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Venerdì 04 novembre 2022

La road map per la Carbon Neutrality nei territori, l’esperienza di Siena


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Simone Bastianoni dell'Università di Siena spiega come la provincia senese sia il primo territorio certificato carbon neutrality in Toscana

Proseguono le giornate scientifiche dedicate all'ambiente organizzate da ARPAT per il suo personale interno, grazie agli accordi quadro stipulati con gli Atenei toscani. “La road map per la carbon neutrality nei territori” è stato il tema della lezione di Simone Bastianoni, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Siena.

La giornata fa parte del progetto più ampio “Cambiamenti climatici: conoscere per agire può mettere al sicuro il nostro futuro” che si propone l’obiettivo di indagare quali siano gli effetti diretti e indiretti provocati dal cambiamento climatico. Nelle giornate precedenti sono stati affrontati diversi temi, quali diritto al clima e la giustizia climatica, analisi e gestione degli eventi estremi nella città e gli stress che impattano sugli ecosistemi marini.

Pietro Rubellini, Direttore generale di ARPAT, nell’ introduzione ha ricordato il ruolo svolto dal prof. Bastianoni nel coordianare il progetto, condiviso tra Amministrazione provinciale, Università di Siena e Fondazione Mps, che ha portato la provincia di Siena ad essere il primo territorio certificato Carbon Neutral in Europa.

Per ricordare i crescenti rischi connessi ai cambiamenti climatici Bastianoni ha ricordato il problema delle emissioni dei gas serra sottolineando che per millenni, e fino agli anni 50 del secolo scorso, non si erano mai registrati livelli record di CO2 che non era mai andata sopra alle 300 ppm (parti per milione). Durante questa estate, abbiamo invece raggiunto un altro record negativo arrivando a 419 ppm di CO2, dobbiamo quindi invertire questa crescita prima che gli effetti di questo cambiamento giungano allo stadio stazionario. Il punto cruciale è che non sappiamo quanto tempo abbiamo a disposizione.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, in occasione della Giornata Internazionale della Terra a luglio 2022, ha espresso il suo punto di vista sulle minacce del cambiamento climatico e per fronteggiare questa crisi climatica globale ha sollecitato ancora una volta le nazioni a fare di più e più in fretta per scongiurare la catastrofe climatica, a prendersi la responsabilità delle azioni collettive future, accelerando la fine della nostra dipendenza dai combustibili fossili. Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute riportati in numerose ricerche pubblicate su riviste scientifiche - precisa Bastianoni – sono chiari: un aumento globale di 1.5°C rispetto alla media preindustriale rischia di provocare danni catastrofici alla salute che saranno impossibili da invertire.

Conoscere le possibili alternative per l’azzeramento delle emissioni nette è quindi fondamentale per invertire la rotta anche a livello locale e un caso di successo - ricorda Bastianoni - è rappresentato dal programma di ricerca Spin-Eco, ideato dall’Università di Siena e promosso dalla Provincia di Siena nel 2001 con il supporto economico della Fondazione Monte dei Paschi.

Nell’arco di attuazione del progetto (fino al 2005), è stata utilizzata la provincia di Siena per fare calcoli sui vari indicatori di sostenibilità che erano disponibili (ad es. Emergy, Exergia, Impronta Ecologica e Inventario dei gas-serra) applicandoli alla scala provinciale. Dall’analisi statistica è emerso che i risultati dell’Inventario dei gas serra sono da ritenersi fortemente correlati ad altri indicatori quali l’Impronta Ecologica e l’Emergy non rinnovabile. La Provincia di Siena ha deciso limitatamente ai bilanci di gas-serra, di non tener conto di tutti gli indicatori ma di concentrarsi sulla CO2 ed il metodo scelto è stato “bottom-up” con dati raccolti a scala locale, assicurando così maggiore accuratezza e rilevanza; questo ha consentito di utilizzare l'inventario dei gas serra come strumento di politica per vedere le variazioni e gli effetti delle varie scelte.

Il bilancio dei gas-serra è stato realizzato, seguendo le linee guida “2006 IPCC Guidelines” (con aggiornamento dei fattori di emissione) utilizzando un criterio misto, guardando sia le produzioni sia i consumi di energia (basato sulla responsabilità per la parte energetica) e con il geotermoelettrico a zero emissioni secondo le linee guida e lo standard di certificazione ISO 14064-1.

L’inventario annuale del gas serra, elaborato da Ecodynamics Group (Università di Siena), è stato quindi redatto seguendo le linee guida che includono i settori: energia; industria; rifiuti; agricoltura, foreste e altri usi del suolo (AFOLU).

Nella parte emissioni è stato considerato:

  • il settore energia (produzione e consumo di energia elettrica, consumo di combustibili per trasporto, riscaldamento e produzione di energia nelle industrie, raffinazione dei prodotti del petrolio, Termovalorizzatore)
  • i processi industriali (per la produzione di materiali)
  • i rifiuti (discarica, compostaggio e TMB, digestione anaerobica, acque reflue, incenerimento rifiuti).

Nella parte dedicata sia alle emissioni che all’assorbimento, bidirezionale, è stata presa in considerazione l’ agricoltura, foreste e altri usi del suolo (AFOLU) con le variazioni dell’uso del suolo, agricoltura, allevamento, assorbimento forestale. I gas-serra presi in considerazione nel bilancio sono stati : anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido d’azoto (N2O).

Arrivando ai risultati nel 2006 è stato certificato il primo inventario dei gas serra e la percentuale degli abbattimenti delle emissioni lorde (assorbimento) era del 72%. I buoni risultati di partenza hanno spinto l’Amministrazione provinciale ad incentivare azioni strategiche volte alla mitigazione del cambiamento climatico e al raggiungimento di bilancio di emissioni nullo entro il 2015 (“Siena Carbon Free 2015”) e nel 2011, quattro anni prima del previsto, l’ambizioso traguardo della Carbon Neutrality è stato raggiunto con una percentuale di abbattimento delle emissioni del 102%.

Tra gli esempi di politiche messe in atto dall’amministrazione provinciale si registra: il piano energetico provinciale che ha portato all’indipendenza dal punto di vista elettrico (da 115 GWh import a 400 GWh export ) con una produzione prevalente da geotermico; il piano dei rifiuti, con la riduzione delle discariche da 40 a 1, diminuendo quindi le tonnellate annue di metano immesse nell’ambiente, e con ampliamento del termovalorizzatore. Inoltre dal 2007 è stato introdotto l’obbligo annuale di pulizia delle caldaie che ha fatto registrare una diminuzione di consumi di metano, stimati in - 30% consumi per famiglia. Nel periodo 2000 – 2017 si è verificato anche un aumento del 20% della copertura forestale sia per densità che per estensione.

Tutto questo mix di politiche ha portato al risultato di raggiungere la Carbon Neutrality con il bilancio di emissioni nullo nel 2011, quattro anni prima del previsto, con una percentuale di abbattimento del 102% . Questo risultato è proseguito negli anni successivi registrando un andamento decrescente delle emissioni; nel 2016 il bilancio dei gas serra (emissioni lorde – assorbimento forestale = emissioni nette) ha mostrato il 108% dell’abbattimento per poi oscillare e risalire un po’ nel 2019 al 100,6 %. Il dato del 2020 non è ancora disponibile ma a causa della pandemia probabilmente siamo tornati alla percentuale del 2016, tuttavia Bastianoni prevede una ripresa dei valori nei prossimi anni, soprattutto per l’aumento del traffico e la mobilità.

Per mantenere e migliorare le performance del territorio, favorire una più ampia consapevolezza e partecipazione di cittadini, istituzioni e aziende al progetto di territorio Carbon Neutral, è stata quindi fondata dal 2017 l’ “Alleanza Territoriale per la Carbon Neutrality: Siena” . Gli obiettivi perseguiti dall’Alleanza sono orientati ad aumentare la consapevolezza sulla Carbon Neutrality, stimolare il coinvolgimento dei cittadini, mantenere e migliorare il risultato ed esportare il modello che ha portato alla Carbon Neutrality. Tra i “followers” dell’Alleanza ci sono ad oggi la Provincia di Parma, la Provincia di Mantova e la Provincia di Belluno. 

Per concludere Bastianoni ha sottolineato che per orientare le azioni verso la transizione ecologica abbiamo a disposizione conoscenza per fare analisi, dati, capacità tecnologiche, capacità di pianificare ma ancora manca una conoscenza diffusa fuori dalle fake news, la consapevolezza che è per il nostro bene, l’ingaggio del sistema produttivo e l’azione politica.


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