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ARPAT partecipa alla presentazione del Rapporto Ambiente SNPA 2023

Intervento del Direttore generale, Pietro Rubellini

Il Direttore generale, Pietro Rubellini, risponde alle domande su come il cambiamento climatico impatti sulle matrici ambientali e quali azioni e misure le Agenzie, e il Sistema nel suo complesso, stiano realizzando per la mitigazione e l’adattamento, strumenti di contrasto della crisi ambientale e climatica

ARPAT partecipa alla presentazione del Rapporto Ambiente SNPA 2023

Pietro Rubellini alla presentazione del Rapporto Ambiente 2023

22/02/2024

A Roma, ieri, mercoledì 21 febbraio, presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Sistema Nazionale per la protezione ambientale (di seguito SNPA) ha presentato il Rapporto Ambiente - edizione 2023, con l’obiettivo di fare conoscere quale sia lo stato di salute ambientale del nostro paese.

Dopo la presentazione

  • delle informazioni ambientali contenute nel rapporto, che “fotografano” l’ambiente in Italia attraverso 21 indicatori
  • di alcune pratiche da adottare nel percorso verso la sostenibilità ambientale e realizzate dal Sistema

è stato il momento dei talk, domande e risposte, per comprendere meglio questioni specifiche quali la sostenibilità del sistema impresa, gli impatti dei cambiamenti climatici sui comparti ambientali e le azioni di contrasto, nonché la relazione tra inquinamento e salute dei cittadini.

Protagonista del secondo talk sui cambiamenti climatici, il Direttore generale di ARPAT, Pietro Rubellini, che ha risposto alle domande sugli impatti qualitativi del cambiamento climatico sull’ambiente.

Nel suo intervento, il Direttore ha sottolineato l’importanza del Sistema nazionale per la protezione ambientale, esperienza unica nel panorama europeo per il suo ruolo di osservazione e monitoraggio costante e capillare del territorio. Con il proprio lavoro quotidiano, il Sistema raccoglie una mole di informazioni ambientali che mette a disposizione della collettività attraverso la pubblicazione di rapporti ambientali, come il Rapporto Ambiente 2023.

Quando pensiamo al cambiamento climatico, ha continuato Rubellini, ci vengono in mente fenomeni come le elevate temperature, l’innalzamento dei mari, il dissesto idrogeologico ma, in realtà, ci sono aspetti meno conosciuti ma altrettanto importanti, che impattano sui comparti ambientali, determinando modifiche qualitative alle matrici ambientali.

Due esempi possono chiarire meglio quanto sta accadendo.

Il primo riguarda le cosiddette bombe d’acqua, si tratta di estremizzazioni di fenomeni temporaleschi, registrati sin dagli anni ’80, caratterizzati da temporali di breve durata ed alta intensità ed in grado di incidere sulla ricarica delle acque sotterranee con effetti negativi sulla qualità delle stesse.

Cambiando il regime delle precipitazioni, cambia anche il tasso di infiltrazione; quindi, la falda non si ricarica come dovrebbe e finisce per abbassarsi. In caso di emungimento di acqua, si andrà a estrarre acqua presente negli stati più profondi, magari interessati dalla presenza di particolari inquinanti. In questo modo, si pompa acqua ma si fa risalire anche gli inquinanti, che se finiscono sui prodotti agricoli creano problemi non solo ambientali.

Per affrontare queste problematiche, il Direttore di ARPAT ricorda come da tempo, le Agenzie effettuino monitoraggi che restituiscono un quadro ambientale della situazione, in grado di indirizzare, tramite modelli, i pompaggi delle acque sotterranee per evitare di interessare gli strati più profondi della falda.

Un altro effetto del cambiamento climatico sui comparti ambientali è ben comprensibile guardando la matrice aria. Infatti, la mancanza di pulizia dell’aria, il cosiddetto rain-cleaning, dovuta all’assenza di piogge costanti combinata al riscaldamento degli strati superficiali dell’atmosfera, per l’innalzamento delle temperature, determinano uno schiacciamento a terra degli inquinanti con conseguente peggioramento della qualità dell’aria che respiriamo.

La seconda domanda rivolta a Pietro Rubellini riguarda gli strumenti che il Sistema mette in campo per promuovere azioni e stili di vita sostenibili.

Le leve dell’informazione, formazione ed educazione ambientale, soprattutto rivolta alle nuove generazioni possono favorire condivisione di conoscenza, più o meno specialistica, a seconda dell’interlocutore ma sempre oggettiva e scientificamente fondata.

Il SNPA deve sapere parlare a pubblici diversi: il grande pubblico, gli/le studenti, la politica, gli amministratori locali per sensibilizzare sempre di più sul cambiamento climatico ed i suoi effetti. E anche per il personale delle Agenzie necessita di formazione sui temi del cambiamento del clima, la transizione ecologica ed energetica. Per questo ARPAT, nel 2022, ha realizzato le giornate scientifiche, momenti di approfondimento scientifico interno, grazie alla collaborazione stretta con i tre Atenei toscani di Firenze, Pisa e Siena.

Rubellini prosegue affermando la necessità di diffondere buone pratiche e strategie di adattamento a livello locale per innalzare la resilienza dei territori e delle comunità, favorendo il dialogo e il confronto con i cittadini, le imprese, le amministrazioni, gli enti di ricerca e tutti i portatori di interesse.

A questo proposito, va ricordato che il SNPA ha predisposto la piattaforma italiana sull’adattamento ai cambiamenti climatici con lo scopo di favorire lo scambio di informazioni sugli indicatori da monitorare e le metodologie da applicare per rendere i territori e le comunità resilienti ai cambiamenti ambientali in atto.

Il Direttore conclude ricordando l’importanza delle azioni di ascolto, il Sistema deve mettersi in ascolto della società civile. ARPAT, in occasione della presentazione dell’Annuario dei dati ambientali della Toscana, sperimenta momenti di dialogo e confronto, organizzando tavole rotonde a cui siedono i rappresentanti della società civile: sindacati, imprese e associazioni ambientaliste e nel 2022, per la prima volta, anche i rappresentanti dell’associazionismo ambientale e dell’agricoltura.

Concludendo, la raccolta dati e la loro divulgazione con metodi nuovi e innovativi per fornire strumenti al decisore politico e cornici interpretative ai cittadini è il punto di arrivo dell’attività di SNPA; si tratta di affrontare la complessa sfida dei cambiamenti climatici che necessita di informazione e formazione affinché i cittadini e le cittadine siano sempre più consapevoli nelle loro scelte quotidiane.

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