Annuario dati ambientali 2026: anticipazione dati geotermia in Toscana
Anticipazione delle informazioni contenute nell’Annuario dei dati ambientali della Toscana 2026: nei 15 controlli effettuati su 13 stabilimenti geotermici non si sono riscontrati superamenti nei valori limite di emissione per mercurio, acido solfidrico e biossido di zolfo
Sul territorio regionale sono attive 33 centrali geotermiche gestite da Enel Green Power (EGPI), dotate complessivamente di 36 gruppi produttivi; la geotermia rappresenta un cardine fondamentale per la transizione energetica ed una risorsa strategica per la Toscana, coprendo in media il 35% del fabbisogno elettrico regionale.
In questa notizia riassumiamo quanto emerso dall’ attività di controllo alle emissioni effettuata da ARPAT nel 2025 in 13 stabilimenti geotermoelettrici su un totale di 36 gruppi produttivi dislocati nelle quattro Aree Geotermiche di Larderello, Radicondoli, Lago e Piancastagnaio, distribuite tra le province di Pisa, Siena e Grosseto.
L’attività di controllo realizzata nel 2025 ha evidenziato il rispetto del valore limite autorizzato, non riscontrando, quindi, alcuna irregolarità.
La frequenza delle ispezioni di controllo è poco più che biennale, con circa 13-15 centrali controllate all’anno. Le centrali vengono scelte in funzione dell’ultimo sopralluogo effettuato o in base a interventi da parte di EGPI che giustifichino la necessità di un controllo.
In particolare, lo scorso anno, su 36 gruppi produttivi complessivi, ARPAT ha effettuato 15 controlli alle emissioni su 13 centrali diverse. Di questi, 4 controlli hanno interessato solo l’impianto di abbattimento AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato) che è presente in ognuno dei gruppi produttivi mentre gli altri controlli hanno riguardato l’emissione complessiva dalle torri di raffreddamento dell’impianto geotermico.
I controlli sono finalizzati al monitoraggio delle emissioni in atmosfera e alla verifica dell’efficienza dell’impianto AMIS nell’abbattimento di mercurio e acido solfidrico che garantisce un’efficienza di abbattimento molto alta (circa del 97-99% per acido solfidrico e il 90-96% per mercurio) e rende minimo l’impatto ambientale delle centrali geotermiche sull’aria.
Negli impianti di Bagnore, a Santa Fiora (GR), viene inoltre valutata l’efficienza dei sistemi di abbattimento di ammoniaca e acido solfidrico mediante campionamenti effettuati sul vapore in ingresso alla turbina e in uscita dalla torre di raffreddamento.
Non si evidenziano superamenti dei limiti emissivi per tutti i seguenti parametri controllati: acido solfidrico, mercurio e biossido di zolfo.
Per l’acido solfidrico (H2S), la sostanza responsabile del tipico odore di “uova marce”, non si registrano anomalie grazie al buon funzionamento dei sistemi di abbattimento (reattori di ossidazione catalitica parte integrante degli impianti AMIS), in grado di abbattere fino al 99% di questo acido contenuto nel gas in uscita dal condensatore. Solo una piccola quota di acido solfidrico viene emessa allo stato aeriforme dalle torri refrigeranti causando, talvolta, il superamento della soglia di percezione olfattiva per concentrazioni in aria superiori ai 7 μg/m3, non correlabile però ad un rischio sanitario, come stabilito dalla Linea Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (limite di attenzione sanitaria pari a 150 μg/m3 come media nelle 24 ore).
Anche per quanto riguarda il mercurio, nei 13 impianti controllati nel 2025, non si sono registrate anomalie rispetto ai valori limite autorizzati per questo parametro, contenuti nella Tab. 4.1 Delibera Regione Toscana 344/2010. Il mercurio viene abbattuto negli impianti AMIS per assorbimento su letti filtranti. Nell’area del Monte Amiata è presente una significativa anomalia geochimica per la presenza di mercurio, a seguito dell’attività mineraria (estrazione del cinabro), pertanto la popolazione risulta esposta sia per la componente naturale, oltre che di risulta delle pregresse attività minerarie. L’apporto della componente emissiva delle centrali, per l’impatto sulla salute umana, è da ritenersi trascurabile. Le determinazioni della qualità dell’aria per i livelli di esposizione della popolazione a questa sostanza risultano comunque molto al di sotto del valore limite di cautela sanitaria, stabilito dalle Linee guida internazionali (OMS, ATSDR, EPA) pari a 200 ng/m3 mediato su base annua.
Infine, per il biossido di zolfo (SO₂), anch’esso previsto tra i parametri disciplinati dalle autorizzazioni emissive delle centrali geotermoelettriche, i controlli eseguiti nel 2025 hanno confermato il rispetto del valore limite di 200 g/h in uscita dall’impianto AMIS. Il biossido di zolfo si forma come prodotto intermedio durante il processo di abbattimento dell’acido solfidrico all’interno dell’AMIS; per evitarne l’emissione in atmosfera, prima di uscire dall’impianto di abbattimento viene sottoposto a un processo di lavaggio che utilizza le condense di impianto, sfruttando l’affinità di questo gas per l’acqua.
Il Settore Geotermia, oltre alle attività di controllo delle emissioni delle centrali geotermoelettriche, valuta anche gli effetti di questa attività sul territorio circostante attraverso il monitoraggio degli impatti ambientali associati a questa fonte energetica.
In particolare, svolge attività di monitoraggio della qualità dell’aria nelle tre aree geotermiche, mediante strumenti che misurano le concentrazioni di idrogeno solforato e mercurio e validando i dati acquisiti in continuo da EGPI attraverso 18 centraline distribuite sul territorio.
Inoltre, monitora la qualità delle acque superficiali e sotterranee nella zona geotermica del Monte Amiata, verificando anche i dati del monitoraggio svolto annualmente da EGPI.
L’analisi complessiva dei dati ambientali raccolti nel 2025 non ha messo in evidenza criticità, come documentato nei tre report elaborati dal Settore Geotermia.
Per ulteriori approfondimenti:
- scheda informativa “Gli impianti geotermici”
- video “Geotermia: un’economia circolare possibile”
