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Venerdì 13 maggio 2022

Nidificazione tartaruga Caretta caretta: la Liguria fa tesoro dell'esperienza toscana


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ARPAT e Università di Pisa hanno partecipato all'evento e condiviso l’esperienza sviluppata negli scorsi anni e le buone pratiche nella gestione degli eventi di nidificazione che in Toscana si registrano dal 2013

Nidificazione tartaruga Caretta caretta: la Liguria fa tesoro dell'esperienza toscana

logo ideato dalla classe 1G dell’IPSIA Leonardo da Vinci di Finale Ligure

Dopo la prima nidificazione di Caretta caretta del settembre 2021 sulla spiaggia del Castelletto di Capo San Donato, il Comune di Finale Ligure (SV), in collaborazione con l’Acquario di Genova, ha organizzato lo scorso 10 maggio un incontro informativo e formativo “Caretta caretta – Chi trova un nido trova un tesoro” sulla nidificazione di questa specie di tartaruga marina.

piccola tartaruga di Caretta carettaE’ stata la prima volta che una tartaruga marina arrivava a nidificare sulle coste liguri dove il ritrovamento di tre piccole tartarughe marine colse tutti un po' di sorpresa. Da qui l’esigenza di un incontro, aperto al pubblico, con particolare riferimento ai gestori degli stabilimenti balneari e delle realtà che operano sul litorale, e alle scuole, per prepararsi in apertura di questa stagione estiva a possibili ulteriori nidificazioni dato che le tartarughe marine stanno ampliando e modificando i loro areali di nidificazione.

Nelle vicine coste della Toscana la tartaruga Caretta caretta ha iniziato a nidificare nel 2013 e da allora è stata segnalata e monitorata la schiusa di diversi nidi, su un litorale, quello toscano appunto, che in precedenza non era mai stata oggetto di questi eventi come hanno raccontato l’esperta di ARPAT Cecilia Mancusi e Marco Zuffi dell’Università di Pisa, nel loro intervento perMancusi e Zuffi sul palco condividere l’esperienza sviluppata negli scorsi anni e le buone pratiche nella gestione degli eventi di nidificazione.

Lo spostamento di areale di nidificazione cui si sta assistendo potrebbe essere causato dai cambiamenti climatici, che inducono le tartarughe a spingersi a nidificare a latitudini più alte, ma anche alla maggior presenza di tartarughe marine nel Mediterraneo, grazie all’attività di sensibilizzazione e salvaguardia che da anni viene condotta; o ancora dalla scarsità di siti idonei alla nidificazione.

In Toscana dal 2013 al 2021 sono stati registrati 23 eventi di nidificazione, per un totale di 2082 uova deposte e 844 piccoli nati, con una percentuale di successo di nascita pari al 46%. ARPAT coordina l'attività di monitoraggio dei nidi per conto della Rete Osservatorio Toscano Biodiversità, istituita da Regione Toscana con L.R. 30/2015, con un’attività di presidio che arriva a essere h24 a partire dal 42° giorno successivo alla deposizione.

La Regione Toscana negli ultimi anni ha lanciato una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta al grande pubblico su come individuare le tracce di una possibile nidificazione sulla sabbia. Questa esperienza toscana sarà utilizzata dalla Liguria per impostare un percorso di informazione e sensibilizzazione che riprende e amplifica le indicazioni toscane come specificato da Laura Castellano, Curatrice del settore Mediterraneo e Rettili dell’Acquario di Genova, nel suo intervento a conclusione dell’incontro.

L’incontro ha coinvolto istituzioni ed esperti a cominciare dall’ Ammiraglio Sergio Liardo, Direttore Marittimo della Liguria ed a seguire i contributi dell’Università di Genova, dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, di Menkab che hanno approfondito gli aspetti biologici e gestionali della prima nidificazione ligure di tartaruga marina Caretta caretta.

Particolarmente significativa, a conferma di quanto siano importanti le opportunità di sinergia in materia di tutela ambientale nell’ambito del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA), è stata la partecipazione di altre due Agenzie regionali, ARPA Veneto e ARPA Liguria.

Infatti il 2021 ha visto nuove nidificazioni anche a Jesolo in Veneto, nel mar Adriatico che rappresenta, insieme alla Liguria per il mar Tirreno, il punto più a nord per le nidificazioni nel Mar Mediterraneo. Franca Baldessin di ARPA Veneto nel suo intervento “Prime nidificazioni di Caretta caretta in Veneto” ha raccontato l’avvistamento di una tartaruga mentre scavava la buca per deporre, la sorveglianza del nido e la schiusa dei piccoli di tartaruga; ma anche il ritrovamento di un secondo nido, individuato lungo la costa meridionale del Veneto.

Per Arpa Liguria è intervenuto Dario Ottonello che ha illustrato le caratteristiche della banca dati regionale Li.Bi.Oss, che consente la libera consultazione di oltre130.000 record sullo stato di conservazione degli habitat e delle specie di interesse comunitario, nazionale e regionale raccolti dai vari soggetti che operano sul territorio ligure. Da qualche mese con la nuova omonima App i cittadini possono non solo consultare i dati ma anche inviare direttamente le segnalazioni, attraverso un accreditamento tramite Spid e con percorsi differenziati.

A conclusione dell’incontro Laura Castellano, dell’Acquario di Genova, in continuità con quanto messo in atto e fornito dai colleghi toscani, veneti e francesi, ha illustrato il Vademecum da utilizzare per riconoscere e interpretare le tracce delle tartarughe sulle spiagge, per capire come comportarsi in caso di avvistamento di tracce, di esemplari intenti a risalire la spiaggia, scavare la buca o deporre le uova.

locandinaQuesto evento straordinario della prima nidificazione di Caretta caretta in Liguria è stato un’occasione importante per coinvolgere gli studenti della classe 1 G dell’IPSIA Leonardo da Vinci di Finale Ligure che, con il coordinamento dei Servizi Educativi dell’Acquario di Genova, hanno ideato il logo e la grafica della locandina e dei pannelli che verranno posti lungo il litorale finalese e presso gli stabilimenti balneari della cittadina.

L’importanza del contributo e della partecipazione di ogni cittadino sono molto importanti per l’incremento della conoscenza e conservazione di queste meravigliose creature, soprattutto se vengono seguite le buone pratiche contenute nel Vademecum in caso di avvistamento delle tracce di tartaruga sulla spiaggia, di ritrovamento di un esemplare di tartaruga appena nato o di un nido:

  • Chiamare il “Numero Blu” 1530 della Guardia Costiera (chiamata gratuita disponibile h24) per segnalare la scoperta di un nido o il ritrovamento degli esemplari.
  • Fotografare o riprendere il sito, le tracce e, se c’è, la tartaruga, senza flash e mai frontalmente, in silenzio per non spaventarla ed interrompere la nidificazione. Non toccare per alcun motivo, né la tartaruga adulta, né i piccoli.
  • Avvisare il proprietario o concessionario dell’area.
  • Individuare il perimetro dello scavo, delimitandolo provvisoriamente, senza infilare bastoni o altro nella sabbia per non danneggiare le uova.
  • Spostare lettini e ombrelloni prima dell’arrivo dei turisti e transennare con un perimetro di sicurezza di almeno 3 metri.
  • Non pulire la zona con alcun mezzo, per non cancellare le tracce.

 

La registrazione dell'incontro è disponibile sul canale YouTube Turismo del Finalese


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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