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Martedì 27 luglio 2021

Le città verso la neutralità climatica


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La Carta verso la neutralità climatica punta a sollecitare un maggiore impegno da parte delle città nella lotta al cambiamento climatico

Quando usciremo dall'emergenza sanitaria dovuta alla Pandemia, potremo trovarci di fronte ad un aggravamento della crisi climatica dovuta ad una forte ripresa dell'economia che comporterà importanti emissioni di gas serra in atmosfera.

La crisi climatica sta avanzando, l'impegno di tutti è necessario, in particolare le città potranno svolgere un ruolo cruciale, per questo, il Green city network, agli inizi di luglio 2021, ha lanciato la Carta delle città verso la neutralità climatica.

In Toscana, al momento, hanno aderito Arezzo, Calenzano, Firenze, Livorno, Lucca, Prato e Siena.

La Carta si incentra su alcuni punti fondamentali, come:

  • il nuovo protagonismo delle città per la transizione alla neutralità climatica, che deve divenire centrale nel dibattito e nella gestione delle città
  • l'efficienza energetica e aumento delle fonti rinnovabili
  • la mobilità urbana sostenibile con riduzione delle automobili in circolazione
  • l'economia circolare decarbonizzata
  • gli assorbimenti dell'anidride carbonica.

In Italia, la Carta verso la neutralità climatica si inserisce in un contesto ricco di iniziative, primo fra tutti, il Patto dei Sindaci per il clima e l'energia, che ha visto aderire molte città italiane e la recente iniziativa delle Nazioni Unite "Race to zero", vera e propria corsa verso emissioni zero. In più, oggi, per contrastare il cambiamento climatico ci sono importanti risorse previste dal PNRR, che possono essere utilizzate sia per la  mitigazione che per la resilienza.

L'adesione alla Carta non significa semplicemente condividere gli obiettivi in essa contenuti ma avere una "governance" adeguata, ovvero strutture e personale impegnate, in concreto, nel processo di transizione alla neutralità, realizzando azioni concrete.

Per raggiungere la neutralità climatica, è necessario dedicare particolare attenzione all'integrazione tra

  • le misure di mitigazione e quelle di adattamento climatico
  • le misure per la transizione alla neutralità e quelle volte a garantire la qualità e la vivibilità delle città, puntando sulla qualità dell'aria, la rigenerazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio, la mobilità sostenibile, la gestione ecologica delle acque e lo sviluppo di infrastrutture verdi
  • le misure per la riduzione delle emissioni di gas serra e quelle per l'implementazione dell'economia circolare.

carta clima_efficienza energeticaCon riferimento all'efficienza energetica e alla necessità di un forte aumento delle rinnovabili, dobbiamo tenere presente che gli obiettivi climatici al 2030, tutti ambiziosi, si muovono in un contesto che prevede di

  • ridurre i consumi complessivi di energia, in particolare quelli prodotti con combustibili fossili
  • raddoppiare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, garantendo che il 70% della produzione nazionale di elettricità derivi da fonti rinnovabili nonché coprire circa il 50% della domanda di calore con fonti rinnovabili termiche.

In questo contesto, il ruolo delle città è di

  • monitorare i consumi energetici e combattere gli sprechi di energia
  • definire programmi di valutazione, certificazione e riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati
  • effettuare la mappatura della fonti rinnovabili presenti sul territorio, individuando aree disponibili per nuovi impianti
  • agevolare gli iter amministrativi per la realizzazione di impianti che producono energia rinnovabile, anche integrabili nel patrimonio edilizio esistente
  • promuovere le migliore possibilità di impiego delle fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda, invece, la mobilità urbana sostenibile, dobbiamo partire dal dato secondo cui il 25% delle emissioni di gas serra sono prodotte dai trasporti, in più, nel nostro Paese c'è un numero molto alto di automobili per cittadino.

Per decarbonizzare i trasporti, l'impegno delle città deve andare nella direzione di:

  • realizzare un quadro analitico della mobilità in città, avvalendosi del piano per la mobilità sostenibile teso in particolare modo a ridurre l'uso dell'automobile
  • promuovere le diverse modalità di trasporto, implementando il trasporto pubblico e quello in sharing
  • estendere zone pedonalizzate e a traffico limitato
  • ridurre la mobilità non necessaria anche avvalendosi di modalità di lavoro a distanza
  • aumentare il numero di parcheggi di scambio ed estendere i divieti di sosta sulle strade
  • implementare ed estendere i percorsi delle piste ciclabili e dei percorsi pedonali
  • prevedere, entro il 2030, il divieto nei centri urbani di circolazione delle auto a combustione interna diesel e benzina
  • promuovere l'elettrificazione, l'uso di carburanti sostenibili e l'idrogeno verde per la mobilità urbana
  • riorganizzare la logistica delle merci, utilizzando veicoli ad emissioni zero.

Nell'ambito, invece, dell'economia circolare e della decarbonizzazione, le città dovranno fare sforzi diretti sia al settore della produzione che a quello del consumo. Le città, in questo caso, sono chiamate a:

  • fare informazione in particolare diretta ai cittadini sul rapporto tra consumi e gas ad effetto serra
  • sostenere la transizione dei comparti industriali locali e delle singole imprese verso modelli circolari
  • incentivare le imprese a migliorare la propria efficienza energetica, puntando, per produzione e consumi, a quella derivante da fonti rinnovabili
  • promuovere la bioeconomia rigenerativa
  • puntare alle partiche agro-ecologiche e biologiche, valorizzando le produzioni locali e a filiera corta.

clima_assorbimentiInfine, una partita importante sarà quella legata agli assorbimenti di carbonio, che insieme alla cattura, sequestro e utilizzo tecnologico dello stesso, avranno un ruolo molto importante nel raggiungere la neutralità climatica ma rispetto ai quali molto ancora c'è da fare.

Si prevede di raddoppiare, rispetto ai livelli attuali, gli assorbimenti entro il 2050, per questo, le città avranno il compito di

  • tutelare i suoli come serbatoi di carbonio
  • recuperare, bonificare e rinaturalizzare i suoli, le aree urbane e periurbane degradate, aumentando la loro capacità di essere serbatoi di stoccaggio del carbonio
  • riforestare e valorizzare la biodiversità urbana, incrementando i parchi e i giardini cittadini, le pareti, le coperture e gli orti urbani
  • curare canali e fossi
  • impiegare materiali come involucri architettonici, coperture edilizie e pavimentazioni nonché altri sistemi in grado di catturare, sequestrare l'anidride carbonica.

Le città possono aderire alla Carta scrivendo a: greencitynetwork@susdef.it

Leggi la Carta delle città verso la neutralità climatica


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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