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Relazione sullo stato del personale 2021

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Anno di pubblicazione: 2022

A cura di: ARPAT - Comitato Unico di Garanzia

In collaborazione con:

Pagine: 21

Prezzo:

La Relazione sul personale fornisce un contributo significativo per conoscere nel dettaglio gli uomini e le donne nell’organizzazione ARPAT.

La Relazione sul personale, che vede la collaborazione tra il Comitato Unico di Garanzia di ARPAT e i settori Gestione delle Risorse Umane e Comunicazione, Informazione e Documentazione, costituisce un utile strumento di conoscenza dell’Agenzia e del ruolo delle persone, uomini e donne, all’interno dell’Agenzia. In particolare, l’edizione 2022 riferita all’anno precedente assume ancor maggiore importanza alla luce del percorso che porterà ad una nuova organizzazione dell’Agenzia in linea con le richieste della Legge 28 giugno 2016, n. 132, “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”e del mutato panorama normativo in campo ambientale.

Su una dotazione effettiva (a tempo indeterminato) totale, compresi dirigenza e comparto, di 628 unità, ben 434 sono gli over 50 (337 nel 2019 e 422 nel 2020), e 105 sono gli over 60 (85 nel 2019, 100 nel 2020), solamente 44 si collocano nella fascia tra i 31 e i 40 anni, valore che ha visto un incremento nell’ultimo triennio (27 nel 2019, 32 nel 2020) ma che rappresenta il 7% del numero di personale dell’Agenzia. La tendenza della progressiva anzianità della popolazione ARPAT, comune a molte amministrazioni, se non è bilanciata da un adeguato turn over con nuove risorse (tramite concorsi) rischia di abbassare la qualità di alcune prestazioni, in particolare quelle all’esterno, oltre a generare un clima di sfiducia che scaturisce dalla consapevolezza di non riuscire più a far fronte alle continue richieste ordinarie e straordinarie.

Dai dati presentati non emergono discriminazioni o disparità di trattamento legati al genere o all’età. Emerge, tuttavia, una situazione molto critica di carenza di personale: il raggiungimento dei risultati ed il mantenimento di alti livelli qualitativi delle prestazioni è ottenuto grazie al senso di appartenenza e abnegazione del personale, spesso a discapito del benessere lavorativo con aumento dello stress percepito sul posto di lavoro.

D’altra parte, come evidenziato anche dai risultati dell’ultima indagine sull’organizzazione di ARPAT, è sempre più necessario investire nelle competenze del personale sia in termini di formazione specifica che sulla rispondenza delle competenze stesse alle attività e ai compiti assegnati valorizzando il percorso lavorativo delle persone in ARPAT, pur nella consapevolezza che l’investimento in studio e formazione richiede ulteriore sforzo da parte del personale, oberato da impegni professionali.

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