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Missione RAEE, Zero scuse di Legambiente. L’intervista a Fausto Ferruzza

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La ricerca “Missione RAEE: Zero scuse” di Legambiente, in collaborazione con ERION WEEE, ha evidenziato che in Toscana il ritiro “1 contro 0” dei RAEE, piccoli rifiuti elettrici ed elettronici, nei punti vendita di grandi dimensione funziona

La ricerca “Missione RAEE: Zero scuse” di Legambiente, in collaborazione con ERION WEEE, mostra che in Italia è abbastanza facile smaltire gratuitamente i piccoli RAEE (rifiuti elettronici sotto i 25 cm) nei negozi di elettronica: nell’86% dei 141 punti vendita visitati il conferimento è avvenuto senza problemi.

L’indagine, svolta in 8 regioni italiane con la tecnica del “cliente misterioso”, conferma quindi una buona applicazione della normativa “1 contro 0”, che obbliga i negozi sopra i 400 mq a ritirare questi rifiuti senza obbligo di acquisto. Tuttavia, restano criticità: nel 14% dei negozi il servizio non è stato offerto, spesso perché applicavano solo il ritiro “1 contro 1” (con acquisto), accettavano solo alcune tipologie (come le lampadine) o dichiaravano di non essere abilitati. Inoltre, in circa il 16% dei casi il personale non conosceva il servizio.

In Toscana, i risultati sono stati molto buoni, per approfondire abbiamo rivolto alcune domande a Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana.

Dai dati che emergono da Missione RAEE Zero scuse, realizzata in collaborazione con ERION WEEE, in Toscana, i cittadini sono sensibili al riciclo dei “piccoli” rifiuti elettrici e elettronici “RAEE” (smartphone, asciugacapelli, rasoi elettrici e simili) e il sistema di raccolta di questi piccoli elettrodomestici non più funzionanti è nel complesso ben organizzato. Esistono delle differenze nell’ambito territoriale toscano?

Questa campagna ci è servita a monitorare quanti esercenti e cittadini conoscano effettivamente la norma, vigente ormai da 10 anni. A livello nazionale, la conoscenza del servizio di ritiro“1 contro 0” (senza quindi acquisto di un nuovo prodotto elettrico o elettronico ndr) tra gli addetti dei punti vendita è più diffusa in Lombardia (93,3% di risposte positive), Toscana (90,9%), Piemonte (89,7%) e Lazio (87,1%). Al contrario, in Sardegna (33,3%) e Campania (31,6%) si registra una quota più elevata di esercizi che ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’obbligo normativo. Così, in perfetta omologia, il dato regionale è più limpido a Firenze e nei grandi centri urbani e meno marcato nelle aree interne. Quindi, dobbiamo lavorare alacremente affinché quel 9,1% che ancora “non sa”, si annulli.

Cosa potrebbe essere ancora fatto per migliorare il sistema di raccolta RAEE nella nostra regione, già virtuosa?

Occorre divulgare con ancora più chiarezza le specifiche di legge e la ratio della norma, che evita la dispersione di rifiuti potenzialmente pericolosi in ambiente aperto. Dobbiamo, poi, moltiplicare la cartellonistica informativa, in ogni punto vendita autorizzato. Permettendo a esercenti e addetti alla vendita di avere punti di raccolta dedicati nei propri banconi di lavoro. Quindi, da ultimo, attraverso le associazioni di categoria, bisogna “in-formare” e “formare” a queste nuove sensibilità i responsabili alla vendita in ogni negozio, perché il fatto culturale precede sempre il fatto normativo e guai se non fosse così».

Cosa fa Legambiente, in Toscana e a livello nazionale, per implementare la cultura dell’economia circolare e il superamento di alcuni modelli di consumo che pesano in modo eccessivo sull’ambiente?
Ci occupiamo di prevenzione rifiuti sin dalla nostra nascita (1980). Il principio delle 3R è sempre valido (riduzione, riuso, riciclo), occorre però spingere di più sul versante macro/imprenditoriale, perché l’economia circolare non è solo una necessità ecologica, ma anche una straordinaria occasione di ricerca e innovazione per le nostre attività produttive. L’Italia è un Paese povero di materie prime e solo con una stringente, tenace, acuta azione di riciclo e recupero degli scarti industriali può reggere l’urto di una competizione internazionale sempre più sleale e aggressiva. L’economia circolare è una cornice fondamentale per l’economia toscana tutta. Vale per il distretto cartario, per quello conciario, per il tessile e, per certi versi, ancor di più per quello orafo.

Missione RAEE Zero scuse

Foto di Bruno da Pixabay