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Praterie di Posidonia e loro importanza

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prateria-posidoniaLe praterie di posidonia sono un elemento chiave per l’intero sistema costiero mediterraneo. La loro buona salute è importante dal punto di vista ecologico, perché incide indirettamente su gran parte degli altri ecosistemi marini, ma anche dal punto di vista economico. Oltre a rivestire un ruolo fondamentale per lo sviluppo di molte specie d’interesse commerciale, i posidonieti svolgono infatti anche una funzione cruciale nella stabilizzazione dei fondali e nella difesa delle spiagge dai fenomeni erosivi.

In Mediterraneo, oltre alla posidonia, esistono altre 4 specie di fanerogame marine (Cymodocea nodosa, Zostera marina, Nanozostera noltii e Halophila stipulacea) tutte di una certa rilevanza dal punto vista ecologico, ma Posidonia oceanica è senz’altro la più importante, in relazione alla complessità, alla stabilità e all’estensione delle praterie che sviluppa.

Le praterie di posidonia sono un vero e proprio ecosistema a sé stante e rappresentano l’ultimo stadio della successione ecologica su fondali sabbiosi di acque poco profonde. La loro valenza ambientale è molteplice, ma può essere ricondotta a due categorie di funzioni, quelle ecologiche e quelle relative all'assetto del territorio costiero.

Funzioni ecologiche

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  • Produzione di ossigeno e assorbimento di CO2. I posidonieti sono una sorta di grande polmone marino. Attraverso la fotosintesi clorofilliana, producono fino a 20 litri di ossigeno al giorno per metro quadrato, e assorbono enormi quantità di anidride carbonica, contribuendo a mitigare l’acidificazione degli oceani.
  • Apporto di cibo e biomassa. La posidonia ha una produttività molto elevata ed è il punto di partenza di una rete alimentare complessa. Sebbene le foglie - che contengono sostanze repellenti - possano essere consumate direttamente soltanto da poche specie (ricci, salpe e qualche crostaceo),  la sostanza organica prodotta durante il ciclo vitale della pianta è in grado di alimentare un gran numero di altre specie, anche a grande distanza dalle praterie stesse.
  • Deposito di nutrienti. Durante l’inverno l’accumulo di foglie morte lungo la riva non solo supporta la rete alimentare delle specie che vivono sul bagnasciuga, ma funziona anche da riserva temporanea di nutrienti. Tali sostanze vengono rimesse in circolo dai processi di dinamica costiera: mentre una gran parte ritorna alle praterie stesse, la parte restante viene trasportata nella zona delle dune dove, agendo da fertilizzante, favorisce la crescita di specie vegetali pioniere.
  • Serbatoio di biodiversità. I posidonieti sono un ecosistema molto complesso, in cui vive una sorprendente quantità di altre specie animali e vegetali, in molti casi associate in modo esclusivo a questo tipo di ambiente (figura 2). La complessa struttura morfologica delle praterie, a livello sia dei rizomi che della massa fogliare stessa, crea una moltitudine di microhabitat stabili, adatti a specie specializzate.
  • Disponibilità di siti riproduttivi e nursery. La disponibilità di ripari e zone a ridotto idrodinamismo rende i posidonieti particolarmente attrattivi per la riproduzione e lo sviluppo larvale di diverse specie animali, comprese molte di quelle che normalmente vivono in altri tipi di ambienti

Funzioni per l’assetto del territorio costiero

  • erosione.jpgAttenuazione del dinamismo costiero. Le lunghe foglie delle praterie, flottando nell’acqua, attenuano l’energia del moto ondoso che raggiunge le spiagge.
  • Stabilizzazione dei fondali sabbiosi. La complessa struttura della matte trattiene i sedimenti marini e ne impedisce la dispersione da parte delle onde e delle correnti.
  • Stabilizzazione delle dune. I depositi di egagropili nella zona dunale creano rugosità sulla superficie del terreno che favoriscono l’attecchimento di piante pioniere costiere, contrastando l’asporto della sabbia da parte del vento.
  • Protezione delle spiagge. Le banquette di foglie morte che si accumulano lungo le spiagge proteggono la sabbia sottostante dalle mareggiate invernali, limitando l’erosione costiera.

La crescente antropizzazione costiera ha portato, negli ultimi decenni, a un declino sensibile delle praterie, il cui tasso di scomparsa in Mediterraneo è pari al 5% annuo, un valore di oltre 4 volte superiore a quello delle foreste tropicali.

Una tale, allarmante, situazione ha riscosso attenzione in termini legislativi: Posidonia oceanica appartiene alla lista delle specie marine protette dalle Convenzioni di Berna e Barcellona e le sue praterie sono considerate habitat prioritari, cioè a rischio di scomparsa, in base alla Direttiva Habitat.

Secondo la Direttiva Quadro sulle Acque, le praterie di posidonia sono uno dei 4 Elementi di Qualità Biologica (EQB) da valutare per verificare lo stato ambientale delle acque marino-costiere. Le agenzie di protezione ambientale eseguono quindi monitoraggi periodici che ne descrivono lo stato di salute tramite l’indice PREI

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