Qualità dell’aria in Toscana nel 2025: migliorano i principali indicatori, resta critica la situazione dell’ozono
Pubblicato il Rapporto sulla qualità dell’aria in Toscana nel 2025
Tutte le stazioni regionali rispettano i limiti per PM10 e biossido di azoto. Bene anche il PM2,5, mentre l’ozono continua a rappresentare una criticità diffusa sul territorio.
Nel 2025 la qualità dell’aria in Toscana ha confermato il trend complessivamente positivo degli ultimi anni. È quanto emerge dal rapporto sulla qualità dell’aria pubblicato da ARPAT, che evidenzia risultati favorevoli per alcuni dei principali inquinanti atmosferici, ma anche criticità ancora persistenti, soprattutto per quanto riguarda l’ozono.
Nel 2025, per la prima volta, tutte le stazioni della Rete regionale di monitoraggio hanno rispettato i valori limite per il PM10 e il biossido di azoto (NO₂).
Per il PM10 è stato rispettato in tutte le stazioni sia il limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo (µg/m³), sia quello giornaliero di 50 µg/m³, che non deve essere superato per più di 35 giorni nell’arco dell’anno. Anche per il PM2,5 tutte le stazioni hanno confermato concentrazioni medie annuali inferiori al limite normativo vigente di 25 µg/m³.
Per il biossido di azoto (NO₂), inquinante associato soprattutto al traffico stradale e ad altri processi di combustione, il risultato positivo si conferma per il secondo anno consecutivo. Tutte le stazioni regionali hanno infatti rispettato sia il limite annuale di 40 µg/m³, sia quello orario di 200 µg/m³, che non deve essere superato per più di 18 ore nell’anno.
Questi risultati confermano i progressi compiuti nel contenimento di alcuni tra i principali inquinanti atmosferici, pur evidenziando la necessità di proseguire nelle azioni di riduzione dell’inquinamento, in particolare per il particolato più fine.
Diversa è la situazione dell’ozono (O₃), che continua a rappresentare una delle principali criticità per la qualità dell’aria in Toscana.
Nel 2025 il valore obiettivo per la protezione della salute umana non è stato rispettato in tre stazioni appartenenti all’Agglomerato fiorentino, alla Zona delle Pianure interne e alla Zona delle Pianure costiere. Il valore obiettivo è definito sulla base della media massima giornaliera su otto ore, che non deve superare 120 µg/m³ per più di 25 giorni all’anno, calcolati come media su tre anni. Il dato conferma la diffusione della criticità in diverse aree del territorio regionale e la difficoltà di contenere gli episodi caratterizzati da elevate concentrazioni di questo inquinante.
Nel corso dell’anno si sono inoltre verificati cinque episodi di superamento della soglia di informazione, fissata a 180 µg/m³, in due stazioni appartenenti all’Agglomerato fiorentino e alla Zona delle Pianure interne.
L’ozono è un inquinante secondario che si forma nell’atmosfera attraverso reazioni chimiche favorite dalla radiazione solare e dalle temperature elevate. Il suo contenimento richiede quindi interventi sui precursori dell’ozono, le sostanze che ne favoriscono la formazione, per ridurne le concentrazioni e limitare gli episodi di inquinamento.
Per monossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO₂) e benzene, il monitoraggio ha confermato il rispetto dei limiti normativi in tutte le stazioni interessate, senza evidenziare criticità significative.
Anche per il benzo(a)pirene, il cui valore obiettivo è previsto dalla normativa vigente, la situazione risulta complessivamente favorevole. Le concentrazioni mostrano tuttavia differenze territoriali, con valori più elevati nella Piana Lucchese. Nel sito nazionale di Firenze Bassi, dove vengono monitorati sette congeneri di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), si conferma una sostanziale stabilità negli anni sia delle concentrazioni complessive, sia della distribuzione dei singoli composti.
Per i metalli pesanti presenti nel particolato PM10, tra cui piombo, arsenico, nichel e cadmio, le concentrazioni rilevate sono risultate ampiamente inferiori ai rispettivi limiti o valori obiettivo previsti dalla normativa.
Per l’idrogeno solforato (H₂S), le concentrazioni registrate sono risultate inferiori ai riferimenti indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Nel sito di Montecerboli, nel territorio di Pomarance, si sono tuttavia registrate condizioni potenzialmente associate a disagio olfattivo per circa il 25% del tempo monitorato. Il dato evidenzia come il rispetto dei riferimenti sanitari non escluda la possibilità di molestie olfattive per la popolazione residente nelle aree interessate.
Nel complesso, i dati del 2025 confermano i progressi compiuti nella riduzione dell’inquinamento atmosferico in Toscana, con il rispetto dei limiti per PM10 e NO₂ in tutte le stazioni regionali e risultati favorevoli anche per il PM2,5. Il mancato rispetto dei valori obiettivo per l’ozono richiede attenzione.
Il rapporto esamina anche la qualità dell’aria alla luce della nuova Direttiva europea (UE) 2024/2881, che introduce valori limite più stringenti per diversi inquinanti atmosferici, da rispettare entro il 2030. Il confronto con i nuovi standard evidenzia un quadro più articolato rispetto a quello delineato dai limiti attualmente in vigore.
In particolare, le maggiori criticità riguardano il particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) e il biossido di azoto (NO₂), per i quali in diverse stazioni i livelli registrati nel 2025 risultano superiori ai nuovi valori limite previsti per il 2030, oltre che l’Ozono per i quali i limiti saranno ancora più restrittivi degli attuali. Per il PM10 e il PM2,5, le difficoltà riguardano sia la media annuale sia il numero di superamenti giornalieri consentiti, mentre per NO2 riguardano principalmente la media annuale.
Il rispetto dei limiti attuali rappresenta quindi un risultato importante, ma non esaurisce gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria. Il raggiungimento dei nuovi obiettivi europei potrebbe rappresentare una sfida significativa per la Toscana. Nei prossimi anni sarà necessario consolidare i progressi raggiunti, ridurre ulteriormente le emissioni e adottare misure mirate nelle aree maggiormente esposte, per favorire il raggiungimento dei nuovi standard europei e garantire una maggiore tutela della salute della popolazione.
Per approfondimenti, è possibile consultare il Rapporto sulla qualità dell’aria in Toscana – anno 2025
I dati del monitoraggio e gli indicatori dell’anno in corso sono disponibili, per alcuni inquinanti anche in tempo reale, nella sezione dedicata alla qualità dell’aria
L’immagine di copertina è di Albrecht Fietz from Pixabay
