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La mitigazione del rumore

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barriera antirumoreI possibili interventi per la mitigazione del rumore ambientale dipendono dal tipo di sorgente, dalla conformazione del terreno in cui sono inseriti ricettori e sorgenti, e dalle caratteristiche del ricettore stesso.

Come da indicazioni del Decreto ministeriale del 29 novembre 2000, gli interventi di riduzione del rumore sono suddivisi, in ordine prioritario, in:

  • interventi alla sorgente
  • interventi sulla via di propagazione tra sorgente e ricettore
  • interventi al ricettore.


Gli interventi alla sorgente sono le misure di riduzione che agiscono direttamente sul meccanismo di generazione del rumore: per quello stradale, la posa di asfalti a bassa emissione al posto delle pavimentazioni tradizionali è un esempio di intervento alla sorgente (la strada) che riduce il rumore provocato all’interazione ruota-asfalto. Per il rumore ferroviario, analogamente, un tipo di intervento consiste nel ridurre le asperità delle ruote e delle rotaie per attenuare il rumore da rotolamento.

Gli interventi sulla via di propagazione del rumore sono quelli finora più utilizzati: le barriere acustiche. Diverse per struttura e tipologia, in modo da adattarsi alle caratteristiche della sorgente e alle richieste di sicurezza, in termini di rumore abbattuto le barriere rappresentano una delle misure più efficaci, anche se spesso di difficile inserimento paesaggistico.

Le azioni di riduzione del rumore possono riguardare anche le opere di miglioramento acustico al ricettore. Il livello di rumore negli ambienti interni dipende dalle capacità di isolamento acustico della struttura edilizia: aumentando l’isolamento offerto dalla facciata o migliorando l’acustica degli ambienti di vita e di lavoro si può ridurre il livello di rumore interno a cui si è potenzialmente esposti.

La normativa vigente, discendente dalla Legge Quadro 447/95, mette a disposizione diversi strumenti per il contenimento e la riduzione dell’esposizione al rumore ambientale: i Comuni devono obbligatoriamente adottare un Piano Comunale di Risanamento Acustico (PCRA), quando viene accertato un superamento dei valori limite di attenzione definiti dal Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA) o nel caso di contatto di aree nella classificazione acustica i cui valori limite di rumore consentito si discostano per più di 5 dB(A).

Inoltre le società e gli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto sono obbligati a mettere a punto un Piano di contenimento e abbattimento per riportare nei limiti di legge il rumore in tutte quelle aree dove sia stimato o rilevato il superamento dei limiti stessi.

Col recepimento della Direttiva Europea 2002/49/CE “relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale” (D.Lgs. 194/2005) il nostro paese ha a disposizione ulteriori strumenti per la mitigazione del rumore: dopo aver effettuato la mappatura acustica degli agglomerati con popolazione maggiore di 100.000 abitanti e delle principali infrastrutture di trasporto, le autorità competenti e gli enti gestori elaborano un Piano di azione che permette di ridurre l’esposizione della popolazione al rumore ambientale.

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