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Qualità e validazione dei dati

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Dal campione di aria prelevato ed analizzato da uno strumento, automatico o manuale, di una qualsiasi stazione fissa di un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria, si genera, alla fine di una serie calcoli, elaborazioni e verifiche, un dato di qualità dell’aria.

La qualità dei dati viene assicurata anche garantendo il mantenimento degli standard di qualità richiesti dalla normativa relativi in particolare all’approvazione degli strumenti di campionamento e misura della qualità dell’aria (art. 17 del D.lgs 155/2010); a tale scopo, come previsto dalla L.R. 9/2010 art. 5 comma 4, la Regione si avvale del Centro regionale di Riferimento per il controllo e l'assicurazione di qualità dei dati (C.R.R.Q.A.)  di ARPAT che esercita la funzione di controllo ed assicurazione di qualità dei dati prodotti dalla rete regionale di rilevamento.

ARPAT è inoltre impegnata in una costante attività di gestione e validazione dei dati raccolti quotidianamente, fondata sull'utilizzazione di strumenti statistici da impiegare su lunghe serie di dati.

Possiamo schematizzare il percorso temporale del dato nel modo riportato nella tabella:

Dato

Stato

valido (strumentale)

come acquisito dal sistema informatico e valido in base ai soli test strumentali giornalieri

validato da operatore

validato il giorno successivo a quello di acquisizione e inserito nel bollettino giornaliero

confermato

validato su base trimestrale (generalmente entro 20 giorni dalla fine del trimestre); validato su base mensile per l'ozono nel periodo aprile-settembre

storicizzato

validato definitivamente (generalmente entro 2 mesi dalla fine dell'anno civile)

 

L’attività di informazione giornaliera effettuata con la pubblicazione dei dati sul sito Web prevede usualmente una prima convalida del dato chimico rilevato, individuando le evidenti situazioni anomale, per consentire le verifiche di legge previste per il mattino seguente il giorno del rilevamento. Con questa validazione di primo livello non è possibile individuare le anomalie meno evidenti dei dati. È possibile inoltre pubblicare sul sito Web il dato di PM10 in modo automatico direttamente dallo strumento come dato valido strumentale, una volta che i criteri di accettabilità sei soli test strumentali siano stati superati.

In seguito a verifiche che mettono in evidenza anomalie che possono essere rilevate solamente dopo la valutazione effettuata su più giorni consecutivi (a volte anche settimane) o comunque dopo confronti con il personale tecnico e comparazioni con quanto misurato in altre stazioni della rete vengono eventualmente aggiornati i DataBase locali dei dati registrati.

Ulteriori e particolari anomalie sui dati possono essere evidenziate solamente dall’osservazione contemporanea di molte stazioni per periodi lunghi (generalmente trimestri) e quindi possono essere evidenziate soltanto a posteriori, comunque prima della storicizzazione dei dati nel DataBase centrale del SIRA.

Per l’ozono il processo di verifica e confronto dei dati viene effettuato su base mensile nel periodo da aprile a settembre.

In Toscana la gestione tecnica delle reti di rilevamento della qualità dell'aria è effettuata da ARPAT (Settore Centro Regionale Tutela Qualità dell'Aria) che valida quotidianamente i dati rilevati. Parallelamente vengono svolte le verifiche di conformità dei dati su base mensile (per l'ozono nel periodo aprile-settembre), trimestrale e annuale, implementando la serie dei dati storicizzati nel Database centrale del SIRA.

Tale procedura, unitamente ad una adeguata dotazione di risorse tecniche e ad una elevata professionalità degli operatori, consente di ottenere risultati di elevata affidabilità dei dati nel rispetto dei criteri di efficienza richiesti dalle normative nazionali e comunitarie (minimo 90% dei dati validi).

I dati storicizzati costituiscono gli unici dati ai quali ARPAT si riferisce per la valutazione della qualità dell’aria a norma di legge e la redazione dei rapporti annuali.

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