Il quadro triennale delle acque sotterranee in Toscana
Pubblicato il report sulle acque sotterranee che fotografa la situazione del monitoraggio effettuato nel triennio 2022-2024. 40 corpi idrici su 61 sono classificati in una delle categorie “Buono” mentre circa un terzo dei corpi idrici presenta invece uno stato chimico “Scarso”
Pubblicato il report che riporta i dati ambientali del monitoraggio triennale, 2022-2024, sullo stato delle acque sotterranee. I comparti che maggiormente sfruttano queste risorse sono l’agricoltura e l’industria ma non mancano usi come quello idropotabile.
Lo studio dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei significativi della Toscana, riferita al triennio 2022-2024 del piano di monitoraggio sessennale 2022-2027 in attuazione delle disposizioni regionali, nazionali e comunitarie, ha previsto lo svolgimento del programma di monitoraggio riportato di seguito.
| classificazione | monitoraggio | corpi idrici | stazioni | campioni | analisi |
| non a rischio | sola sorveglianza | 17 | 71 | 142 | 25.666 |
| operativo | 19 | 120 | 9.002 | ||
| a rischio | operativo | 44 | 313 | 754 | 74.764 |
| 61 | 403 | 1.016 | 109.432 |
Si distinguono:
- corpi idrici a rischio per i quali, sulla base dell’analisi delle pressioni antropiche e dei dati disponibili, esiste il rischio di non raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale previsti dalla normativa entro i termini stabiliti;
- corpi idrici non a rischio per i quali non emergono elementi tali da far prevedere il mancato raggiungimento degli obiettivi ambientali.
Il monitoraggio di sorveglianza, invece, è volto a fornire una valutazione complessiva dello stato dei corpi idrici e delle sue variazioni nel tempo, costituendo la base conoscitiva per la pianificazione e la classificazione, prevedendo campionamenti una sola volta nel triennio e l’analisi di tutti i parametri di tab 1A e tab 1B del D.lgs 152/06 allegato 1 parte III e di tabella 1 e 3 del D.lgs 30/2009 e s.m.i., ad eccezione di quei parametri che nei precedenti monitoraggi sono risultati sempre assenti o comunque inferiori al limite di quantificazione richiesto e per i quali è ritenuta sufficiente un’unica verifica sessennale. Il monitoraggio operativo ha cadenza annuale e prevede l’analisi dei soli parametri critici notati nel precedente monitoraggio.
Il D.lgs. 30/2009 e il D.M. 06/07/2016 prevedono di elaborare le medie dei parametri raccolti nel periodo di riferimento e distinguere gli stati in: scarso, buono scarso localmente, buono con fondo naturale e buono.
Il confronto tra i dati del triennio 2022-2024 e quelli del precedente triennio 2019-2021 mostra una situazione di sostanziale stabilità con alcune oscillazioni percentuali:
- i corpi idrici in stato Scarso sono leggermente diminuiti, passando dal 35% al 33%.
i corpi idrici in stato Buono (assoluto) sono passati dal 14% al 12%.
I corpi idrici in stato “Buono scarso localmente” è rimasta stabile al 45%.
I corpi idrici classificati come Buono con fondo naturale sono aumentati sensibilmente dal 6% al 10%. Le sostanze naturali ampiamente presenti nella geologia locale che determinano il superamento dei limiti standard sono ferro, manganese, cloruro, solfato e alometani.
Dal report 2022-2024 emerge che i principali parametri inquinanti che determinano criticità nelle acque sotterranee della Toscana sono riconducili a:
1. Contaminanti organici e organoalogenati (origine industriale e urbana)
Tetracloroetilene e Tricloroetilene sono solventi clorurati industriali storicamente critici. Un caso emblematico è il corpo idrico della Piana di Prato, classificato in stato scarso e riconosciuta come area interessata da inquinamento diffuso per organoalogenati. Triclorometano (cloroformio) è stato rilevato nei corpi idrici di Pisa e della Valtiberina dove determina localmente uno stato chimico scarso ma che tuttavia risultano non a rischio.
Per quanto riguarda i pesticidi e diserbanti, oltre ai pesticidi totali, si evidenzia la presenza di sostanze specifiche come l’imidacloprid e l’AMPA (acido aminometilfosfonico), il principale metabolita del diserbante glifosate, in singole aree localizzate (corpo idrico Carbonatico della Calvana che comunque risulta non a rischio e Zona Val di Nievole-Fucecchio con il corpo idrico che rimane buono ma scarso localmente). Con riferimento invece a Idrocarburi e IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), spiccano il benzo[a]pirene e altre sostanze affini come il benzo[b]fluorantene.
Nella famiglia PFAS, particolare attenzione è rivolta al PFOS (acido perfluorottansolfonico e suoi derivati), rilevato peraltro nel solo corpo idrico Carbonatico Metamorfico delle Alpi Apuane comunque classificato come buono ma scarso localmente e non a rischio. Sono in corso attività di approfondimento conoscitivo sui PFAS su tutta la regione.
2. Contaminanti di origine agricola
Nitrati. Sono tra gli inquinanti più diffusi e provengono principalmente dalle attività agricole e costituiscono una causa frequente di superamento dei limiti previsti dalla normativa. I dati raccolti nel triennio evidenziano una positiva e diffusa inversione di tendenza (cioè un trend statisticamente in diminuzione) in circa i due terzi dei corpi idrici monitorati.
3. Metalli (legati sia ad apporti antropici che a fondi naturali)
L’Arsenico è responsabile dello stato scarso in aree come il Carbonatico di Gavorrano e le Colline Metallifere e mostra un trend in incremento ambientalmente significativo nel 13% dei corpi idrici valutati. Il Mercurio viene rilevato in particolare nel Terrazzo di San Vincenzo. Ferro e manganese sono elementi ampiamente presenti in Toscana come fondo naturale, le cui concentrazioni possono tuttavia subire incrementi dovuti ad alterazioni antropiche. Nichel, Piombo e Cromo (sia Cromo VI che Cromo totale) sono presenti localmente in diverse stazioni di monitoraggio. Per il Cromo VI, in particolare, viene segnalata anche un’origine naturale legata alla geologia di specifiche aree costiere (es. zona di Cecina).
4. Ioni inorganici e parametri chimico-fisici (salinizzazione e stress della risorsa)
Sodio, cloruro e conduttività risultano indicatori critici soprattutto nelle aree costiere e di pianura (es. Pianura del Cornia, Terrazzo di San Vincenzo, Pianure Elbane). Alti livelli di questi parametri indicano spesso fenomeni di salinizzazione ed alterazioni dovute a stress quantitativi della risorsa idrica. Solfato determina lo stato scarso nell’acquifero denominato Carbonatico dell’Argentario e Orbetello. Ione ammonio è invece spesso legato alla degradazione di materiali organici fossili nel sottosuolo (es. torba), ma anche a potenziali input da attività agricole, industriali o reflui civili
Di seguito presentiamo una panoramica che evidenzia gli aspetti di attenzione che interessano i diversi territori regionali. Vediamo nel dettaglio.
La Piana di Firenze-Prato-Pistoia è caratterizzata da una contaminazione industriale e urbana). In particolare, Prato risulta tra le aree con maggiore criticità a causa del superamento dei limiti per nitrati e per la somma di tetracloroetilene-tricloroetilene. Il report la segnala formalmente come un’area interessata da un inquinamento diffuso accertato per composti organoalogenati, attualmente sottoposta ad approfondimenti nell’ambito di un Tavolo Tecnico regionale.
La Costa Livornese, Grossetana e l’Isola d’Elba sono interessate da fenomeni di salinizzazione e intrusione marina. In particolare, il corpo idrico Terrazzo di San Vincenzo è caratterizzato dalla presenza di sodio, cloruro, nitrati e mercurio.
La Pianura del Cornia subisce alterazioni a causa delle alte concentrazioni di sodio e conduttività.
Nel Carbonatico dell’Argentario e Orbetello si osserva un peggioramento significativo, passando dallo stato buono del triennio precedente allo stato scarso a causa della presenza di solfato; tuttavia, il precedente stato buono era basato su analisi effettuate nel solo anno 2020.
La Pianura dell’Albegna è connotata dalla presenza di boro, cloruro e conduttività.
Spostandosi verso la Val di Chiana (Falda Profonda) si registra uno stato scarso a causa di parametri quali ferro, manganese e sodio.
Analizzando la situazione delle Colline Metallifere e l’Area di Gavorrano vediamo che il Carbonatico di Gavorrano ha uno stato scarso a causa dell’arsenico mentre risulta rientrato nei limiti normativi il parametro conduttività rispetto al triennio precedente. Il corpo idrico denominato Carbonatico delle Colline metallifere – Zona Le Cornate, Boccheggiano, Montemurlo ha una classificazione in stato scarso per la presenza di arsenico e benzo[a]pirene pur non rientrando tra i corpi idrici a rischio.
Il Valdarno Inferiore e la Piana Lucchese si contraddistinguono per la presenza di manganese, ammonio e solventi.
Il corpo idrico denominato Cerbaie e Falda Profonda del Bientina registra uno stato scarso dovuto alla presenza di manganese.
La Piana Costiera Pisana – Zona S. Croce risulta in stato scarso a causa del manganese.
Il corpo idrico sotterraneo Zona Lavaiano – Mortaiolo – Falda Profonda è in stato scarso per la presenza dello ione ammonio (spesso legato alla degradazione di materiali organici fossili come la torba, o a contaminazioni antropiche) come la Zona di Empoli.
Il corpo idrico sotterraneo Zona Pisa – Falda Profonda e quello della Valtiberina toscana registrano uno stato scarso a causa del triclorometano pur risultano non a rischio.
Altre aree con presenza di inquinanti specifici, come IPA e pesticidi, risultano essere:
- il Carbonatico della Calvana, che è classificato in stato scarso, pur non a rischio, per la presenza di imidacloprid (un insetticida), pesticidi totali e benzo[a]pirene.
- il Carbonatico della Val di Lima e Sinistra Serchio risulta in stato scarso, anche se non a rischio, per la rilevazione di benzo[a]pirene.
Infine, la Valtiberina toscana mostra uno stato scarso per la presenza locale di triclorometano.
Si segnala che nel triennio di monitoraggio 2022-2024, la maggior parte dei corpi idrici sotterranei della Toscana (40 su 61 monitorati) si trova in uno stato di qualità favorevole, riconducibile a tre diverse categorie di classificazione “Buono”:
1. Stato chimico BUONO (assoluto)
Questa categoria comprende 7 corpi idrici (di cui 1 classificato a rischio e 6 non a rischio) che soddisfano pienamente gli standard di qualità in tutte le stazioni di campionamento:
· Sieve (unico corpo idrico a rischio in questa categoria)
· Carbonatico di Monte Morello
· Carbonatico del Cetona
· Carbonatico dei Monti di Campiglia
· Carbonatico del calcare di Rosignano
· Arenarie di Avanfossa della Toscana Nord Orientale – Zona Monti d’Oltre Serchio
· Gottero
2. Stato chimico BUONO con fondo naturale
Questa classificazione viene attribuita a 6 corpi idrici (2 a rischio e 4 non a rischio) in cui l’eventuale superamento dei limiti di legge è dovuto esclusivamente a sostanze presenti naturalmente nella geologia locale (come ferro, manganese, solfati o cloruri) e non a inquinamento antropico:
· Era (a rischio; parametri di fondo: ferro, manganese)
· Carbonatico area di Capalbio (a rischio; parametro di fondo: cloruro)
· Carbonatico di Poggio Comune (non a rischio; parametri di fondo: solfato, triclorometano)
· Pianura di Lucca Zona freatica e del Serchio (non a rischio; parametri di fondo: manganese, dibromoclorometano)
· Carbonatico di Santa Maria del Giudice e dei Monti Pisani(non a rischio; parametro di fondo: solfato)
· Carbonatico delle Colline metallifere – zona Valpiana, Poggio Rocchino (non a rischio; parametro di fondo: triclorometano)
3. Stato chimico BUONO scarso localmente
Rappresenta la percentuale più ampia dei corpi idrici regionali (27 corpi idrici, pari al 45% del totale, di cui 18 non a rischio). In questi casi, lo stato chimico complessivo del corpo idrico rimane “Buono” perché le stazioni di campionamento che registrano criticità locali (“stato scarso”) non superano la soglia del 20% del corpo idrico complessivo.
I parametri indicati tra parentesi rappresentano i contaminanti responsabili delle singole anomalie locali riscontrate nel triennio.
Per approfondimenti, è possibile leggere il rapporto sulle acque sotterranee 2022-2024 e consultare i dati e mappe disponibili.
L’immagine di copertina è stata creata con l’ausilio dell’AI
