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ARPAT all’evento su Geotermia toscana: tradizione, innovazione e comunità locali

Temi ambientali: Geotermia
Tag: Geotermia
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ARPAT ha partecipato all’evento promosso dalla Casa del Made in Italy di Firenze in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze su Geotermia toscana: tradizione, innovazione e comunità locali

Si è tenuto mercoledì 13 maggio, l’evento Geotermia toscana: tradizione, innovazione e comunità locali promosso dalla Casa del Made in Italy di Firenze in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze nell’ambito di un programma diffuso di eventi organizzati su tutto il territorio nazionale per creare un confronto tra istituzioni, enti di ricerca, università, imprese, associazioni di categoria e comunità locali, per analizzare le prospettive di sviluppo della geotermia nella transizione energetica, nella promozione delle comunità energetiche e nella crescita economica dei territori.

La giornata si è articolata in panel tematici e nell’ambito del Panel 1 dedicato a Governance e tutela del territorio – Garantire sostenibilità, trasparenza e consenso sociale nella gestione della risorsa, è intervenuta per ARPAT, Francesca Andreis, Responsabile del Settore Geotermia, che ha illustrato le attività dell’Agenzia.

In Toscana oggi sono attive 33 centrali geotermoelettriche (corrispondenti a 36 gruppi produttivi) suddivise in 4 aree geotermiche: Larderello – Lago – Radicondoli – Piancastagnaio, e l’energia prodotta attraverso la coltivazione dei fluidi geotermici, copre circa il 35% del fabbisogno totale regionale.

Nel corso dell’intervento, è stato illustrato l’impegno dell’Agenzia per il monitoraggio degli impatti ambientali derivanti dallo sfruttamento delle risorse geotermiche ed in particolare il controllo delle emissioni delle centrali geotermoelettriche, il monitoraggio della qualità dell’aria del territorio geotermico toscano e delle acque superficiali e sotterranee nell’area del Monte Amiata.

Per quanto riguarda l’attività di controllo alle emissioni nel 2025 sono stati effettuati 15 controlli su 13 gruppi produttivi; per tutti gli impianti controllati non sono stati registrati superamenti dei valori limite alle emissioni.

Oltre al controllo delle emissioni in atmosfera delle centrali geotermiche il Settore Geotermia è impegnato nel monitoraggio della qualità dell’aria, attraverso una stazione di rilevamento fissa e due mezzi mobili, in grado di rilevare in continuo le concentrazioni in aria di idrogeno solforato (con il caratteristico odore di uova marce) e mercurio ed effettua la validazione dei dati del monitoraggio effettuato da ENEL GPI per l’idrogeno solforato con 18 stazioni fisse in tutte le aree geotermiche.

Dal 2025 ARPAT ha inoltre avviato un’attività di supporto tecnico scientifico per l’attuazione, in collaborazione con l’Università di Siena, di un monitoraggio della qualità dell’aria, mediante lo studio del fenomeno di bioaccumulo sui licheni, di elementi chimici di interesse ecotossicologico associati ai fluidi geotermici quali arsenico, boro, mercurio e zolfo. I risultati saranno disponibili alla fine del 2026.

Un’altra attività di monitoraggio ambientale ricordata è quella relativa al monitoraggio della risorsa idrica, ossia delle acque superficiali e sotterranee nell’area geotermica del Monte Amiata verificando anche in questo caso i dati del monitoraggio chimico-fisico svolto annualmente da ENEL GPI.

È stato inoltre ricordato che il funzionamento delle centrali prevede la reiniezione nel serbatoio geotermico delle condense in esubero tramite specifici pozzi reiniettivi. La reiniezione è una pratica importante per contrastare il fenomeno dell’impoverimento dei bacini geotermici e ARPAT in tale ambito verifica, anche attraverso propri campionamenti, le attività di monitoraggio svolte da ENEL GPI sulla qualità di tali condense.

Il Settore è anche impegnato nell’attività di supporto tecnico con l’emissione di pareri tecnici nell’ambito di procedimenti amministrativi avviati dalla Regione Toscana in tale ambito.

L’ing. Andreis ha infine ricordato che i risultati di queste attività vengono elaborati ogni anno per valutare eventuali tendenze e pubblicati sul sito dell’Agenzia in specifici report ambientali.