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Il progetto MEDLEM (MEDiterranean Large Elasmobranchs Monitoring) ed il suo database

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Uno strumento per raccogliere e condividere i dati raccolti dai paesi mediterranei

esempio di pesce cartilagineo
foto di J. Stafford-Deitsch

In tutti i mari del mondo i pesci cartilaginei sono sfruttati per la loro carne, la pelle, per le loro pinne o per le mascelle. Qualche volta rappresentano l'obiettivo di alcuni tipi di pesca, commerciale e/o sportiva, mentre in altri casi sono catturati in maniera accidentale e rappresentano il così detto “by-catch”. In molte aree del mondo si registra un declino consistente dello sbarcato di questi animali che è il normale riflesso della diminuzione di questi pesci in mare.

MEDLEM è un progetto di monitoraggio delle catture ed avvistamenti dei pesci cartilaginei di grandi dimensioni - squali e razze - nel Mar Mediterraneo. Il progetto è strettamente correlato con l’IPOA-Sharks (International Plan Of Action for the conservation and management of sharks) della FAO.

La definizione di “grandi pesci cartilaginei” si riferisce ad elasmobranchi con dimensioni maggiori di 100 cm di lunghezza totale o a batoidei con una larghezza del disco maggiore di 100 cm o una lunghezza totale maggiore di 150 cm. La dimensione dei pesci cartilaginei inclusi nel monitoraggio è stabilita sulla base della lunghezza massima raggiunta dalle diverse specie.

Lista delle specie oggetto del progetto MEDLEM (file PDF, 190 KB)

esempio di pesce cartilagineo
foto di R. Carlucci

Particolare attenzione viene riservata alle tre specie protette dalle convenzioni internazionali (Convenzione di Barcellona, Convenzione di Berna, Convenzione di Washington, CITES - Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Flora and Fauna): lo squalo elefante (Cetorhinus maximus), lo squalo bianco (Carcharodon carcharias) e la manta (Mobula mobular). Nei nostri mari queste specie non rappresentano l'obiettivo per alcun tipo di pesca ma sono sicuramente da annoverare tra quelle che maggiormente richiedono misure di protezione, soprattutto se si considera la loro strategia riproduttiva (bassa fertilità, maturità sessuale raggiunta molto tardi rispetto alla vita media, ecc.). Ed è evidente, quindi, l’importanza di riuscire a monitorare in maniera più possibile completa ed organica queste specie.
Lo squalo elefante, in particolare, può essere considerata la specie che maggiormente richiede misure di protezione. Oltre alle poche osservazioni effettuate in mare aperto, la presenza di questo squalo (il più grande di tutto il Mediterraneo), è purtroppo evidenziata dalle molte catture accidentali effettuate con le reti da posta o con altri sistemi di pesca artigianale frequentemente utilizzati nelle acque costiere di molti paesi mediterranei. Per tale motivo questo squalo è stato inserito nell’Appendice II (specie minacciate ed in pericolo) della Convenzione di Barcellona, nell’Appendice II (specie strettamente protette) della Convenzione di Berna e, dal dicembre 2002, è stato finalmente inserito anche nell’Appendice II della CITES.

Lo scopo prioritario del progetto MEDLEM è quello di fornire un’immagine quanto più omogenea e completa della distribuzione dei grandi pesci cartilaginei nel bacino mediterraneo, soprattutto nel suo settore più orientale. Allo scopo di uniformare la raccolta dei dati in tutta l’area mediterranea, è stata redatta un’apposita scheda per il monitoraggio delle catture e degli avvistamenti dei pesci cartilaginei, sulla quale viene riportato il modo di raccogliere i dati sul campo, come misurare le varie parti del corpo dello squalo e come raccogliere campioni per le successive analisi di laboratorio (contenuti stomacali, analisi genetiche, parassitologiche, ecc.).
Il programma MEDLEM, e la relativa scheda di raccolta dati, sono stati divulgati presso tutti i maggiori centri di ricerca dei paesi mediterranea i quali, se in accordo con quanto espresso dal programma, sono stati invitati ad apporre il proprio logo sul frontespizio del progetto stesso. Tale gesto esprime la volontà di collaborare su questo argomento da parte di molti paesi che cercano inoltre di uniformarsi nella raccolta dei dati. Recentemente anche l’IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), l’EEA (European Elasmobranch Association) e la SIBM (Società Italiana di Biologia Marina) hanno manifestato il proprio parere positivo sul progetto fornendo il logo da apporre sul frontespizio.

MEDLEM logo

Sono già numerosi e in continua crescita i dati raccolti nell’ambito del progetto MEDLEM. Questi vengono inseriti direttamente dagli addetti ai lavori in un apposito database a disposizione dei ricercatori; provengono soprattutto da Spagna, Francia, Croazia, Tunisia, Grecia ecc., e dalla bibliografia, dal 1795 ad oggi. Molti dei dati raccolti si riferiscono al cetorino o squalo elefante (Cetorhinus maximus - Gunnerus, 1765), una specie protetta; un esempio dell’applicazione pratica dei dati contenuti nel database del progetto è fornita nel lavoro di Mancusi et al. del 2005 (file PDF zippato, 512 KB). 

 Il database è in manutenzione: sarà di nuovo disponibile alla fine del 2017

Responsabile progetto: Fabrizio Serena (f.serena@arpat.toscana.it)

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