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Termovalorizzatore AAMPS di Livorno

Lunedi 26 giugno ARPAT ha presenziato al nuovo campionamento delle scorie effettuate dal gestore

Termovalorizzatore AAMPS di Livorno

Il nuovo campionamento delle scorie effettuato dal gestore lunedì 26 giugno

27/06/2023

In riferimento alle notizie apparse sulla stampa cittadina in merito all’impianto di termovalorizzazione AAMPS ubicato nell’area Picchianti di Livorno, l’Agenzia intende rassicurare che le scorie (o ceneri pesanti) derivanti dal processo di combustione non hanno avuto alcun impatto sui comparti ambientali che possano influire sulla salute dei cittadini.

A fronte dei complessi controlli nell’ambito del procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), che prevedono controlli sulle emissioni, acque sotterranee e rifiuti, in occasione del campionamento effettuato nel febbraio scorso, il materiale esaminato è risultato classificabile come “rifiuto pericoloso”.

Per chiarezza sottolineiamo, infatti, che dal processo di termovalorizzazione si generano due tipologie di rifiuti, ossia le ceneri leggere dalla sezione di depurazione dei fumi di combustione, e le scorie (ceneri pesanti), dalle griglie del forno di incenerimento. Queste ultime rappresentano oltre il 20% dei rifiuti inceneriti e nel caso dell’impianto di Livorno, vengono avviate a recupero presso aziende specializzate, che le utilizzano inglobate in materiali cementizi. Sicuramente questo tipo di impiego non può ingenerare problemi alla salute delle popolazione, in quanto le scorie non vengono utilizzate direttamente nell’ambiente, grazie al processo produttivo utilizzato.

Lunedì 26 giugno ARPAT ha presenziato al campionamento sulle scorie a cura del gestore e seguirà le successive attività analitiche per garantire i necessari approfondimenti sulle caratteristiche dei materiali.

Si precisa che l’Agenzia non ha richiesto la fermata dell’impianto poiché non sono stati riscontrati superamenti emissivi né impatti diretti sull’ambiente né impatti sui comparti ambientali potenzialmente interessanti per la salute pubblica. L’analisi contestata è relativa ai rifiuti prodotti dall’impianto, che rimangono come scorie dopo l’incenerimento dei rifiuti stessi e che vengono smaltiti/recuperati secondo normativa vigente.

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