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Progetto EPIC: la lotta alle plastiche nel Mediterraneo 

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Presentati i risultati del Progetto EPIC nell’ambito di Neptune Evolution, cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021–2027 

Economia circolare, monitoraggio delle plastiche marine nel Mediterraneo e attività sviluppate nell’ambito dei progetti Interreg Marittimo sono stati i temi al centro del confronto tra istituzioni, enti di ricerca e associazioni e cittadini a Villa Cuturi a Marina di Massa 13 giugno 2026, nell’ambito del viaggio itinerante “Il Leudo racconta”. Nell’occasione sono intervenuti il sindaco di Massa Francesco Persiano, David Barontini, assessore all’ambiente della Regione Toscana e Fernando della Pina, Direttore generale della Regione Liguria che hanno evidenziato il valore della rete e della cooperazione che si esprime attraverso la partecipazione dei vari attori coinvolti nei progetti di tutela del Mediterraneo.

L’evento di presentazione del progetto Neptune Evolution e cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021–2027, è stata l’occasione per tracciare un bilancio del progetto transfrontaliero EPIC: Un marE PrIvo di plastiCa, di cui ARPAT è capofila.

David Barontini, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, ha evidenziato il valore concreto della cooperazione e del progetto EPIC finalizzate a rafforzare le strategie dell’economia circolare e della tutela dell’ambiente marino. In questo percorso, ha ricordato il ruolo di ARPAT, che contribuisce con competenze tecnico-scientifiche al monitoraggio ambientale, alla raccolta e analisi dei dati e alla diffusione delle conoscenze necessarie per affrontare sfide come l’inquinamento da plastiche. EPIC migliora la comprensione della dispersione delle plastiche nell’ambiente acquatico e costruisce una rete stabile di collaborazione e condivisione dei risultati, offrendo alla politica strumenti più efficaci per intervenire. Su questa tematica la Toscana, – ha proseguito Barontini -, ha scelto di fare dell’economia circolare uno dei pilastri della propria strategia di sviluppo sostenibile. In questa direzione, la Regione ha destinato da pochi giorni oltre 35 milioni di euro al potenziamento della raccolta differenziata attraverso fondi FESR, cui seguiranno ulteriori investimenti dedicati a riciclo, riuso e prevenzione dei rifiuti. Gli investimenti vanno di pari passo con la diffusione e il potenziamento della conoscenza, precisando che la qualità delle politiche ambientali dipende dalla capacità di assumere decisioni basate su dati scientifici, monitoraggi affidabili e ricerca condivisa. La transizione ecologica richiede investimenti, innovazione e collaborazione: è questa la strada che la Toscana intende continuare a percorrere.

Gaetano Licitra ha rappresentato il lavoro sviluppato dal progetto sul fronte del monitoraggio ambientale e delle tecnologie applicate allo studio delle plastiche marine, con una relazione a firma di Pietro Rubellini, Direttore generale ARPAT e Gaetano Licitra.

ARPAT è il capofila del progetto EPIC, nato per promuovere buone pratiche di recupero dei materiali e, soprattutto, per monitorare e prevedere la dispersione delle plastiche in mare. Il progetto utilizza droni, immagini satellitari e modelli di diffusione per tracciare i percorsi dei rifiuti marini e agevolarne il recupero, anche quando si accumulano sui fondali.

Il nucleo tecnico dell’intervento ha approfondito le innovative metodologie di monitoraggio. È stato evidenziato come la tecnologia proceda spesso più rapidamente della normativa: per questo le agenzie ambientali come ARPAT svolgono ricerca applicata per testare nuovi strumenti prima che diventino standard. Ampio spazio è stato dedicato a queste tecniche, illustrate da Cinzia Licciardello ed Enrico Cecchi, che riportiamo di seguito.
– Monitoraggio subacqueo e fotogrammetria presso l’Isola di Giannutri e le Secche della Meloria, grazie all’impiego dell’imbarcazione Polaris. Attraverso l’uso di telecamere subacquee e scooter elettrici (DPV), i ricercatori hanno acquisito migliaia di immagini sovrapposte (con un match del 20%) per creare modelli 3D (DTM) dei fondali. Questo permette di identificare con precisione le zone di accumulo, come “Cala dello Spalmatoio” a Giannutri, dove la conformazione a mezzaluna dell’isola blocca le plastiche trascinate dalle correnti.
– Droni e intelligenza artificiale. Grazie a droni dotati di sensori ottici, termici e multispettrali, è possibile sorvolare ampie porzioni di spiaggia e riconoscere automaticamente, tramite algoritmi di Intelligenza Artificiale (AI), i diversi tipi di polimeri. Questo sistema garantisce una “potenza statistica” e una validità del dato molto superiore ai campionamenti manuali.
– Satelliti e monitoraggio fluviale. In letteratura è stato evidenziato che l’80% della plastica marina proviene dai fiumi. In collaborazione con il CNR, Il progetto utilizza immagini satellitari per seguire il movimento la dinamica dei detriti in uscita dalle foci dei corsi d’acqua.

È intervenuta, infine, anche Elisa Turiani, Coordinatrice dell’Ufficio di Presidenza di Legambiente Toscana, che ha approfondito il lavoro sviluppato dal progetto EPIC sul fronte della sensibilizzazione ambientale, del coinvolgimento della cittadinanza e delle attività di monitoraggio lungo le coste toscane. Legambiente Toscana, infatti, è partner del progetto EPIC. Nell’ambito del progetto Legambiente ha in programma una serie di eventi per raccontare EPIC alla cittadinanza, ma anche agli stakeholder che possono diventare alleati importanti nella ricerca di soluzioni all’inquinamento da plastiche. E sul piano operativo in loco, sta portando avanti attività di monitoraggio beach litter lungo alcuni tratti della costa toscana proprio per cercare di capire da dove provengano le plastiche che si accumulano sul territorio e individuare quindi le possibili soluzioni, gli enti e le istituzioni da coinvolgere per ridurre questo problema.

La giornata si è conclusa con l’annuncio dei prossimi appuntamenti strategici: un evento sulla comunicazione a ottobre e il Forum dell’economia circolare fissato per il settembre, dove verranno presentati i risultati definitivi dei monitoraggi per tradurli in azioni politiche concrete a tutela della biodiversità e delle future generazioni.

Foto di Rosy / Bad Homburg da Pixabay