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Apertura del nido di tartaruga Caretta caretta a Montignoso (MS)

06/12/2023 11:00

ARPA Toscana e ARPA Liguria, esperienza di condivisione di buone pratiche nella gestione degli eventi di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta

Apertura del nido di tartaruga Caretta caretta a Montignoso (MS)

Apertura del nido di tartaruga Caretta caretta a Montignoso (MS)

L’elevato numero di nidi di tartaruga marina Caretta caretta registrati quest’anno in Toscana e la localizzazione di ben 7 nidi su 24 a nord della regione, sulla costa apuo-versiliese, è senz’altro uno degli aspetti da approfondire e studiare anche in relazione al cambiamento climatico e all’aumento della temperatura del mare che, di fatto, sta spostando le nidificazioni in zone settentrionali del Mediterraneo nonché della nostra regione.

Le aperture di tre nidi, uno a Marina di Massa (spiaggia Poveromo a Montignoso) e due alle Dune di Forte dei Marmi, sono state l’occasione non solo per assistere all’emozionante sorpresa di trovare ben 11 tartarughine vive nel nido sulla spiaggia del Poveromo ma anche per una giornata di formazione e addestramento sulle buone pratiche nella gestione degli eventi di nidificazione fra gli operatori di ARPA Toscana, Università di Pisa, ARPA Liguria e Acquario di Genova.

 

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In Toscana la tartaruga Caretta caretta ha iniziato a nidificare nel 2013 ma solo nel 2022 si sono registrate nidificazioni nella parte più settentrionale della regione, con 3 nidi a Massa sui 5 totali, mentre nella vicina Liguria la prima nidificazione registrata è quella avvenuta a settembre 2021 al Castelletto di Capo San Donato nel Comune di Finale Ligure (SV) dove alcuni neonati sono stati trovati sulla spiaggia; il nido però non è mai stato trovato.

A seguito di questo evento, in Liguria, sull’esempio anche dell’esperienza Toscana, è nata una rete di contatti tra il personale degli enti coinvolti: Acquario di Genova, ARPAL, Università di Genova e IZS_PVL (Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta), che ha portato alla formazione del Gruppo Ligure Intervento Tartarughe (GLIT).

L’anno successivo, nella notte tra il 15 ed il 16 luglio 2022, è stata segnalata la presenza di una tartaruga mentre deponeva le uova presso la spiaggia di Levanto. Trascorso il tempo previsto per la schiusa, lo scavo di questo nido ligure è avvenuto in maniera congiunta tra la rete ligure e quella toscana: purtroppo si trattava di uova non fecondate da cui nessuna tartaruga è nata.

La rete ligure GLIT è stata ufficialmente presentata al Congresso della Società Italiana di Biologia Marina nel giugno 2023.

collaborazione ARPA Toscana - ARPA LiguriaAnche per il 2023 la rete toscana ha continuato il percorso di condivisione con i colleghi liguri per rafforzare l’esperienza sviluppata negli ultimi anni e definire le buone pratiche nella gestione degli eventi di nidificazione.

Per prepararsi a possibili ulteriori nidificazioni, dato che le tartarughe marine stanno ampliando e modificando i loro areali di nidificazione, gli operatori del GLIT hanno partecipato all’apertura dei tre nidi toscani, coadiuvando i colleghi nelle operazioni di scavo del nido, raccolta del materiale, conta dei gusci e delle uova non schiuse nonché per “scortare” fino al mare, lungo il corridoio predisposto dai volontari del WWF, le 11 tartarughine vive ritrovate all’interno del nido del Poveromo.

Questo nido era stato individuato il 31 luglio 2023 presso il bagno Schiller e traslocato dai volontari dell’Associazione TartAmare, su richiesta dell’Università di Pisa e ARPAT, in una spiaggia libera vicina, perché il luogo di deposizione originario era stato considerato a rischio per l’estrema prossimità al mare e per le caratteristiche della spiaggia già sottoposta ad erosione.  Le uova ricollocate nel nido erano state 88 ed a partire dal 6 ottobre dal nido erano uscite autonomamente, in più giorni, 44 tartarughine. Dopo quattro giorni dall’emersione dell’ultima tartaruga, si è quindi proceduto, lo scorso 17 ottobre, alle operazioni di apertura del nido, in cui sono stati trovati ancora 11 esemplari vivi ed 1 morto; il successo di schiusa di questo nido (percentuale dei piccoli nati sul totale delle uova deposte) è stato pari al 63% mentre il successo di emersione (numero dei piccoli usciti da nido in autonomia) si attesta al 50%.

La tartaruga Caretta caretta è una specie in pericolo a livello globale. Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione nell’ambito della conservazione e nella Lista Rossa dell’IUCN questa specie è passata da “endangered” a livello regionale e “vulnerable” a livello globale, a essere classificata come “minor rischio di preoccupazione”, almeno per le popolazioni mediterranee dell’area italiana. Rimane comunque una specie minacciata dalla riduzione degli habitat di nidificazione, dagli incidenti causati dalle reti a strascico, dalle collisioni con le imbarcazioni e dall'inquinamento marino. Esistono quindi una serie di restrizioni per la ricerca e la manipolazione, come nell’operazione di scavo del nido (tecnicamente chiamata digging). Lo scavo e il prelievo di materiale del nido è un’attività scientifica che deve essere autorizzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, previo parere di Ispra, sulla base di un progetto presentato dall’ente proponente.

Il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa e ARPAT sono i responsabili scientifici autorizzati per questo tipo di operazioni di scavo e prelievo materiale, per l’alta Toscana e Arcipelago, che vengono svolte in collaborazione con un ampio gruppo di lavoro nell’ambito della Rete Osservatorio Toscano Biodiversità, istituita da Regione Toscana con L.R. 30/2015.

Da quest’anno tutte le attività che riguardano la nidificazione di tartaruga Caretta caretta rientrano nel progetto Life Turtlenest di cui ARPAT è partner, con capofila Legambiente.

La galleria fotografica dell'apertura del nido

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