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Lunedì 30 agosto 2021

La gestione delle emergenze ambientali: linee guida del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente


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Il documento, sottoposto a consultazione pubblica fino al 1° settembre, è nato dall'esigenza di uniformare ed armonizzare gli interventi effettuati in emergenza dalle Agenzie ambientali e da ISPRA

Sarà possibile inviare commenti ed osservazioni in merito al documento Linee guida SNPA per la gestione delle emergenze ambientali, entro e non oltre il prossimo 1° settembre 2021 alle ore 12:00. Obiettivo di questa consultazione è quello di favorire la condivisione, la partecipazione e la trasparenza con gli altri soggetti pubblici che sono coinvolti nella gestione delle emergenze ambientali.

Le Linee guida hanno l’obiettivo di individuare requisiti minimi necessari, modelli di riferimento condivisi e criteri generali per l’attivazione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente e delle singole componenti che ne fanno parte, al fine di uniformare l’approccio alla gestione delle emergenze ambientali e di definire le modalità operative di coordinamento tra le diverse strutture del SNPA.

Il documento, nello specifico, è articolato in quattro capitoli, come di seguito illustrati.

Una parte introduttiva fa riferimento al ruolo e alle attività del SNPA nella gestione delle emergenze ambientali e ai rapporti con gli altri Enti che intervengono in queste circostanze. A questo proposito il documento ricorda che le componenti del SNPA, per la finalità del loro mandato e per i mezzi e le professionalità a disposizione, non sono enti di soccorso tecnico urgente né di intervento diretto a favore di chi si trova in stato di necessità o in condizioni di pericolo. In uno scenario incidentale, il soccorso tecnico è svolto dai Vigili del Fuoco e/o da forze della protezione civile, mentre il soccorso sanitario è garantito dal Servizio Sanitario Nazionale. L’intervento degli enti del SNPA può quindi essere considerato di secondo livello; pertanto, le attività del SNPA in emergenza escludono interventi operativi diretti e avvengono esclusivamente nell’ambito della cosiddetta “zona sicura”.

Nell’ambito di alcune tipologie di emergenze, solo alcune Agenzie e ISPRA operano anche in relazione a specifiche normative che richiedono loro particolari attività, è il caso di emergenze associate ad aziende a Rischio di Incidente Rilevante, a problematiche radiologiche e nucleari, al rischio meteo-idrogeologico e idraulico, al rischio maremoto, al rischio ambientale in mare e al rischio sismico.

Una seconda parte è tesa a uniformare l’approccio alla gestione delle emergenze ambientali attraverso

  • l’individuazione dei requisiti minimi necessari e l’adozione di modelli di riferimento condivisi, integrando le differenti modalità operative di risposta alle emergenze ambientali presenti sul territorio nazionale,
  • la definizione di criteri generali per l’attivazione di singole componenti del SNPA o dell’intero Sistema, con la proposta organizzativa per l’attivazione di meccanismi di collaborazione e sussidiarietà tra Agenzie e Ispra.

Analizzando le problematiche ambientali di cui il SNPA si occupa, il documento individua più livelli di criticità che contraddistinguono le varie situazioni che si possono presentare: di disagio, di non conformità alla normativa di riferimento, di potenziale o effettiva emergenza.

Vengono poi elencati gli interventi NON di competenza del SNPA:

  • indagini su infortuni sul lavoro (qualora non vi sia il coinvolgimento di matrici ambientali);
  • verifiche della salubrità dei luoghi di lavoro;
  • controlli su igiene degli alimenti e acque potabili;
  • controlli su animali, problematiche veterinarie;
  • disposizioni igienico sanitarie a tutela della salute della popolazione;
  • controlli su fognature civili private;
  • controlli per schiamazzi, disturbo della quiete;
  • verifiche su sicurezza elettrica (ad eccezione delle Agenzie che hanno mantenuto la competenza in materia);
  • verifiche su fughe di gas dalla rete pubblica di distribuzione e da impianti di uso domestico;
  • situazioni con pericoli di crollo, stabilità strutture.

Le linee guida propongono inoltre una scheda di registrazione degli eventi emergenziali, a
garanzia di dati omogenei su tutto il territorio nazionale.

La terza parte riporta un focus sulle azioni conoscitive necessarie a individuare tipologia, estensione e possibili vie di migrazione della contaminazione, una volta noto il quadro delle informazioni di contesto dell’evento, al fine di conoscerne l’evoluzione, valutando l’opportunità di eseguire nell’immediatezza dell’evento misure sul campo e campionamenti per la definizione di strategie di messa in sicurezza della situazione emergenziale e di gestione del post emergenza.

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Una parte è infine mirata a definire aspetti generali della risposta all’emergenza, quali la formazione e l’aggiornamento degli operatori che intervengono in emergenza e la gestione della comunicazione. A proposito di quest'ultimo aspetto è stato già da tempo elaborato il “Protocollo di indirizzo operativo per la comunicazione SNPA nelle emergenze ambientali”, con l’intento di fornire concetti omogenei minimi di comunicazione per tutte le componenti di SNPA.

ARPAT, il cui sistema di attivazione e registrazione delle emergenze è pienamente conforme a quanto previsto nel documento in consultazione, ha preso parte al tavolo di lavoro nazionale che ha stilato le Linee guida.

Per inviare commenti ed osservazioni sulle Linee guida SNPA per la gestione delle emergenze ambientali scrivere a: consultazione.emergenzeamb@isprambiente.it


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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