle vernici, nei paesi a basso e medio reddito la percentuale di piombo nel sangue dei bambini rimane elevata, soprattutto a causa del riciclaggio non corretto e sicuro di batterie al piombo-acido: i lavoratori che effettuano operazioni di riciclaggio in condizioni pericolose e spesso illegali aprono infatti l'involucro delle batterie, riversano acido e polvere di piombo nel terreno e fondono il piombo recuperato in forni grezzi a cielo aperto, che emettono fumi tossici che avvelenano la comunità circostante. Secondo uno studio del 2017 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità fino allo 85% del piombo rilasciato in ambiente proviene proprio dalle batterie per auto nei Paesi a basso e medio reddito.

In Italia si stima che 160.862 bambini e ragazzi (da 0 a 19 anni) abbiano livelli medi di piombo nel sangue superiori ai 5 microgrammi, mentre 20.963 hanno livelli medi superiori a 10 microgrammi.


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento

informazione trasparente e corretta

Inviato da Utente anonimo il 19/05/2021 10:31

La caccia nelle zone umide è vietata da anni con i pallini di Piombo, leggetevi un calendario venatorio della Toscana o di altre regioni. Apprendo come le aquile egli avvoltoi si nutrano solo dei resti di animali uccisi a caccia.Nei mesi di chiusura della caccia ,7 mesi che fanno digiunano?Che sono all'apice della catena alimentare lo so anch'io. Come ente tecnico scientifico date informazioni corrette, non di parte.

informazione trasparente e corretta

Inviato da Utente anonimo il 20/05/2021 10:33

Ringraziamo il gentile e attento lettore, il cui commento ci ricorda di non aver citato il recente regolamento europeo che mette al bando il piombo nelle munizioni da caccia nelle zone umide e che entrerà però in vigore nel 2023, data entro cui gli stati membri, anche quelli che questo aspetto lo hanno già in parte regolamentato, dovranno adeguarsi. Teniamo comunque a precisare, che, oltre a citare il report Wwf, la redazione ha fatto riferimento a studi e dati, pubblicati da enti tecnico-scientifici come Ispra o Echa. Per finire, se da una parte stiamo, è sempre quella dell'ambiente, non di altro. La redazione.

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