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Lunedì 19 aprile 2021

Spazi verdi in città e benessere dell'infanzia


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Una corretta pianificazione del verde costituisce una strategia di mitigazione da promuovere nelle nostre città, per renderle così più sane e sostenibili

Numerose ricerche hanno permesso di quantificare il beneficio ambientale che la vegetazione, con le sue diverse tipologie, offre alle nostre città, dalla rimozione di inquinanti atmosferici come PM10 e ozono (si veda la scheda RIAS Verde urbano e miglioramento della qualità dell'aria) alla mitigazione dell'isola di calore. Per questo è ormai riconosciuta come fondamentale la valorizzazione della rete di infrastrutture verdi nelle aree urbane; citiamo a titolo di esempio il modello delle green city che le inserisce tra gli obiettivi strategici della rigenerazione urbana e le indicazioni di ANCI che nel suo documento sulle linee guida per il Recovery Fund le definisce essenziali per un futuro più resiliente delle città. 

Vale la pena ricordare qui il progetto Forestami, promosso tra gli altri dal Comune di Milano, che prevede la messa a dimora di 3 milioni di alberi entro il 2030, per pulire l’aria, migliorare la vita della città e contrastare gli effetti del cambiamento climatico. In Toscana, la Regione, in linea con quanto stabilito nel suo Piano regionale per la qualità dell’aria, ha destinato ai Comuni che presentano maggiore criticità dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico un bando che finanzia interventi di piantumazione di specie arboree e arbustive in ambito urbano

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La valorizzazione delle aree verdi è finalizzata al raggiungimento dello sviluppo sostenibile delle città, in linea anche con l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”, e naturalmente del benessere e della salute dei cittadini che vi abitano.

Su quest’ultimo aspetto vale la pena soffermarci su una determinata fascia di popolazione, ovvero i bambini, che crescono sempre più in contesti urbani esposti a diversi fattori di rischio ambientale, subendone spesso il carico maggiore, insieme ad altre categorie fragili.

Ci piace citare a questo proposito il manifesto per “I diritti naturali dei bambini e delle bambine”, in cui l’educatore Gianfranco Zavalloni, alcuni anni fa, enucleava 10 concetti che ci possono far comprendere quanto le nostre città siano attualmente poco “adatte” al benessere dei bambini, siano cioè poco rispettose del loro bisogno di spazi aperti e natura:

  • Il diritto all’ozio, a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
  • Il diritto a sporcarsi, a giocare con la sabbia, la terra, l'erba, le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti
  • Il diritto agli odori, a percepirne il gusto, riconoscere i profumi offerti dalla natura
  • Il diritto al dialogo, ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare
  • Il diritto all’uso delle mani, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco
  • Il diritto ad un buon inizio, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura,
  • Il diritto alla strada, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade
  • Il diritto al selvaggio, a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi
  • Il diritto al silenzio, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua
  • Il diritto alle sfumature, a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle

wwf-infografica-10-cose-effetto-natura.jpgMa perché la vita all’aperto, a contatto con la natura, aiuterebbe il benessere dei bambini anche e soprattutto nelle nostre città? La risposta, che WWF ci riassume nel suo decalogo “10 cose che non sai”, ovvero i benefici della natura sui bambini (vedi infografica a fianco che è possibile  ingrandire), ci giunge da numerosi studi e sperimentazioni, come quella svolta in Inghilterra e raccontata nel report di Wildlife Trust Children and Nature: dopo aver trascorso del tempo in ambiente naturale, il 90% dei bambini partecipanti allo studio ha detto di aver imparato qualcosa di nuovo sulla natura, l’84% si ritiene capace di cose nuove, il 79% si è sentito più sicuro di sé. Ecco perché secondo Wildlife Trust, i bambini dovrebbero passare almeno un’ora al giorno imparando e giocando nella natura, per migliorare il loro benessere e la loro autostima.

Di quanto il contatto con l’ambiente naturale sia un fattore importante per il benessere psicofisico del bambino si è parlato in occasione di uno degli incontri del ciclo Mobilityamoci, dedicato alla mobilità scolastica sostenibile. Nel promuovere una mobilità attiva nei percorsi casa-scuola, è stata infatti citata la teoria del “restauro dell’attenzione” secondo cui l’ambiente aperto avrebbe un effetto positivo, riparatore, sulle capacità attentive del bambino, consentendo di prevenire e/o curare stati di stress o irritabilità: trascorrere del tempo in prossimità delle aree verdi cattura infatti l’attenzione spontanea, permettendo all’attenzione diretta di "riposare" e quindi "ripristinarsi".

In linea con questo aspetto riparatore delle aree verdi, ricordiamo il cosiddetto “disturbo pediatrico da deficit di natura”, definito per la prima volta da Richard Louv, giornalista e scrittore americano, nel 2005 e poi studiato e osservato da medici e ricercatori, che coinvolge proprio i bambini che vivono in agglomerati urbani e che non hanno contatti frequenti con ambienti verdi. Secondo questa teoria, stare in mezzo alla natura aiuterebbe a muoversi e socializzare in modo diretto e autentico, favorendo l’attività sportiva e la buona salute psicofisica, e la vegetazione, anche quella cittadina, migliorerebbe le qualità dell’aria respirata e anche solo la visione di un paesaggio verde costituirebbe un’immagine positiva a livello mentale.

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Per questa fascia di età, i benefici provenienti dal verde urbano possono toccare altre importanti sfere, come ad esempio lo sviluppo cognitivo. L'esposizione al verde e i suoi effetti benefici su diversi aspetti cognitivi e comportamentali sono stati analizzati attraverso alcuni studi di coorte, come quello condotto in Belgio, che ha mostrato come lo spazio verde residenziale possa essere utile per lo sviluppo intellettuale e comportamentale dei bambini che vivono nelle aree urbane, o quello svolto a Roma dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale, che ha associato l’esposizione al verde urbano ad un miglioramento nelle performance dei test riguardanti attenzione, concentrazione e ragionamento aritmetico.

Uno dei focus del progetto I primi 1000 giorni, finalizzato a capire in che modo l’ambiente e l’esposizione ad agenti inquinanti influiscano sui primi 1000 giorni del bambino, riguarda proprio il verde urbano, che, come abbiamo già accennato, svolge un ruolo importante di mitigazione nell’ambiente urbano, esercita un’azione di controllo della temperatura, della pioggia che cade al suolo e fornisce una barriera contro il rumore e l’inquinamento atmosferico.

children-on-bike.jpgIl progetto intende dunque promuovere la corretta gestione e manutenzione del verde come misura di mitigazione da implementare, anche nelle scuole. Mettere a disposizione infatti dei cittadini, soprattutto giovanissimi, spazi per l’attività fisica e ricreativa, percorsi per spostarsi a piedi o in bicicletta, stimola la crescita della sensibilità ambientale e favorisce i contatti sociali. La mancata gestione e manutenzione del verde urbano, anche negli spazi scolastici, tra l’altro, può essere anche associata ad una maggiore prevalenza di piante allergizzanti, con effetti negativi nei soggetti più sensibili con asma o allergia, anche per la possibile interazione tra pollini e inquinamento atmosferico.

Chiudiamo richiamando con piacere alcuni dei consigli che il progetto I primi 1000 giorni propone sul suo sito Web, finalizzati a proteggere la salute dei bambini dai fattori di rischio ambientali:

  • Programmare attività fisica dei bambini in spazi verdi
  • Ricordare che il gioco con gli altri bambini in aree verdi favorisce anche la socializzazione e lo sviluppo psico-fisico
  • Limitare la frequentazione di parchi/giardini per bambini che sono affetti da patologie allergiche durante i periodi di fioritura.
  • In estate evitare attività all’aria aperta dalle 12 alle 18, quando i livelli di ozono sono più elevati.

Testo di Maddalena Bavazzano


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