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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 24 giugno 2022

La città futura e la sfida della neutralità climatica


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Le città sono responsabili per circa il 70% delle emissioni inquinanti ed occupano solo il 2% della superficie terrestre ma sono il luogo dove vive il 50% della popolazione

I centri urbani sono stati oggetto di uno studio/indagine in collaborazione con i gestori dei servizi energetici - GSE, lo studio è stato eseguito dal Green City Network della Fondazione per lo sviluppo sostenibile partendo dal regolamento europeo 1119 del 30/06/2021 dove l’Unione europea ha stabilito il raggiungimento della neutralità climatica netta entro il 2050. Nel medesimo documento l’UE accresce il proprio impegno per ottenere entro il 2030 una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990. L’Italia è impegnata a tradurre a livello nazionale questi obiettivi. Senza un maggiore coinvolgimento delle città non è possibile attuare questo impegnativo percorso di decarbonizzazione verso la neutralità climatica. L’iniziativa delle nazioni unite “Race to zero” lanciata in occasione della COP 26, mira a valorizzare l’impegno delle città nelle sfide per la neutralità climatica.
Il rapporto “Net zero carbon cities an integrated approach” del World Economic Forum – WEF 2021 fornisce un quadro aggiornato di indicazioni e propspettive d'indirizzo. Anche in Italia è utile fare il punto sul coinvolgimento delle città nel percorso verso la neutralità climatica. Il Green City Network della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile assieme al GSE hanno condotto tra marzo ed aprile 2022, uno studio/indagine sull’impegno verso la neutralità climatica rivolta alle città italiane con le seguenti finalità:

  • Disporre di un quadro aggiornato e rappresentativo dell’impegno delle città italiane per la transizione alla neutralità climatica;
  • Sollecitare una riflessione ed un bilancio per le Amministrazioni comunali sul loro impegno nelle misure per la neutralità climatica;
  • Pubblicare e diffondere un rapporto sui risultati di questa indagine ed organizzare momenti di confronto per discutere dei risultati emersi con le Amministrazioni comunali.

Il Regolamento 1119 del 30.6.2021 alza gli impegni per tutta l’Unione Europea al 55% del taglio delle emissioni rispetto al 1990, aumentando l’impegno precedente che era del 40%.
L’indagine svolta nelle aree comunali è tesa a capire cosa sta succedendo nelle nostre città dopo che è stato definito a livello europeo un impegno così importante verso la neutralità climatica con l’intento di ridurre l’emissione dei gas serra già  a partire dal prossimo anno.
L’indagine ha affrontato i seguenti temi :

  • L’aggiornamento dell’impegno delle città per la transizione alla neutralità climatica;
  • L’impegno per l’efficienza energetica;
  • L’impegno per le fonti rinnovabili;
  • La decarbonizzazione dei trasporti ed una mobilità urbana più sostenibile;
  • Il contributo della gestione circolare dei rifiuti;
  • Gli assorbimenti di carbonio.

rigenerazione urbana

I risultati dell’indagine hanno evidenziato che l’85% delle città ha già aderito al patto dei Sindaci, il 69% ha già redatto il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il clima - PAESC ex-PAES, il 52% dei Comuni non ha realizzato un rapporto di monitoraggio dei risultati del PAESC, il 39% delle città del campione ha aggiornato i target per il clima al 2030 e fissato misure per raggiungerli e il 42% dei Comuni italiani ha dichiarato l'intenzione di fissarli. Solo il 4% delle città ha fissato l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 e quasi il 70% non ha ancora adottato un piano per l’adattamento al cambiamento climatico.
Solo il 39% del target ha aggiornato gli obiettivi per il clima al 2030. E il 39% rimane oggettivamente una quota bassa. Solo, e questo è il dato più preoccupante, solo il 4% delle città ha fissato l’obiettivo della neutralità climatica al 2050. Questo indica che il regolamento europeo a livello delle città con l’obiettivo della neutralità climatica è un obiettivo certamente sfidante ma anche che questo obiettivo è stato poco considerato.
A conferma dello scarso interesse verso il regolamento ci sono le città che non hanno ancora misure di adattamento al cambiamento climatico ed il cui totale, come abbiamo visto, corrisponde ad una quota pari al 70%. 

Da questa prima parte dell’indagine emerge che anche se le città italiane sono ampiamente coinvolte negli impegni per il clima con i PAESC, l’impegno verso la neutralità climatica entro il 2050, stabilito in modo vincolante con il Regolamento europeo n. 1119/2021 non è ancora stato acquisito come impegno locale, se non da una minoranza e comunque grazie sopratutto ad alcune iniziative europee.
Questa tendenza è confermata dal fatto che oltre la metà delle città non monitora i risultati dei propri piani di riduzione e la gran parte non ha adottato misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

Nelle città la decarbonizzazione dei trasporti risulta continuare ad essere uno dei settori più difficili da decarbonizzare ma alcuni sforzi sono stati fatti.
Secondo quanto riportato dall’indagine, si è registrato un aumento sia delle piste ciclabili, sia dell’installazione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici di circa il 90%. Sono aumentati del 60% i programmi/convenzioni di sharing. Risulta invece in forte difficoltà il trasporto pubblico locale - TPL. Dallo studio emerge che per per contrastare la congestione del traffico e l’inquinamento locale le città devono essere abili ad attivare azioni di connessione tra queste misure di mobilità più sostenibile, più dolce, e la decarbonizzazione dei trasporti. Un’interazione che ancora manca o fatica ad essere messa a regime. In altre parole, la decarbonizzaizone dei trasporti non è ancora vissuta come spinta forte per cambiare il sistema di mobilità nelle città, che invece rappresenta un passaggio fondamentale. A fronte di questo cambiamento alle città è richiesta un'accelerazione ed un maggiore  impegno e coinvolgimento per il raggiungimento degli obiettivi della neutralità climatica, obiettivo che non risulta più procrastinabile. Occorre pertanto avviare tutte quelle iniziative necessarie per recuperare questi disallineamenti operativi e dare una nuova centralità alle nostre città.

L'evento la Conferenza nazionale delle green city - La città futura e la sfida della neutralità climatica (link al canale YouTube di La Repubblica)


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