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Giovedì 16 dicembre 2021

Programmare per digitalizzare


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Dalle amministrazioni locali si attende una risposta adeguata che le renda un driver, un motore capace di apportare più efficienza e maggiore attenzione alle nuove ambizioni e necessità dei territori e dei centri urbani

Il presente articolo è una rielaborazione dei contributi pubblicati sul sito dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) e da ANCI Toscana.

L’occasione offerta dal 5G è troppo importante e pervasiva per lasciarla solo agli addetti ai lavori (gestori di telefonia), ed in tal senso le Amministrazioni locali devono avviare processi di programmazione.
Ci troviamo in una fase espansiva del settore delle telecomunicazioni. Dal 20% siamo passati al 34% delle imprese che sono impegnate con il nuovo standard e stanno cercando di capire come ampliare il ventaglio delle opportunità da offrire. La modalità 5G si sta allargando al settore industriale, dove già si ristrutturano apparati produttivi sulla base delle nuove connessioni a bassissima latenza di segnale, non ultimo il comparto sanitario dove si stanno svolgendo le prime sperimentazioni tecnologiche.

Una connessione trasversale

E’ in questo contesto che comunità, cittadini, e soprattutto le istituzioni locali devono inserirsi per guidare il processo ed avviare un’efficace programmazione delle reti sui territori anche e soprattutto alla luce di quanto indicato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR. In tal senso Emiliano Fossi, Responsabile Partecipazione e beni comuni ANCI Toscana e Sindaco di Campi Bisenzio in un suo intervento ha sottolineato l’importanza per le amministrazioni di attivare tutte le leve che permettano di renderle soggetti attivi e propositivi oltre che portatori di interessi della collettività, nel processo della digitalizzazione dei territori.
Il 5G è innanzitutto una forma di relazione sociale, come lo è stata Internet e poi il mobile. Senza avere un’anima territoriale che adegui il sistema alle necessità della moltitudine di utenti potenziali, si rischia di ridimensionare di molto il nuovo standard che già soffre dell’attesa per il prossimo livello, il 6G, attualmente in fase di prototipazione.
In varie città, sono in corso delle sperimentazioni tecnologiche pilota come a Milano con un primo filobus 5G, o a Venezia dove si sta allestendo una vera cabina di regia per il monitoraggio territoriale sulle prestazioni della connessione.
Queste reti servizio nasceranno “dal basso”, a partire dalle esigenze delle amministrazioni e della società civile e non “dall’alto” come parti delle reti degli operatori di telecomunicazioni che attualmente ci garantiscono le connessioni ad internet.

I territori potranno disporre di reti dedicate al monitoraggio ed all’ottimizzazione della circolazione e del traffico, delle coltivazioni per la realizzazione di un’agricoltura di precisione, reti per il monitoraggio dell’aria e dell’ambiente, per la cura a distanza dei cittadini, per le fabbriche 4.0 dislocate sul territorio, tra gli altri.
Si tratta di progettazioni guidate dai provider che cercano di mettere in evidenza le caratteristiche e peculiarità del nuovo sistema. I Comuni, soprattutto quelli delle grandi città, come Milano, Roma, Napoli e Torino, sono tenuti ad usare tutto il peso del ruolo che gli compete per un settore così strategico come quello di cui stiamo parlando per decidere e programmare le aree che necessitano della copertura di questo “nuovo” servizio.

Conoscenza del territorio

La caratteristica del 5G, peraltro, è proprio quella di adeguarsi alle necessità dell’utenza, modulando automaticamente l’intensità e la direzione del segnale. In sostanza, sapere e capire quali siano gli utenti e per quali necessità sarebbe fondamentale per dare più efficienza e funzionalità al servizio. In questo senso le Amministrazioni locali grazie ad una profonda conoscenza dei propri territori posseggono tutte le informazioni in ambito sociale ed economico che le rendono osservatori e detentori privilegiati di informazioni importanti per sviluppare le reti di una nuova digitalizzazione.
Lo spettro delle frequenze rappresenta una risorsa e parte di questa può essere dedicata ad un uso “locale” per essere assegnata a soggetti che hanno esigenza di realizzare servizi locali. La connessione 5G sta avviando una profonda mutazione nel rapporto tra territorio e le aziende di telecomunicazioni. E’ in questo nuovo scenario che entrambe le parti, amministrazioni e gestori del servizio, avranno interesse sia a regolare e valorizzare l’uso della preziosa risorsa, nel rispetto della salute dei cittadini, che a offrire nuovi servizi in grado di accrescere ricchezza e benessere.
Occorre osservare che oggi siamo in uno snodo in cui le forme di collegamento virtuali sono essenziali per la sopravvivenza. La pandemia ci ha reso sempre più dipendenti da questo modo di relazionarci, di produrre, di imparare e comunicare.
Con tale intento il PNRR dedica specifiche risorse per la realizzazione della connessione mobile, esortando le Amministrazioni a dare delle risposte ad ospedali, musei e scuole di quelle città o di quei territori che potranno essere connesse al 5G definendo in accordo con i gestori la struttura e la forma del collegamento da realizzare.

<>Fibra ottica

 

Connettività e sviluppo

Proprio le nuove esigenze della strategia di contrasto al contagio richiedono nuova capacità di collegamento diretto fra ospedali, farmacie e medici di base e il 5G sarebbe indispensabile per una nuova filosofia di sanità territoriale. Lo stesso vale per gli apparati culturali: musei, mostre, festival che oggi devono combinare un’offerta in presenza con nuove procedure virtuali che rendano il contenuto fruibile anche a distanza. A Milano e Napoli il sistema museale è un polmone ormai irrinunciabile dell’economia locale. Non parliamo poi della rete scolastica o degli snodi professionali, dove la combinazione reale e virtuale diventa sempre più centrale per assicurare efficienza e competitività. La decisione di trasferire a Roma la nuova centrale operativa delle borse europee, sollecita dalla città un’offerta di servizi adeguati, di cui la connettività nei nuovi formati è una condizione di base e non più un livello premium. Si tratta di riuscire a combinare la disponibilità di immobili con la certezza che quella zona sarà quanto prima coperta dal nuovo sistema di connessione mobile.

Un’utenza consapevole

Ci troviamo nella fase di una maturità sociale che richiede una partecipazione dei diversi profili di utente, non solo dei grandi fruitori professionali e d’impresa ma anche della moltitudine di cittadini che come studenti, pazienti, o turisti devono poter godere di quelle opportunità. Si auspica un forte coinvolgimento delle Amministrazioni perché possano svolgere un ruolo attivo e propositivo per operare come soggetti guida (driver), capaci di una maggiore efficienza ed attenzione alle nuove ambizioni e necessità di aree metropolitane e territori che sono ormai quartieri di un mondo in evoluzione.

Per approfondimenti

Prospettive e sviluppo del 5G
Innovazione e governo del territorio


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