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Martedì 25 gennaio 2022

Esiti del controllo ARPAT alla discarica di Gello a Pontedera


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Il Dipartimento di Pisa non rileva irregolarità nel controllo AIA su acque sotterranee, emissioni in atmosfera e rifiuti. Proposta un'azione di miglioramento per il campionamento dei percolati

Nel mese di novembre 2021 il personale ARPAT del Dipartimento di Pisa ha effettuato un controllo presso la discarica per rifiuti speciali non pericolosi situata a Gello nel Comune di Pontedera, gestita dalla Foreco Scarl , al fine di verificare il rispetto delle condizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) aggiornata nel 2019.

L'attività di controllo su acque sotterranee, emissioni in atmosfera e rifiuti non ha evidenziato alcuna irregolarità e gli esiti complessivi sono stati inviati alla Regione Toscana, in qualità di Autorità Competente al rilascio dell’Autorizzazione. ARPAT ha comunque proposto un’azione di miglioramento che prevede di campionare i percolati di discarica in corrispondenza dei pozzi di estrazione anziché nei serbatoi di stoccaggio dove potrebbero cambiare le caratteristiche chimico- fisiche.

Prima dell’aggiornamento dell’atto di AIA la discarica, gestita dalla ditta Ecoacciai, era destinata a ricevere solamente i rifiuti “car fluff” (rottami derivanti dalla triturazione di autoveicoli), “plastica e gomma” e gli “scarti e sovvalli” esclusivamente dal vicino stabilimento di Ecoacciai. Successivamente l'autorizzazione dell'impianto fu volturata alla società Foreco srl, adesso Scarl, la quale richiese ed ottenne una successiva autorizzazione, che prevedeva una diversa modalità di coltivazione della discarica. Questa consiste nel riescavare il rifiuto (fluff) già presente, mescolarlo con nuove tipologie di rifiuti con stato fisico solido non polverulento e/o fangoso palabile, dunque rimetterlo nel corpo discarica.

I rifiuti riescavati sono conferiti e ricollocati in altra area della discarica, al fine di depositarli assieme ai rifiuti di nuovo conferimento, con lo scopo di ottenere un ammasso dotato di caratteristiche geotecniche omogenee. L’operazione consiste nello sbancamento dei rifiuti, già depositati in passato e nella ricollocazione nell’area di discarica in coltivazione, attualmente lotto 1.

La discarica è stata riclassificata dall’atto autorizzativo del 2019 come “discariche per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici o biodegradabili che di rifiuti inorganici, con recupero di biogas”. (D.M. 27 settembre 2010, sottocategoria di cui alla lettera c) comma 1 art. 7). Presso la Ditta è adottato un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) conforme ai disposti della norma ISO 14001:2015.

lotto 1 discarica La discarica si compone di 6 lotti ed, al momento del sopralluogo, risultava in coltivazione il lotto funzionale 1 lato nord.

Oltre alle normali attività di controllo tecnico-amministrativo riguardo alle emissioni in atmosfera e rifiuti, sono stati prelevati cinque campioni di acque sotterranee dai cinque piezometri esistenti di cui due ubicati a monte discarica (riportati in figura con le sigle ASOTT1, ASOTT2) e tre a valle della discarica (ASOTT3, ASOTT4, ASOTT5),  oltre ad un campione di percolato prelevato dai due serbatoi di stoccaggio, in cui viene raccolto. 

mappa discarica

 

Complessivamente dal controllo è risultato quanto segue:

  • per minimizzare l’impatto delle attività di sbancamento sull’ambiente ed in particolare sulle emissioni in atmosfera, sono state adottate misure di mitigazione, quali:
  1. sbancamento mediante celle di piccole dimensioni, al fine di ridurre la superficie esposta;
  2. esecuzione di coperture al termine dell’attività giornaliera. Per la realizzazione giornaliera della copertura della discarica vengono impiegati materiali inerti;
  3. adozione di un sistema di depressione del fronte di sbancamento, con impianto mobile di trattamento degli effluenti gassosi estratti;
  4. realizzazione di impianto di bagnatura del fronte di scarico, per limitare emissione di polveri
  • la verifica amministrativa del registro di carico-scarico rifiuti e relativi formulari di identificazione (FIR) non ha evidenziato alcuna irregolarità;
  • i rifiuti prodotti all’interno della discarica ed inviati a smaltimento e/o recupero presso impianti terzi erano rifiuti non pericolosi costituiti da legno e rifiuti da cantiere (tubi in polietilene) Gli stoccaggi di tali rifiuti erano dotati di idonea cartellonistica;
  • le analisi sui campioni di acque sotterranee prelevate dagli operatori ARPAT ed analizzati dal Settore Laboratorio di Area Vasta Costa risultano conformi a quanto rilevato dalla ditta, con specificità legate all’ambiente riducente ed alcune difformità nei parametri COD (carico organico), ammoniaca e idrocarburi totali, che necessitano di verifica nel proseguo delle attività di monitoraggio.

Testo di Andrea Villani in collaborazione con il Settore Comunicazione, Informazione e Documentazione


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