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Sei in: Home Urp Risposte a domande frequenti (FAQ) Campi elettromagnetici

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Esposizione ai campi elettromagnetici

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Come faccio a conoscere i livelli di campo elettromagnetico presenti nella mia abitazione?
E’ possibile chiedere un controllo per certificare il rispetto dei limiti di esposizione mediante esposto scritto al proprio Comune di residenza che può chiedere ad ARPAT di effettuare una misurazione. ARPAT, autonomamente, può comunque fornire informazioni sulla base dei dati in suo possesso (controlli pregressi, pareri espressi per le Autorizzazioni, calcoli previsionali).

Quale è l’esposizione ai campi elettromagnetici per chi usa il telefono cellulare?
Il telefono cellulare emette lo stesso tipo di onde delle stazioni radio base. L'esposizione prodotta da quest'apparecchio è di più breve durata e localizzata in una piccola porzione del corpo, ma normalmente assai più intensa di quelle prodotte dall'impianti di trasmissione. La potenza effettivamente emessa dal telefonino durante la trasmissione è in realtà molto variabile, perché si aggiusta automaticamente in relazione alla bontà del segnale che riceve: dove vi è una buona "copertura" l'apparato riduce la potenza trasmessa per evitare un inutile consumo delle batterie, mentre dove la ricezione dalla stazione radio base è più difficile utilizza tutta la potenza disponibile. I livelli di esposizione che questa potenza può introdurre nei tessuti circostanti l'apparecchio dipendono anche dai dettagli costruttivi del telefono stesso e possono variare di molto da modello a modello. Telefonare da posizioni che assicurino un buon segnale e/o utilizzare un auricolare per conversare in modo che l'apparecchio telefonico sia un po' più distante dal corpo, sono due accorgimenti che fin da ora ci consentono di ridurre, cautelativamente, l'esposizione a campi elettromagnetici nell'uso del telefonino.

Esiste una distanza di sicurezza dalle stazioni radiobase?
No. Ogni stazione è caratterizzata dal cosiddetto “volume di rispetto” che consiste nello spazio intorno dell’antenna all’interno del quale risultano superati i limiti di riferimento. Questo volume dipende dalla potenza dell’impianto e dalle caratteristiche costruttive dell’antenna, per cui varia da caso a caso. ARPAT non esprime parere positivo per l’autorizzazione dell’impianto se all’interno del volume di rispetto ricade un luogo abitabile.
Occorre anche tener conto del fatto che peggiore è la ricezione del segnale maggior potenza viene impiegata per le trasmissioni del telefono cellulare. Quindi un’antenna più lontana può ridurre l’esposizione causata dalla stazione, ma non è affatto una garanzia di minor esposizione totale (stazione + cellulare).

Subisco dei rischi per l’installazione della terza antenna sul tetto davanti casa mia?
Nell’area interessata dall’installazione di una nuova antenna, al fine di valutare il livello di campo elettromagnetico complessivamente prodotto, vengono calcolati tutti i contributi degli impianti che sono coinvolti nella zona. Pertanto ARPAT, quando effettua l’esame di un progetto di installazione di un impianto, fa una rigorosa valutazione analitica complessiva di sovrapposizione del campo elettromagnetico totale prodotto da tutti gli impianti presenti, che deve sempre rimanere entro i limiti di legge.

É vero che una stazione radiobase è meno pericolosa se installata sul tetto del mio palazzo che sul palazzo attiguo?
Tendenzialmente sì. L’emissione di una stazione è molto simile a quella di un faro, che è costruito per “illuminare” luoghi relativamente lontani. Ciò non toglie che anche stando sotto ad un faro parte della luce non costituisca una buona illuminazione, ma certamente inferiore a quella di un luogo direttamente “colpito” dal fascio luminoso.

Quale campo elettromagnetico è prodotto dalle antenne paraboliche?
Le paraboliche satellitari servono esclusivamente per la ricezione e di conseguenza si limitano a captare campi elettromagnetici di ridottissima intensità provenienti dai satelliti e già presenti nell'atmosfera, indipendentemente da qualsiasi parabola. Queste antenne al più trovano regolamentazione per aspetti estetici nei regolamenti edilizi dei Comuni e, in alcuni casi, anche nei regolamenti di condominio.

Quale campo elettromagnetico è prodotto dalle antenne wi-fi per la diffusione della banda larga?
La potenza usuale delle antenne wi-fi collocate sui tetti delle abitazioni genera un campo elettromagnetico rilevante solo nei primissimi metri intorno all'antenna, che in genere è collocata in posti non raggiungibili e intorno ai quali le persone non stazionano. ARPAT partecipa al procedimento autorizzativo per l'installazione dell'antenna e ne controlla il campo elettromagnetico prodotto.

Vorrei avere informazioni sui campi elettromagnetici prodotti da computer, tv ed elettrodomestici presenti in casa
I monitor di vecchio tipo (CRT) dei computer producono dei campi magnetici a bassissima frequenza: tali campi – presenti solo se monitor è in funzione - normalmente sono un po' più intensi sulla parte posteriore e diventano molto bassi quando ci si allontana oltre 1 m. Per la televisione la situazione è del tutto analoga: i monitor di nuova concezione, a cristalli liquidi, non hanno più i magneti che pilotano il tubo catodico e quindi producono emissioni elettromagnetiche assai più contenute. Per tutti gli elettrodomestici ci si possono aspettare campi magnetici a frequenza di rete significativi solo nell'arco di circa un metro dall'elettrodomestico.

Quali sono i campi elettromagnetici emessi dagli impianti dei radioamatori?
Questo tipo di impianti - il cui impiego e caratteristiche di massima sono stabiliti e regolamentati da opportuna licenza rilasciata dal Ministero dello Sviluppo economico - sebbene possano impiegare potenze di trasmissione non trascurabili, sono utilizzati hobbisticamente e in genere molto sporadicamente. A differenza, ad esempio, di impianti radio commerciali che operano costantemente nell’arco delle 24 ore, questi impianti trasmettono per frazioni di tempo di minuti o addirittura mai in un giorno. Pertanto, in termini di esposizione complessiva, non costituiscono grandi preoccupazioni come altre sorgenti fisse di trasmissione radio. Per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’Ispettorato del Ministero dello Sviluppo economico.

Quali sono gli adempimenti per chi vuole intraprendere l’attività di radioamatore?
In primo luogo è opportuno rivolgersi al Settore II dell’Ispettorato del Ministero dello Sviluppo economico che rilascia l’opportuna licenza (Capo Settore Massimo Pietrangeli - 055 2724349, Radioamatori Gemma Giulia Caligiuri - 055 2724330).

Ogni radioamatore è tenuto inoltre a presentare una dichiarazione ai fini della formazione e dell’aggiornamento del Catasto regionale degli Impianti Radio COMunicazione (CIRCOM).

Sono preoccupato per i frequenti casi di interferenza elettromagnetica che si verificano nella zona
Qualunque sistema il cui funzionamento dipende dall’elettricità può risentire dell’azione dei campi elettromagnetici presenti nell’ambiente e subire così un’interferenza. I problemi di malfunzionamento legati all’interferenza di campi elettromagnetici sono questioni che riguardano innanzitutto i costruttori e che sono regolamentate da normative tecniche cosiddette di immunità e compatibilità elettromagnetica, che le apparecchiature immesse nel mercato dovrebbero rispettare. In generale, data l'estrema predisposizione e sensibilità delle apparecchiature elettroniche ad interferenze elettromagnetiche, il fatto che si verifichino tali fenomeni, di per sé, non implica che vi siano corrispondenti problemi inerenti la salute umana. Qualora invece i problemi di interferenza persistano e riguardino la televisione se gli impianti sono conformi e certificati (in particolare, deve essere presente la presa di terra), è possibile segnalare il problema all’Ispettorato del Ministero dello Sviluppo economico competente per la zona interessata. Nel caso di disturbi alla TV digitale terrestre dovuti ad interferenze con le antenne di telefonia mobile, segnale 4G, è possibile fare una segnalazione attraverso l'apposito sito Web Help Interferenze; l'intervento di ripristino è a totale carico dei gestori di telefonia. Per eventuali problemi a cancelli automatici o apertura automobili occorre rivolgersi a degli installatori professionisti.

Sono venuti dei tecnici per misure di campo elettromagnetico presso un’antenna di telefonia mobile, ma non sono sicuro che fossero ARPAT.
Le misure del campo elettromagnetico vengono effettuate sia dai tecnici ARPAT durante le attività di controllo, che dai tecnici incaricati dai gestori di telefonia mobile, durante la fase di progetto della stazione, per assicurarsi che sia compatibile con i livelli di campo già presenti. I gestori degli impianti fanno svolgere misure presso le abitazioni anche dopo la realizzazione della stazione, qualora ARPAT richieda loro un collaudo dell'impianto. Per maggiore tranquillità dei cittadini, si consiglia di verificare sempre l’identità dei tecnici che si presentano in casa per eseguire misurazioni.

Quali sono i campi elettromagnetici prodotti dalla cabina elettrica collocata nello scantinato o comunque a parete rispetto alla mia abitazione?
Per locali adiacenti la cabina stessa (lateralmente o superiormente), qualora esista una parete in comune, si possono avere valori di campo magnetico anche molto elevati. Oltre alla vicinanza della cabina dall'abitazione, bisogna inoltre tenere presente la tipologia della cabina. Se l'impianto rispetta il limite fissato dalla legge e anche eventuali particolari vincoli urbanistici, non può essere rimosso, altrimenti può essere prevista una sua diversa collocazione.

In che modo si possono diminuire i livelli di induzione magnetica di un elettrodotto?
Se l'elettrodotto viola la normativa vigente, ovvero è superato il valore di attenzione di 10 microtesla, l’interramento può essere la soluzione da adottare, se non sono attuabili interventi diversi; non esiste comunque una normativa che “imponga” di adottare tale soluzione. Oltre all’interramento, ci sono altri metodi meno costosi come le tecniche di ottimizzazione delle fasi (per linee a doppia terna), l’adozione di sostegni più alti o di tipo ‘compatto’; per le linee a 132 kV la compattazione dei conduttori; il sistema di abbattimento dei livelli mediante circuito compensativo (“loop attivo”), applicabile a linee che hanno i conduttori allineati.
Gli interventi (definiti di mitigazione) sono a totale carico del gestore nel caso di superamento dei limiti. Sono talvolta fattibili negli altri casi, se e solo se c’è la disponibilità del proprietario dell’elettrodotto ad intervenire sulla linea elettrica e i costi di tale intervento sono a carico del richiedente (soggetto pubblico o privato).

Esiste una ‘distanza di sicurezza’ da un elettrodotto?
Esistono norme di sicurezza elettrica che prevedono delle distanze minime al fine di scongiurare rischi di scariche o folgorazioni. Da un punto di vista di rispetto dei limiti di esposizione non è possibile, a priori, identificare una distanza che sia applicabile a tutte le linee presenti sul territorio, perché i livelli di induzione dipendono, oltre che dalla distanza, dalla conformazioni geometrica dei conduttori e dalla corrente circolante nei cavi. Solo con una verifica puntuale (con misure e stime teoriche) si può rispondere a tale domanda.

Che cosa è la fascia di rispetto?
È lo spazio circostante un elettrodotto che comprende tutti i punti caratterizzati da un’induzione magnetica di intensità maggiore o uguale all’obiettivo di qualità (attualmente 3 microtesla). All’interno di tale porzione di territorio non è consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario, cioè ad uso che comporti una permanenza non inferiore a quattro ore. Tale concetto si applica sia ai nuovi edifici rispetto alle linee esistenti, sia ai nuovi elettrodotti rispetto alle strutture esistenti.
Per nuove edificazioni è il gestore della linea elettrica che ha il compito di determinare le fasce di rispetto, o distanza, dagli elettrodotti.

Cosa deve fare chi vuole costruire vicino ad un elettrodotto esistente?
Si veda a questo proposito il documento “Guida pratica per le informazioni sulle fasce di rispetto per gli elettrodotti”. Al fine di evitare un'interpretazione erronea della normativa vigente, non devono essere effettuate misure di induzione magnetica presso il sito di interesse. Va invece acquisita la DPA (Distanza di Prima Approssimazione) dal gestore dell'elettrodotto e si deve adeguare la progettazione della nuova opera a tale distanza.

Perché, a volte, l’elettrodotto vicino a casa mia emette un ‘ronzio’?
Tale fenomeno e' riconducibile alle microscariche di dispersione che si verificano nel punto in cui i cavi sono più vicini alle strutture di sostegno (isolatori).
Le polveri atmosferiche, o la salsedine, che si depositano sugli isolatori generano tale fenomeno, che può provocare anche delle vere e proprie scariche elettriche (che fanno andare fuori servizio l'elettrodotto). La pulizia periodica degli isolatori evita il pericolo di tali scariche e riduce il rumore prodotto. Qualora il ronzio sia molto disturbante, è possibile per i Comuni richiedere al gestore della linea la pulizia degli isolatori.
Negli ultimi tempi (soprattutto vicino alla costa) i gestori stanno sostituendo gli isolatori in vetro con quelli nuovi in materiale composito. Tali nuovi isolatori sono concepiti proprio per evitare il deposito di polveri, riducendo di fatto drasticamente il rumore prodotto dalla linea elettrica ed evitando le scariche.
Tale fenomeno, legato alla tensione della linea, può essere più o meno accentuato in funzione delle condizioni atmosferiche (ad esempio in giornate particolarmente umide il fenomeno si accentua) e non ha nessuna correlazione con i livelli di induzione elettromagnetica prodotti dalla linea.

È possibile avere informazioni sulla tensione della linea elettrica dell’elettrodotto che passa vicino alla mia abitazione?
Queste informazioni, oltre ai risultati delle misure spot e in continua di campo elettrico e magnetico effettuate da ARPAT presso gli elettrodotti toscani, sono disponibili nelle banche dati SIRA.

Quali sono gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici?
Per quanto riguarda gli effetti sulla salute si può consultare la ricca bibliografia in proposito. In particolare nel sito dell'Istituto Superiore di Sanità si trova molto materiale.. Ulteriori informazioni sugli aspetti sanitari possono essere acquisite dal Servizio di Igiene Pubblica della ASL, competente in materia.

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