Incendio Delca Energy: primi esiti analitici dei filtri delle centraline qualità aria di Pisa – aggiornamento 18.06.26
Confermata assenza di contaminazioni sui campioni vegetali finora analizzati entro l’area individuata come soggetta a potenziale ricaduta. Tracce di diossina nei filtri PM10 di una delle stazioni di monitoraggio di Pisa
I risultati analitici osservati analizzando i primi sette campioni di vegetali a foglia larga, degli otto prelevati all’interno dell’area individuata come di massima ricaduta delle polveri prodotte durante le prime ore dell’incendio, sono riassunti nella tabella.
In sostanza sono stati aggiunti i risultati di altri due punti di campionamento (il n.5 e n.7) di vegetali a foglia larga prelevati all’interno dell’area individuata. Anche per questi due punti aggiunti, non si rilevano contaminazioni significative da Diossine e Furani, PCB e IPA (vedi Rapporti di prova).
Gli esiti analitici sui filtri del PM10 di una delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria di Pisa, in particolare Borghetto rilevano, invece, concentrazioni basse di diossina. I risultati analitici dei filtri osservati riguardano le giornate dell’8, 9 e 10 giugno giornata in cui presumibilmente la ricaduta ha raggiunto il punto di maggiore intensità.
Sono in analisi anche i filtri derivanti dalle stazioni di monitoraggio per la qualità dell’aria per il parametro PM10 (e PM2,5) di Pisa Borghetto, Pisa Passi e Santa Croce Coop dei giorni successivi al giorno 08/06/2026 e di questi, come è possibile osservare dalla tabella sono state per ora ultimate le analisi sui filtri PM10 di Borghetto e Passi dei giorni 08/06/2026, 09/06/2026 e 10/06/2026.
Dai valori di concentrazione ottenuti si può concludere che a seguito dell’incendio si sono formate Diossine e Furani e IPA, considerando che questi superano i valori di fondo sia di aree rurali che di aree urbane. Infatti, i valori di concentrazione considerati come fondo “normale” per Diossine e Furani sono compresi tra 4 e 20 fg/m3 I-TEQ (corrispondenti a 0,000004 e 0,000020 ng/m3 I-TEQ) per le aree rurali e tra 30 e 200 fg/m3 I-TEQ (corrispondenti a 0,000030 e 0,000200 ng/m3 I-TEQ) per le aree urbane.
Per quanto riguarda il Benzo[a]Pirene e gli IPA in generale, questi inquinanti nel periodo estivo sono presenti in concentrazioni molto basse e vicine al limite di quantificazione analitico (LOQ); la loro presenza in concentrazioni ben rilevabili, consentono di ipotizzare che si siano formati anch’essi a seguito dell’incendio. In questo caso, tuttavia, le concentrazioni sono più basse dei loro limiti di legge previsti (1 ng/m3 per il Benzo[a]Pirene). I PCB risultano significativamente inferiori alle concentrazioni ritenute sia come fondo rurale e che urbano e quindi, verosimilmente non si sono formati a seguito dell’incendio.
In sintesi, al momento dei primi controlli analitici, è ragionevole dedurre che in conseguenza dell’incendio si siano formate Diossine e Furani e IPA, ma che questi inquinanti, nel ricadere a terra, è probabile si siano dispersi in maniera significativa per azione degli agenti atmosferici. L’entità di questa dispersione sarà oggetto di approfondimento attraverso le analisi in corso sui campioni prelevati nei giorni successivi a quelli qui rappresentati per i campioni di verdura a foglia larga (vedi mappa). Sarà cura dell’Agenzia rendere disponibili i risultati appena disponibili come finora assicurato.
Occorre, inoltre fare alcune precisazioni in merito ai filtri delle centraline. I filtri sono ottenuti attraverso la filtrazione dell’aria attraverso pompe aspiranti capaci di filtrare 38,3 litri al minuto, circa 2,3 metri cubi l’ora, 55 metri cubi al giorno. La quantità di aria respirata dall’essere umano muta notevolmente in funzione delle attività svolte (da riposo ad intensa attività fisica). A titolo di esempio, un adulto a riposo respira circa 12.000 – 15.000 litri di aria al giorno (quindi 12 – 15 m3 al giorno). Questo volume può aumentare notevolmente (fino a superare i 30.000 litri) in base a diversi fattori, come l’attività fisica. Ciò significa che ovviamente le concentrazioni rilevate sovrastimano quanto respirato in prossimità della stazione nei giorni di misura.
I campioni che saranno analizzati nei prossimi giorni faranno luce su quanto si è depositato a terra nei giorni successivi a quelli esaminati (dall’11 giugno in poi), e ci potranno fornire informazioni sulla eventuale presenza di diossina e sulla sua quantità nei siti campionati. Appena i risultati inizieranno ad essere disponibili saranno resi immediatamente pubblicati sul sito Web di ARPAT.
Sono inoltre in corso le analisi dei campioni di foraggi e cereali prelevati nei giorni successivi all’incendio, i cui risultati quindi seguiranno nei prossimi giorni, al fine di mantenere informate le comunità interessate. Una volta conclusa la validazione dei dati, che richiede una tempistica incomprimibile, saranno immediatamente resi disponibili.
