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Controllo e mitigazione del rumore nelle aree urbane ad alta aggregazione sociale

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Soluzioni innovative con sensori acustici a basso costo e metamateriali: le nuove frontiere per il contrasto all’inquinamento acustico nelle aree urbane

Con l’arrivo dell’estate, il rumore torna a essere una delle principali criticità per molte città e comunità locali. Nei mesi più caldi, infatti, aumentano gli eventi all’aperto, gli spettacoli, le manifestazioni e le attività dei locali pubblici con musica, mentre le abitazioni restano più frequentemente aperte nelle ore serali e notturne per favorire il raffrescamento naturale degli ambienti.

A queste attività temporanee si aggiungono quelle permanenti, come bar, pub e dj set, che durante la stagione estiva registrano una maggiore affluenza e possono generare schiamazzi. Il risultato è un aumento delle proteste e dei conflitti, soprattutto nelle ore notturne, quando si rende necessario trovare un equilibrio tra il diritto dei residenti al riposo e alla tutela della salute e le esigenze di socialità, svago e sviluppo turistico ed economico delle attività imprenditoriali.

Per affrontare questa problematica, la Regione Toscana ha predisposto le prime linee guida regionali dedicate alla gestione del rumore nelle aree caratterizzate da elevata aggregazione sociale. Il documento è stato presentato nel corso di un seminario organizzato dalla Regione Toscana e da Anci Toscana il 16 giugno 2026 presso Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione a Firenze. All’incontro hanno partecipato l’assessore all’Ambiente David Barontini e la vicesindaca di Firenze Paola Galgani, referente di Anci Toscana per le politiche ambientali.

Le linee guida rappresentano uno strumento operativo a disposizione delle amministrazioni locali chiamate a gestire situazioni di forte concentrazione di persone in spazi urbani limitati, dove il controllo del rumore rappresenta una sfida sempre più complessa. La normativa vigente in materia attribuisce, infatti, ai Comuni un ruolo centrale nel controllo dell’inquinamento acustico. Le amministrazioni possono avvalersi di ARPAT per effettuare misurazioni fonometriche, particolarmente efficaci nel caso di rumori prodotti da attività produttive o impianti.

Tra i relatori che hanno illustrato i contenuti tecnici è intervenuto anche Gaetano Licitra, responsabile del Dipartimento ARPAT di Pisa e tra i maggiori esperti italiani in materia di acustica ambientale. L’Agenzia ha partecipato al tavolo di coordinamento con Anci, Asl e uffici regionali afferenti alle Direzioni ambiente e sanità in virtù di quanto stabilito dalla legge sul rumore, legge 89/1998 e successive modifiche e integrazioni, fornendo il suo contributo in virtù delle numerose esperienze di controllo sulle situazioni del rumore generate dalla presenza di numerosi frequentatori di locali pubblici e di musica riprodotta ad elevato volume anche in esterno. Situazioni che provocano una difficile convivenza tra chi frequenta i locali o permane per strada e chi risiede.

L’Agenzia ha proposto, tra l’altro, alcune soluzioni operative per rendere consapevoli frequentatori e gestori dei livelli sonori presenti in tali occasioni, oltre che allertare gli organismi di controllo sulle situazioni più complesse per programmare eventuali azioni di vigilanza o intervenire con funzioni di deterrenza. I sistemi di monitoraggio a basso costo rendono evidente la criticità, non sostituendo il controllo strumentale nelle modalità previste dalla legge, ma consentendo invece un coinvolgimento di tutte le parti in gioco.

Secondo quanto illustrato da Licitra, amministrazioni comunali, associazioni e comitati possono oggi utilizzare sensori IoT a basso costo per monitorare in tempo reale le situazioni di sovraffollamento e i livelli di rumore associati.

Tra le principali tecnologie disponibili figurano:

  • sonde fonometriche e microfoni MEMS, integrabili in centraline o lampioni intelligenti, capaci di misurare in continuo i livelli sonori e rilevare i picchi di rumore di origine antropica.
  • sensori acustici intelligenti basati su Edge AI, dispositivi in grado di misurare il volume e riconoscere la tipologia del suono (urla, musica, vetri infranti, ecc.) senza registrare le conversazioni, garantendo così il rispetto della privacy.
  • contapersone e sensori Wi-Fi e Bluetooth, che stimano la densità della folla attraverso il numero di dispositivi presenti o mediante sensori ottici a bassa risoluzione, consentendo di correlare i livelli di rumore al grado di affollamento.

L’impiego di queste tecnologie offre numerosi benefici:

  1. costi di installazione e gestione contenuti
  2. raccolta e trasmissione dei dati in tempo reale tramite reti wireless, con la possibilità di attivare interventi rapidi da parte della polizia locale
  3. creazione di banche dati storiche e report utili per pianificare interventi mirati, come pedonalizzazioni temporanee, modifiche alla viabilità o regolamentazioni degli orari.

I vantaggi riguardano anche i gestori delle attività commerciali. La disponibilità di dati aggiornati sui livelli di rumore consente infatti di adottare tempestivamente misure correttive per contenere le emissioni sonore e favorire una migliore convivenza con i residenti.

La conoscenza dei livelli di rumorosità può inoltre contribuire a sensibilizzare gli stessi frequentatori dei locali, promuovendo comportamenti più rispettosi della quiete pubblica e del diritto al riposo, soprattutto nei centri storici e nelle aree caratterizzate da una forte presenza di attività ricreative nelle ore serali. Questo è possibile grazie all’uso di semafori, come suggerito nelle linee guida, in grado di visualizzare con colori diversi il livello sonoro mostrando in modo evidente le criticità in tempo reale.

Accanto ai sistemi di monitoraggio, una delle innovazioni più promettenti per la riduzione del rumore nei dehors e negli spazi aperti è rappresentata dai metamateriali acustici. Questi materiali di nuova generazione sono progettati attraverso strutture interne ingegnerizzate su scala millimetrica e risultano capaci di bloccare fino al 94% delle onde sonore a basse e medie frequenze. A differenza delle tradizionali barriere antirumore, consentono il passaggio dell’aria e della luce naturale, mantenendo elevati livelli di comfort e fruibilità degli spazi. Grazie a queste caratteristiche, i metamateriali acustici si candidano a diventare una delle soluzioni tecnologiche più efficaci per conciliare vivibilità urbana, attività economiche e tutela della salute pubblica. Le barriere trasparenti con metamateriali, che lasciano passare l’aria e non il rumore, risultano accettabili anche in aree soggette a vincoli paesaggistici come quelle dei centri storici.

Sviluppo sostenibile, soluzioni praticabili, autocontrollo e responsabilità sono strumenti che vanno utilizzati per evitare di ricondurre il tutto a contrasti tra opposti interessi da risolvere con le sanzioni. Quello che conta ora è sperimentare le soluzioni suggerite e verificarne sul campo la loro validità.

Foto di Anke Sundermeier da Pixabay