“Un Mare di Amici” approda alla Fortezza e Darsena vecchia a Livorno
Oltre 700 studenti livornesi protagonisti dell’evento conclusivo del progetto di Educazione ambientale e alla sostenibilità, svoltosi il 29 maggio
In questo contesto si inserisce perfettamente il progetto “Un Mare di Amici”, che si è concluso venerdì 29 maggio nello splendido scenario della Fortezza Vecchia e della Darsena Vecchia del Porto Mediceo di Livorno. L’evento si è svolto, per la prima volta, in concomitanza con Navi di Maggio, iniziativa promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale in occasione della Giornata Europea del Mare.
Protagonisti della giornata sono stati oltre 700 studenti e studentesse provenienti da dieci istituti scolastici della provincia di Livorno. Tra loro anche gli alunni coinvolti durante l’anno scolastico nelle attività educative realizzate da ARPAT, Capitaneria di Porto, ASL Toscana Nord Ovest e Società Nazionale Salvamento (guarda la galleria di immagini della giornata).
Il progetto, promosso con la convinta adesione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Livorno, è finalizzato a sviluppare percorsi di educazione alla salute e alla tutela dell’ambiente, con particolare attenzione al mare e alle coste, secondo l’approccio “One Health”.
Per gli studenti l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di apprendimento e scoperta, permettendo loro di conoscere da vicino luoghi, attività e professioni legate al mondo marino, approfondire temi tecnico-scientifici e condividere buone pratiche per la tutela e la fruizione sostenibile del mare e delle coste.
Gli studenti e le studentesse hanno visitato gli stand dei promotori dell’iniziativa, insieme a quelli degli altri enti impegnati nella difesa del mare e dell’ambiente e nella ricerca scientifica applicata al mare e al clima, oltre che delle associazioni di volontariato. L’esperienza è stata arricchita dalla possibilità di visitare le motovedette e i mezzi navali delle diverse autorità e enti che operano in mare e di assistere anche a dimostrazioni di soccorso e salvamento in mare.
Molti ragazzi sono saliti a bordo del nuovo catamarano Polaris di ARPAT dove sono stati accolti dal personale dell’Agenzia. I biologi hanno illustrato le principali strumentazioni utilizzate per le attività di monitoraggio e tutela dell’ambiente marino, tra cui quelle impiegate per il controllo della qualità delle acque, dei sedimenti, delle microplastiche e della biodiversità marina, nonché per il monitoraggio di habitat particolarmente sensibili, come le praterie di Posidonia oceanica.
Presso lo stand allestito alla Fortezza Vecchia, i biologi di ARPAT hanno coinvolto gli studenti in attività laboratoriali e giochi educativi dedicati alla scoperta della ricca biodiversità marina del Santuario Pelagos. Attraverso esperienze interattive, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino alcune delle specie che popolano questo importante tratto di mare, tra cui balenottere, delfini, squali e la tartaruga marina Caretta caretta, che negli ultimi anni ha scelto sempre più spesso le spiagge toscane per la nidificazione.
L’iniziativa è stata anche l’occasione per divulgare il progetto Life Turtlenest, di cui ARPAT è partner, finalizzato a rafforzare la tutela della nidificazione della Caretta caretta attraverso attività di monitoraggio, ricerca e sensibilizzazione. Un ruolo centrale è affidato anche ai cittadini, chiamati a collaborare nella segnalazione e nel monitoraggio dei nidi lungo la costa toscana.
Nello stand situato sulla banchina della Darsena vecchia, condiviso con la Capitaneria di Porto, i biologi di ARPAT hanno invece mostrato le tecniche di campionamento e analisi delle acque marine, spiegando come vengono effettuati i controlli che contribuiscono a garantire la qualità delle acque di balneazione. Tra le attività che hanno suscitato maggiore interesse, l’osservazione allo stereomicroscopio di macroinvertebrati di acqua dolce e una piccola stella marina raccolta proprio nella Darsena vecchia. I ragazzi hanno seguito con curiosità e meraviglia i movimenti delle sue cinque sottili braccia, trasformando un momento di osservazione scientifica in un’esperienza capace di avvicinarli concretamente alla vita che popola i nostri mari.
Tra gli studenti presenti all’evento, anche i ragazzi e le ragazze della classe 3F della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Micheli-Bolognesi” (plesso ex Pirelli) che, a seguito degli incontri in classe con il personale ARPAT per il progetto Un mare di amici, hanno sviluppato un percorso creativo dedicato al mare e alla sua tutela. Il risultato è una raccolta di suggestive installazioni artistiche realizzate con materiali di recupero, accompagnate da disegni e poster che raccontano la straordinaria biodiversità del Santuario Pelagos e le principali minacce che mettono a rischio molte specie marine in particolare vertebrati marini e tartarughe: collisioni con le navi, catture accidentali nelle reti da pesca e inquinamento da microplastiche.
A conclusione dell’evento alcuni studenti hanno avuto l’opportunità di assistere, al rilascio in mare di due esemplari di tartaruga Caretta caretta, “Nella” e “Vera”, grazie alle unità messe a disposizione da Piloti, Ormeggiatori, Vigili del Fuoco e dalla Lega Navale Italiana. Le due tartarughe, recuperate nei mesi scorsi in difficoltà e curate dall’Acquario di Livorno, sono state liberate dopo un percorso di riabilitazione: la prima era stata trovata a galleggiare nelle acque del porticciolo del Chioma tra numerosi rifiuti, la seconda soccorsa al largo di Livorno da una motovedetta della Guardia di Finanza, avvinghiata da due galleggianti che le impedivano di nuotare ed immergersi. Curate nell’apposito Centro di recupero e riabilitazione sono state portate in mare aperto dal personale dell’Acquario a bordo di due motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera.
Le attività svolte durante la manifestazione hanno mostrato come la conoscenza dell’ambiente non possa essere separata dalla consapevolezza delle relazioni che legano gli esseri viventi, gli ecosistemi e le azioni umane.
Un messaggio particolarmente significativo se si considera che proprio nel giorno dell’evento, il 29 maggio, ci ha lasciato il filosofo Edgar Morin, la cui famiglia materna, ebrea sefardita, era originaria proprio di Livorno prima di trasferirsi a Parigi. Lo ricordiamo oggi perché Morin ha dedicato una vita intera a difendere la complessità del reale, senza ridurla o semplificarla. Siamo debitori e debitrici di uno sguardo sull’educazione che non separa ciò che è unito, che non riduce ciò che è vivo. Pietra miliare della sua riflessione è la teoria della complessità – la necessità di una nuova conoscenza interdisciplinare che superi la separazione dei saperi e che sia capace di educare ad un pensiero della complessità.
La parola ‘complesso’, amava ricordare, significa ‘ciò che è intessuto assieme’: un approccio indispensabile per indagare innanzitutto l’essenza dell’umanità, senza più tracciare frontiere artificiali fra ciò che è naturale e ciò che è culturale. La testimonianza di Edgar Morin non si spegne con il tempo, ma si fa compito: manteniamo viva la sua lezione, insegnando alle nuove generazioni l’arte di “abitare la complessità del mondo senza smarrire la poesia della vita”.
