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Mercoledì 10 agosto 2022

Geotermia e salubrità ambientale


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Un Webinar dell'Agenzia regionale di sanità Toscana (ARS) per esporre i risultati dello studio InVetta in merito all’impatto dell’attività geotermica sulla salute della popolazione, in particolare amiatina

La Toscana, nelle zone delle Colline metallifere e del Monte Amiata, presenta particolari aree geotermiche con anomalia geotermica, ovvero con temperature del sottosuolo più elevate rispetto a quelle ordinarie, tali da rendere conveniente lo sfruttamento anche per la produzione di energia elettrica.
In Toscana sono attive 35 centrali (36 gruppi produttivi totali) gestite da ENEL Green Power Italia e dislocate in 4 aree territoriali o AGE (Aree GEotermiche) situate a Larderello, Radicondoli, Lago e Piancastagnaio. La coltivazione dei fluidi geotermici in Toscana produce una quantità di energia elettrica pari a circa il 35% del fabbisogno elettrico regionale.
Come ogni altra attività antropica, anche la geotermia presenta possibili impatti sull’ambiente; lo sfruttamento del fluido endogeno (vapori) produce, ad esempio, emissioni in atmosfera e disturbi olfattivi legati alla presenza di idrogeno solforato.

E’ in questo contesto di accresciuta consapevolezza circa la necessità di monitorare lo stato dell’ambiente e gli effetti sulla salute che la Regione Toscana, oltre al monitoraggio delle matrici ambientali, ed in particolare degli inquinanti in atmosfera, già svolto da ARPAT, ha affidato da circa 15 anni all’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) il compito di portare avanti un programma di sorveglianza epidemiologica della salute delle popolazioni residenti nelle aree geotermiche.

Come ha sottolineato l’assessore al diritto alla salute Simone Bazzini, il lavoro di ricerca, portato avanti negli anni in modo davvero molto minuzioso e serio, ci consegna un risultato rassicurante sull’assenza di impatti sulla salute direttamente collegabili all’attività geotermica. Lo studio, ha aggiunto l’assessore all’ambiente Monia Monni, dimostra che non vi sono impatti significativi sulla salute derivanti dall’attività geotermica.

In tale ambito l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT) effettua regolarmente controlli sulla qualità dell’aria come sulle emissioni delle centrali geotermiche presentandone i risultati con appositi report. A darne conto per l’Agenzia è stato l’Ing. Alessandro Bagnoli, documentando un andamento in costante declino nell’ultimo decennio per le emissioni di idrogeno solforato (H2S), importante in quanto usato come principale tracciante dell’esposizione alle emissioni delle centrali geotermiche.
E’ stato ricordato come nel 2000 sia stato attrezzato il primo laboratorio mobile per la misurazione in continuo dell’acido solfidrico (GEO1). Nel 2003 è stata attivata la postazione fissa di Montecerboli attrezzandola per la rilevazione in continuo dell’ idrogeno solforato. Successivamente nel 2012 è stato approntato un secondo laboratorio GEO2, o GEOS, e dal 2014/15 entrambi laboratori sono stati attrezzati per il controllo in continuo anche del mercurio gassoso.

Ad oggi, ha affermato il tecnico dell’Agenzia, il controllo della qualità dell’aria nelle aree geotermiche si sviluppa attraverso una postazione di qualità dell’aria fissa che si trova a Montecerboli e che controlla “in continuo” non solo l’idrogeno solforato, ma anche il PM10, l’ozono e gli ossidi di azoto. L’Agenzia dispone di due auto-laboratori GEO1 e GEO2 che controllano sia l’H2S che il mercurio. Vi sono inoltre 18 stazioni di controllo ENEL, di cui 6 sono in grado di effettuare controlli/rilevazioni di radon, all’occorrenza accessibili dalla nostra Agenzia tramite VPN.
I laboratori GEO1 e GEO2, sono utilizzati dall’Agenzia in primo luogo per verificare i dati che vengono forniti dai controlli svolti da ENEL e che hanno una diffusione più capillare sul territorio toscano. I dati dei due laboratori vengono utilizzati talvolta per monitorare aree che altrimenti non verrebbero controllate da postazioni fisse. Inoltre l’Agenzia li utilizza per il controllo del mercurio in modalità continua a frequenza oraria.
Ad esempio, il laboratorio mobile GEO1 è stato utilizzato dal 2013 al 2018 nella frazione di Bagnore per effettuare rilevazioni in una zona che, per gli esposti e le segnalazioni ricevute da ARPAT, veniva considerata potenzialmente critica.
Dal 2016 tali dati sono confluiti in un bollettino della qualità dell’aria, esteso all’intera area dell’Amiata, mettendo a confronto i dati rilevati dal nostro mezzo con quelli rilevati da ENEL nelle postazioni ubicate a Arcidosso, Santafiora, Bagnore, Merigar e le due presenti a Piancastagnaio. Tale bollettino è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia e della Regione Toscana inizialmente con frequenza mensile, poi successivamente a frequenza quadrimestrale, fino a quando è stato evidente che non si presentavano situazioni particolarmente critiche dal punto di vista sanitario. Nello specifico, per valutare eventuali effetti sanitari, il bollettino riportava il valore massimo giornaliero delle medie mobili calcolato su 24 ore ottenuto dai dati rilevati almeno dalle sette stazioni di rilevamento indicate (per brevi periodi di tempo è stato impiegato anche il secondo autolaboratorio ARPAT). Per valutare le problematiche olfattive, è stato preferito ricorrere ad un istogramma per rappresentare giornalmente la percentuale delle ore in cui venivano raggiunte concentrazioni in atmosfera di idrogeno solforato superiori ai 7 µg/m³, valore usualmente adoperato come soglia olfattiva, corrispondente a fenomeni di disturbo per la generalità della popolazione.

Impianti panorama UNO.jpg Successivamente il monitoraggio con il mezzo GEO 1 è proseguito nella zona di Abbadia S. Salvatore, area non coperta dalla presenza di postazioni fisse e dove sono state eseguite due campagne di rilevazione, la prima tra il 2018/19 e la seconda tra il 2019/20.

In questo caso, i dati rilevati disponibili confermano che non vi sono criticità per la concentrazione di idrogeno solforato. Per il mercurio, nonostante non siano state raggiunte concentrazioni considerate pericolose per la salute, tuttavia si rilevano concentrazioni più elevate del solito, che divengono significative durante la stagione estiva, in concomitanza dell’innalzamento della temperatura dell’aria, incremento di temperatura che permette di liberare in atmosfera frazioni di mercurio, altrimenti riscontrabili nel suolo. 

In conclusione, anche alla luce degli altri monitoraggi svolti, si può affermare che l’andamento dei valori di idrogeno solforato (H2S) rilevate da ARPAT e da ENEL Green Power Italia mostrano un progressivo miglioramento nel corso degli anni, sia in termini di concentrazioni assolute, sia in termini di percentuale di ore con concentrazioni superiori a 7 µg/m³, ad indicare una progressiva riduzione anche del disturbo olfattivo.
Per raggiungere un’ulteriore riduzione del disturbo olfattivo causato dall’idrogeno solforato a cui la popolazione può effettivamente risultare esposta, l’Agenzia suggerisce quali obiettivi di miglioramento per i prossimi anni in primo luogo la riduzione dei periodi di blocco e fermo AMIS (soluzione impiantistica adottata per l’Abbattimento Mercurio ed Idrogeno Solforato) che sono una delle principali cause delle extraemissioni.
In secondo luogo si ritiene auspicabile promuovere quella che è stata l’esperienza progettuale e impiantistica maturata attraverso la gestione delle centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4: tramite le interconnessioni tra le due centrali, ma anche tra gli stessi AMIS che sono a servizio delle centrali, è stato possibile ridurre le emissioni di inquinanti nel caso di blocchi o manutenzioni delle diverse componenti impiantistiche presenti in stabilimento, che altrimenti possono comportare sfioro in atmosfera di fluidi geotermici non trattati.
Risultano scelte valide anche quelle operate da ENEL GPI, volte a ridurre i tempi d’intervento della manutenzioni. In tale direzione la Società si è già attivata perseguendo ottimi risultati.
Infine si rammenta l’opportunità di ridurre, tramite i nuovi separatori di gocce (demister), il “drift” (gocce di condensazione del vapore) emesso in atmosfera dalle torri di raffreddamento, con ricadute nelle immediate vicinanze degli impianti di produzione.

Nella stagione della transizione ecologica ed energetica, considerato l’aggravamento del contesto generale, tutti i sentieri che guardano alla sostenibilità devono tenere in primaria considerazione la correlazione tra ambiente e salute, consapevoli che le scelte che compiamo oggi avranno impatti sulle generazioni future.

Testo di Sergio Lavacchini in collaborazione con Alessandro Bagnoli ed Ivano Gartner

Per approfondimenti

Qualità dell'aria nelle aree geotermiche

Geotermia e salute in Toscana - Rapporto 2021

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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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