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Mercoledì 26 gennaio 2022

Quanti rifiuti urbani vengono prodotti in Toscana ?


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Nel 2020 la produzione di rifiuti urbani in Toscana è diminuita mentre la percentuale di raccolta differenziata è aumentata

Quanti rifiuti urbani vengono prodotti in Toscana ?

Foto di Michael Schwarzenberger da Pixabay

Il rapporto Ispra Rifiuti urbani 2021, recentemente pubblicato, mette in evidenza che nel 2020, anno d’inizio della Pandemia, la produzione di rifiuti urbani in Toscana ha subito un calo, mentre la raccolta differenziata ha continuato a crescere.

Se nel 2019 la produzione di rifiuti urbani, nella nostra regione, si era attestata a 898.625 tonnellate, nel 2020 ha raggiunto 809.797 tonnellate. Tradotto in quantitativi generati da ciascun cittadino/a significa circa 617 Kg nel 2019 e 587 Kg nel 2020, 30 Kg in meno rispetto all'anno precedente e posizionando la nostra regione, dopo molti anni, sotto la soglia dei 600 Kg abitante anno.

La media nazionale per il 2020, invece, si è attestata a 488 Kg abitante, quindi ogni concittadino/a della nostra regione ha prodotto, nell'anno di inzio della Pandemia, 99 kg di rifiuti urbani in più rispetto alla media nazionale.

RU_Toscana_andamentoVisti i dati che emergono dal rapporto di Ispra, possiamo quindi affermare che chiusure e restrizioni hanno frenato la produzione di rifiuti urbani.

Per quanto riguarda i dati relativi alle singole province toscane, la situazione si presenta variegata: Massa Carrara, Lucca, Livorno e Grosseto rimangono al di sopra dei 600 Kg abitante annuo mentre Pistoia fa registrare il dato più basso, 544 Kg abitante anno, seguita da Pisa, 552, Kg abitante anno, e Firenze, 558 Kg abitante anno. Il capoluogo toscano, destinazione turistica per eccellenza, passa da una produzione pro capite pari a 604, nel 2019, a 558 Kg abitante anno nel 2020, con una differenza di 46 Kg anno per ciascun cittadino/a fiorentino/a.

RU_Toscana_suddivisione per provinceDiverso destino invece per la raccolta differenziata che, per fortuna, continua ad aumenta raggiungendo nel 2020 il 62% , percentuale sempre più vicino al "fatidico" 65%, obiettivo che sarebbe dovuto essere raggiunto entro il 31 dicembre 2012.

RD Toscana suddivisione % per province

Tra le frazioni di rifiuti urbani più raccolte in modo differenziato troviamo l’organico, che raggiunge il 40% nella nostra regione.

RU_Toscana_ frazioni raccolte_RD

Visto che questa tipologia di rifiuto urbano è quella più raccolta sia livello regionale che nazionale, ricordiamo che dal 1° gennaio 2022, in tutti i Comuni italiani, è obbligatorio prevedere la raccolta differenziata della frazione umida, come stabilito dall’articolo 182 ter del decreto legislativo 152/2006, che recepisce nel nostro Paese la direttiva europea 2018/851, anticipa ndo l'entrata in vigore di questo obbligo.

La normativa citata prevede che insieme agli scarti organici potranno essere raccolti in modo differenziato anche i rifiuti da imballaggi purché abbiano analoghe proprietà di biodegradabilita' e compostabilita' rispetto ai rifiuti organici, ovvero abbiamo i seguenti requisiti:

  • siano certificati conformi, da organismi accreditati, allo standard europeo EN 13432 per gli imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione, o allo standard europeo EN14995 per gli altri manufatti diversi dagli imballaggi
  • siano opportunamente etichettati e riportino, oltre alla menzione della conformita' ai predetti standard europei, elementi identificativi del produttore e del certificatore nonche' idonee istruzioni di conferimento di tali rifiuti nel circuito di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti organici.

L’obiettivo è quello di raggiungere quote maggiori di raccolta differenziata di questa particolare tipologia di rifiuto ma anche contribuire, anche in questo modo, alla lotta al cambiamento climatico. Infatti maggiore sarà la quantità di compost prodotto e distribuito nei terreni e minore la quantità di CO2 immessa in atmosfera più efficace sarà la lotta ai cambiamenti climatici.

Anche alla luce dei recenti obblighi di raccolta differenziata entrati in vigore per alcune specifiche frazione, come l'organico ed il tessile, sarà necessario fare una buona informazione alla cittadinanza, affinchè la raccolta differenziata aumenti in quantità ma soprattutto in qualità, implementando il modello economico circolare, richiamato dalla stessa transizione ecologica.

Andranno affrontati, speriamo quanto prima, anche i problemi relativi agli impianti di riciclaggio delle bioplastiche che richiedono particolari requisiti di funzionamento, per garantire alla cittadinanza che ciò che viene destinato con la raccolta differenziata dell'organico venga riciclato.

Per saperne di più: leggi il rapporto Ispra Rifiuti urbani 2021 (link esterno all'Agenzia) e visita il catasto nazionale rifiuti di Ispra (link esterno all'Agenzia)


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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