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Giovedì 21 gennaio 2021

Il tema del 5G per il territorio toscano


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Percorsi di coinvolgimento dei territori regionali per condividere opportunità e sfide del futuro

Il seminario patrocinato da ANCI Toscana ha visto la partecipazione del Direttore di ANCI Toscana Simone Gheri, di Emiliano Fossi - Responsabile Partecipazione e beni comuni ANCI Toscana e Sindaco di Campi Bisenzio, Mauro Savini – Referente ANCI infrastrutture digitali in banda larga ed ultralarga – Area innovazione tecnologica, Silvia Givone – Sociolab società in house di Anci che si occupa di processi partecipativi, Giordano Del Chiaro – Assessore all’urbanistica Comune di Capannori, Filippo Vignoli – Responsabile Innovazione Anci Toscana e Sindaco di Bibbiena, Stefano Ciuoffo – Assessore regionale all’innovazione.

Governare il processo

Il tema del 5G è un tema centrale perché rappresenta il passaggio fondamentale dall’internet delle persone a quello degli oggetti interconnessi, si tratta di un’innovazione di grande portata, ha affermato Emiliano Fossi, quando il progresso cresce come in questo caso dove una nuova tecnologia migliora le prestazioni oltre che della telefonia mobile e crea un'infrastruttura che offre agli utenti una connessione domestica per la fornitura di servizi di rete (ISP- Internet Service Provider) e dunque una tecnologia in forte discontinuità con il passato, sia per quanto riguarda la velocità e l’affidabilità di trasmissione sia per la latenza. Sono infatti queste le prerogative che abilitano potenzialità enormi sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati dal sistema produttivo presente sui territori, continua Fossi.

Una tecnologia che riveste un’importante rilevanza per il tessuto economico e produttivo presente nelle aree, ma che lo è anche per il sistema pubblico delle istituzioni e dei servizi che queste devono gestire e mettere a disposizione della popolazione. La Comunità Europea (CE) nel suo “Action Plan per il 5G” aveva invitato gli stati membri ad individuare almeno una città entro il 2018 dove avviare una sperimentazione tecnologica e l’Italia aveva raccolto questa sfida individuando 5 città con un bando rivolto non solo agli operatori del TLC (telecomunicazioni) ma anche alle Università ed ai Centri di Ricerca e questo afferma Fossi è una specificità dell’iniziativa molto importante. Le città di Bari, l’Aquila, Matera, Milano e Prato sono state individuate per vari motivi, dal dinamismo di alcune, al tema che riguardava altre colpite dal terremoto mentre Matera era Capitale Europea della Cultura 2019.

Il tema è oltremodo importante come ha affermato anche Simone Gheri perché c’è ancora difficoltà di connessione nelle zone geografiche interne per cui è importante superare il “digital devide” che le “zone bianche” od “ a fallimento di mercato” come sono definite dagli operatori economici/gestori, ancora subiscono perché ad oggi non coperte dal segnale.

Il Governo nel “Cura italia” ha riconosciuto il valore delle reti informatiche come servizio essenziale a maggior ragione nelle fasi di emergenza come quella che stiamo attraversando ed in questo senso Fossi pone l’accento sull’aspetto positivo e di grande importanza che riveste una politica che va in questa direzione, ma, asserisce, occorre fare attenzione per evitare storture, complicazioni che possono minare ed ostacolare il processo di modernizzazione che stiamo rappresentando.

Fossi asserisce che il tema della sicurezza per la salute ambientale legata al 5G si fa sempre più forte e stridente e per certi aspetti scomodo capace addirittura di evocare teorie del complotto che legano il 5G alla pandemia arrivando fino a gesti inconsulti di vero e proprio terrorismo come far saltare alcuni impianti. Sappiamo, continua Fossi, che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) affermano che date le conoscenze ad oggi disponibili, non ci sono prove di pericolosità e che comunque il 5G è meno pericoloso del 4G. Di conseguenza, continua Fossi, in generale la scienza è d’accordo che il 5G è sicuro e non comporta rischi. Inoltre è noto che il Comitato Scientifico della Commissione Europea salute ed Ambiente manifesta alcuni dubbi di fondo sul fatto che non esistono prove di “assoluta sicurezza” e che occorre tenere tali affermazioni in giusta considerazione in modo da permettere ai Sindaci di affrontare anche aspetti della salute sul tema.

consultazioneQuanto sopra, unito al fatto che manca una “piena comprensione” di come funziona il 5G, ha dato vita non solo a derive complottiste, ma ad elementi di preoccupazione ed a conseguenti atteggiamenti delle amministrazioni locali che hanno emesso ordinanze per bloccare i gestori nell’installazione delle antenne. Si è prodotto un corto circuito per cui i Comuni non possono andare contro le leggi dello Stato che sviluppano e promuovono le reti di telecomunicazione.

Il Decreto semplificazioni, richiamato da Fossi, sottolinea quanto sia importante accelerare sulla tecnologia e quindi sul 5G e quanto questo vada nella direzione anche di diminuire il divario digitale. Il paradosso è che molte di queste ordinanze sono state rese dalle amministrazioni di quei territori più isolati ed interni che invece trarrebbero maggior beneficio dalla nuova tecnologia.

È necessario continua Fossi un tessuto di fiducia tra cittadini ed istituzioni per la costruzione di un riconoscimento reciproco ed evitare che la transizione digitale diventi un elemento di divisione e di scontro. L’introduzione della tecnologia 5G occorre che sia accompagnata con processi partecipativi e di confronto per la formazione e per l’informazione perché deve essere offerta e proposta la possibilità a tutti di conoscere quali sono gli effettivi rischi ma anche le grandi potenzialità che abbiamo di fronte.

Occorre infatti avviare processi di avvicinamento piuttosto che di divaricazione, invece che lo scontro, creare un tessuto di confronto e di “connettività” per generare meccanismi di fiducia ed attenuare conflitti istituzionali creando circuiti virtuosi. In questo senso afferma Fossi, l’Autorità Regionale per la Partecipazione (APP) deve svolgere un ruolo determinante per evitare quelle derive che sono iniziate ma che è ancora possibile riprendere e riorientare. L’Anci con i suoi Sindaci crede nel portare avanti processi di modernizzazione e di evoluzione tecnologica che sono fondamentali per far fare un enorme passo avanti alla nostra Regione per dare sostegno alle Amministrazioni comunali perché il conflitto si attenui e si instaurino invece processi virtuosi di confronto e condivisione.

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Azioni sul documento

SIETE UNA BANDA DI CRIMINALI AL SOLDO

Inviato da Utente anonimo il 22/01/2021 15:56

Come fate a schierarvi senza riserve e con tutta questa leggerezza per quanto riguarda il fattore sanitario quando neanche il leader mondiale che costruisce le sonde e la strumentazione di misura non ha ancora un metodo garantito per provare le effettive emissione di questi "miracolosi" impianti come affermano in questo video.

https://youtu.be/EeWLUqNMovA

SIETE UNA BANDA DI CRIMINALI AL SOLDO

Inviato da Utente anonimo il 26/01/2021 08:25

L’articolo riferisce di una iniziativa dei comuni toscani. Per quanto riguarda gli aspetti sanitari può fare riferimento ai documenti redatti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e in Italia dall’ISS. La redazione

SIETE UNA BANDA DI CRIMINALI AL SOLDO

Inviato da Utente anonimo il 05/02/2021 16:07

ARPAT, come tutte le altre Agenzie, è sempre in grado di misurare i campi elettromagnetici di praticamente qualunque impianto di telecomunicazione di qualunque tecnologia trasmissiva (5G incluso) con una pluralità di strumenti. Dai più “semplici” che misurano l’emissione complessiva in un punto da parte di tutte le sorgenti presenti , senza individuare i singoli contributi, a quelli più complessi che, analizzando lo spettro elettromagnetico in maniera sequenziale riescono a individuare la frequenza di funzionamento di tutte le sorgenti e i rispettivi contributi al totale. Il video da lei indicato fa parte di una serie che una società che opera nel settore della strumentazione di misura ha proposto agli addetti ai lavori, ma evidenzia un altro aspetto ossia che non esiste ancora un metodo approvato dagli organismi di normazione tecnica (a livello internazionale) per estrarre dai canali di controllo le informazioni per risalire alla massima emissione potenziale di quell’impianto (tecnica di estrapolazione); il fatto che i fasci prodotti dalla stazione saranno spazialmente e temporalmente variabili (antenne in grado di indirizzare il fascio contenente il segnale solo nella direzione dell’utente che ha richiesto la comunicazione) riduce l’esposizione collettiva, ma diventa una complicazione nella fase di misura in cui occorre forzare la stazione a trasmettere nel punto di interesse; tale massima emissione comunque è oggetto della valutazione preventiva in tutta l’area in modo cautelativo con tutti i sistemi attivi e tale valutazione rappresenta un filtro molto più efficace per garantire il rispetto dei limiti della sovrapposizione delle emissioni di più impianti. A cura della commissione agenti fisici ARPAT

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