Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2021 052-21

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 05 marzo 2021

Qualità biologica nel Frigido e Carrione: presente e passato


I metodi di taglio ed estrazione sempre più evoluti del prezioso materiale come pressione antropica sui corsi d'acqua interessati da queste lavorazioni

Qualità biologica nel Frigido e Carrione: presente e passato

Fiume Frigido

Per comprendere questo cambiamento sono stati confrontati i dati relativi al monitoraggio biologico svolto dal 2017 al 2019 nell'ambito del Progetto Cave, i risultati del monitoraggio delle acque superficiali della rete regionale ed i dati di uno studio effettuato dall'ex Servizio Multizonale di Prevenzione USL 1-2 di Massa nel 1982 (Sansoni G., Sacchetti P., Barabotti P.L., Corsi d'acqua del Litorale Apuano. Effetti inquinanti della polvere di marmo, 1983).

Il Frigido e il Carrione sono storicamente noti come corsi idrici influenzati dalla presenza abbondante di marmettola (polvere prodotta dall'estrazione e dalla lavorazione del marmo) e dalle attività estrattive.

Accumulo di marmettola sul Torrente Carrione

Le particelle fini, se in eccesso, intorbidiscono le acque e ricoprono i substrati in modo più o meno uniforme: gli effetti sull'ambiente fluviale e sulle componenti della catena trofica, in particolare sui macroinvertebrati bentonici, possono essere notevoli.

La marmettola, oltre a ridurre l'ossigenazione delle acque ed inibire la crescita delle alghe e delle piante acquatiche, occupa gli interstizi dell’alveo utilizzati dai macroinvertebrati come rifugi o aree per la riproduzione e danneggia in modo diretto gli organismi stessi. Tutto ciò rende difficile lo sviluppo di una comunità macrobentonica stabile e diversificata (nell'immagine l'accumulo di marmettola sul Torrente Carrione).

Organismi macrobentonici campionati nel monitoraggio per il Progetto CaveLa marmettola ha ancora oggi un grande impatto sulla qualità ecologica

Dai monitoraggi effettuati sono evidenti gli effetti della marmettola sulla comunità macrobentonica, in termini sia di diversità che di abbondanza, nel Carrione e, in misura minore, nel Frigido (nell'immagine organismi macrobentonici campionati nel monitoraggio per il Progetto Cave).

Rispetto al passato, quando veniva praticato lo scarico della marmettola da parte delle attività produttive attigue, è stato osservato comunque un leggero miglioramento della qualità ecologica nel Carrione e nel tratto terminale del Frigido.

Al contrario, è stato osservato un lieve peggioramento della qualità ecologica nelle due stazioni a monte sul Frigido rispetto al monitoraggio eseguito nel 1982: questo denota quanto sia ancora predominante l'impatto delle attività di estrazione marmifera, in particolare in termini di gestione delle acque e della marmettola, sulla qualità ecologica dei fiumi dell'area apuana.

Dati a confronto

Nell'ambito del Progetto Cave, dal 2017 al 2019, è stata determinata la qualità ecologica di 12 corsi idrici nell'areale apuano, dove sono concentrate le cave di marmo, per valutare gli effetti della presenza della marmettola (nell'immagine a seguire la mappa delle stazioni di monitoraggio biologico nell'ambito del Progetto Cave).

Mappa delle stazioni di monitoraggio biologico nell’ambito del Progetto Cave

Sono state analizzate le comunità fluviali di macrocroinvertebrati, utilizzando l'indice IBE (Indice Biotico Esteso) secondo il metodo APAT CNR-IRSA 9010 Man.29/2003.  Ai valori di IBE corrispondono 5 giudizi di qualità e rispettive classi identificate da 5 colori (a seguire la tabella di conversione dei valori IBE in giudizi e relativi classi di qualità e colori rappresentativi. I valori intermedi di classe di qualità sono rappresentati mediante tratteggio dei colori corrispondenti).

Tabella di conversione dei valori IBE in giudizi e relativi classi di qualità e colori rappresentativi. I valori intermedi di classe di qualità sono rappresentati mediante tratteggio dei colori corrispondenti

Le situazioni più critiche sono state osservate nel Frigido e nel Carrione. Per l'analisi dei risultati completi si rimanda all'Arpatnews "Progetto Cave: qualità ecologica nel triennio 2017-2019 (Dati conclusivi del monitoraggio delle comunità macrobentoniche nei corsi idrIci delle Alpi Apuane". (a seguire la tabella con la Qualità ecologica nel triennio 2017-2019 nel F.Frigido e T.Carrione - Valori medi annuali di IBE e Classi di Qualità).

Qualità ecologica nel triennio 2017-2019 nel F.Frigido e T.Carrione (Valori medi annuali di IBE e Classi di Qualità)

Nello studio fatto nel 1982 dall'ex Servizio Multizonale di Prevenzione USL 1-2 di Massa (Sansoni G., Sacchetti P., Barabotti P.L., Corsi d'acqua del Litorale Apuano. Effetti inquinanti della polvere di marmo, 1983) è stata valutata la qualità ecologica di alcuni corsi idrici del versante tirrenico nel territorio apuo-versiliese, tra cui il Frigido e il Carrione, analizzando le comunità macrobentoniche.

In questo studio è stato utilizzato il metodo E.B.I. (Extended Biotic Index) modificato e i risultati sono comparabili al metodo IBE. Nell'immagine a seguire le Carte della qualità biologica del F. Frigido (a sinistra) e del Torrente Carrione (a destra) relative al monitoraggio eseguito nel 1982 (estratto dal documento di Sansoni G-1983).

Carte della qualità biologica del F. Frigido (a sinistra) e del Torrente Carrione (a destra) relative al monitoraggio eseguito nel 1982

I due corsi sono inseriti inoltre nella rete regionale di monitoraggio per la definizione dello stato ecologico dei corsi idrici superficiali (MAS 025 e MAS 026 sul Frigido; MAS 942 sul Carrione). Per l'analisi del macrobenthos è stato utilizzato l'IBE sino al 2009, mentre dal 2010 è calcolato l'indice STAR-ICMi (secondo quanto previsto dal metodo SNPA ISS ISE CNR IRSA ENEA 2010 Man 111 2014  + DM 260/2010).

Dal Torrente Renara sino alla confluenza con il Frigido

Il Torrente Renara, affluente del Frigido, è stato monitorato nel 1982 e, nell'ambito del Progetto Cave, dal 2017 al 2019.

Nel 1982 è stato monitorato prima della sua confluenza con il Fiume Frigido (stazione 3), in un punto più a valle rispetto alla stazione del Progetto Cave (MAS APF1). Le acque erano limpide con velocità e pendenza elevate. La stazione presentava buone caratteristiche biologiche e ha raggiunto la 1° classe di qualità.

La stazione MAS APF1, anch'essa con acque limpide, ha raggiunto la classe II nel 2018 e la classe III nel 2017 e nel 2019. Nel triennio 2017-2019 è stata osservata una riduzione dell'abbondanza in taxa (categorie sistematiche corrispondenti a raggruppamenti ordinati degli esseri viventi) totali rispetto al passato.

Dalla confluenza tra il Frigido e il Renara sino a valle di Canevara

Nel 1982 sono state monitorate due stazioni subito a valle della confluenza tra il Frigido e il Renara (stazioni 4 e 5), entrambe a monte di Canevara: una a monte della prima segheria, quindi corrispondente alla attuale stazione di monitoraggio delle rete regionale delle acque superficiali e del progetto Cave (MAS 025), ed una poco a valle.

A monte della segheria le acque avevano buone caratteristiche biologiche e hanno raggiunto la 1° classe di qualità. Nella stazione subito a valle le acque erano torbide e lattescenti ed erano presenti depositi di marmettola; il numero di taxa era diminuito e il tratto si è collocato tra la 2° e la 1° classe.

Nel triennio 2017-2019, nell'ambito del Progetto Cave, la stazione MAS 025 ha raggiunto la classe II che indica un ambiente con moderati sintomi di alterazione.

La stazione MAS 025 nel monitoraggio della rete regionale ha ottenuti risultati quasi analoghi: solo nel triennio 2010-12 lo stato ecologico era sufficiente, mentre nei successivi trienni 2013-15 e 2016-18 e nel 2019 ha raggiunto il livello buono per l'indice macrobenthos e per lo stato ecologico.

Nel 1982 è stata valutata la qualità delle acque in una stazione a valle della frazione di Canevara (stazione 7) e quindi a valle della attuale stazione di monitoraggio del progetto Cave (MAS APF2). Quest'ultima è localizzata poco a monte della confluenza con il Fosso D'Antona.

Nel 1982 l'acqua era leggermente torbida anche se non erano presenti depositi di marmettola e la classe di qualità ecologica era intermedia tra la 1° e la 2°.

La qualità biologica nella stazione MAS APF2 è simile a quella delle due stazioni a monte e a valle di Canevara monitorate nel 1982: nei due campionamenti effettuati nel 2019 i singoli valori di IBE corrispondevano alle classe II (ambiente con moderati sintomi di alterazione) e I (ambiente non alterato in modo sensibile).

Il tratto terminale del Frigido

Nel 1982 le due stazioni più a valle (stazioni 9 e 10) risentivano pesantemente degli scarichi di marmettola effettuati direttamente sul fiume, infatti le acque erano estremamente torbide e lattescenti e hanno ottenuto solo la classe 5° che indicava un ambiente fortemente inquinato. Le due stazioni erano localizzate una a monte ed una a valle dell'attuale MAS 026.

Lo stato ecologico della stazione MAS 026, inserita anche nella rete regionale di monitoraggio delle acque superficiali, nel quadriennio 2003-2006 aveva mostrato un graduale miglioramento, che potrebbe essere dovuto all’abbandono della pratica di scarico della marmettola. Nel triennio 2016-2018 lo stato ecologico era sufficiente, in cui l'indice peggiore era proprio il macrobenthos.

Nell'ambito del Progetto Cave la stazione MAS 026 nel 2017 ha raggiunto la classe IV (ambiente molto alterato), in parte dovuto all'esecuzione di lavori di manutenzione in alveo nella stagione estiva. In seguito si è osservato un trend di miglioramento: nel 2018 ha raggiunto la classe III (ambiente alterato) e nel 2019 la classe intermedia III-II (ambiente alterato/ambiente con moderati sintomi di alterazione).

Il Torrente Carrione

Sul Carrione, nel 1982 sono state monitorate due stazioni localizzate poco più a valle di quelle monitorate nell'ambito del Progetto Cave (stazioni 3 e 5): nel 1982 le acque erano estremamente torbide e lattescenti e, come ora, l'alveo era formato per lo più da massi e lastrame ricoperti da marmettola.

Nel 1982 hanno raggiunto solo la classe 4° che indicava un ambiente nettamente inquinato.
Dal 2017 al 2019, nell'ambito del Progetto Cave, il Carrione, sia sul ramo di Torano (MAS APC2) che sul quello di Colonnata (MAS 942), ha ottenuto la classe III, con popolazioni macrobentoniche poco abbondanti e poco diversificate.

La stazione MAS 942 è inserita anche nella rete regionale di monitoraggio delle acque superficiali: nel triennio 2010-12 lo stato ecologico è risultato scarso, mentre dal 2016 al 2018 era sufficiente (l'indice peggiore era quello dei macroinvertebrati); infine nel 2019 si è osservato un peggioramento (stato ecologico scarso).

Testo di Stefania Stochino


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




— archiviato sotto: , , , ,
Azioni sul documento
Strumenti personali