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Economia circolare. L’intervista a David Barontini, assessore all’ambiente della Regione Toscana

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Economia circolare e rifiuti elettrici e elettronici al centro dell’intervista all’assessore dell’ambiente della Regione Toscana, David Barontini

Promuovere una gestione intelligente dei rifiuti, che privilegi il riuso, il riciclo e il reimpiego nei cicli produttivi, così da trasformare ciò che oggi consideriamo scarto in risorsa, è una priorità della Regione Toscana. Nell’intervista all’assessore all’ambiente David Barontini, prevenzione, recupero, riuso e riciclo sono le parole chiave per accrescere la consapevolezza delle imprese e dei cittadini sui temi dell’economia circolare.

In un’ottica di economia circolare, quali sono gli obiettivi e i progetti della Regione Toscana, in vista del 2030?

La Regione ha definito entro il 2030 vari obiettivi e progetti per la transizione verso un’economia sempre più circolare, contenuti nel Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati – Piano regionale dell’economia circolare (PREC), approvato a gennaio 2025. L’obiettivo è orientare cittadini, imprese e sistema produttivo verso i livelli più alti della gerarchia europea dei rifiuti, privilegiando prevenzione, riuso e riciclo, con la riduzione progressiva dello smaltimento. La strategia di medio-lungo periodo punta a ridurre in modo significativo il rifiuto non differenziabile e a rendere il ricorso alla discarica sempre più residuale, fino a configurarla come soluzione non strutturale, destinata solo agli scarti non recuperabili. Le linee del piano riguardano rifiuti urbani e speciali, con l’obiettivo di chiudere il ciclo regionale e ridurre il ricorso alla discarica, in coerenza con gli obiettivi comunitari su riciclo, riduzione degli sprechi alimentari e sostenibilità. Inoltre, vogliamo rafforzare l’intera filiera impiantistica e industriale del recupero di materia, così da minimizzare gli scarti finali e garantire un uso efficiente delle risorse. Inoltre, investiamo sul rafforzamento della governance e sulla responsabilità estesa del produttore, promuovendo sistemi sempre più efficaci nei settori chiave come imballaggi, tessile e RAEE, e incentivando modelli di eco-design che rendano i prodotti più riutilizzabili, riparabili e riciclabili. Un altro ambito strategico è l’evoluzione dei sistemi di raccolta: migliorare qualità ed efficienza della differenziata è fondamentale per aumentare il riciclo, ridurre gli scarti e introdurre strumenti avanzati come la tariffazione puntuale, con il coinvolgimento attivo dei cittadini. Tra le azioni già in corso rientra l’Obiettivo RSO2.6 del Programma FESR 2021–2027, con una dotazione di 50 milioni di euro per sostenere progetti su raccolta differenziata di qualità, aumento del riciclo e produzione di materie prime seconde. È in uscita la graduatoria del primo bando per le Autorità d’ambito e sarà presto pubblicato quello per gli operatori del settore. In questo quadro, valuteremo anche l’adeguamento degli strumenti di pianificazione, a partire dal PREC, per garantire piena coerenza con l’evoluzione della strategia e il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 e oltre.

Il Rapporto regionale del Centro di Coordinamento RAEE, per l’anno 2025 conferma la Toscana tra le regioni più virtuose, che ruolo può giocare la nostra Regione per trainare l’Italia al traguardo del tasso di raccolta Raee previsto pari almeno al 65%?

La Toscana continua ad avvicinarsi agli obiettivi europei, confermando un impegno efficace e diffuso su tutto il territorio nel riciclo delle materie e nella riduzione del ricorso alle risorse naturali e allo smaltimento dei rifiuti. I dati del Centro di coordinamento RAEE evidenziano risultati significativi: 31.995 tonnellate raccolte (+5,2% rispetto al 2024) e una raccolta pro capite pari a 8,79 kg/abitante, a fronte di una media nazionale di 6,22 kg/abitante. Nel 2025 consolidiamo il nostro ruolo nella gestione dei RAEE grazie a una strategia condivisa con le Autorità d’ambito, basata su incentivi economici, cofinanziamenti ai gestori e ai Comuni e sull’utilizzo delle risorse FESR 2021–2027 per potenziare i servizi di raccolta. Sono stati rafforzati i centri di raccolta e introdotte soluzioni innovative come contenitori stradali smart, ecofurgoni e centri mobili. Attualmente sono in tutto 20 gli impianti di trattamento RAEE già presenti in Toscana (17 operativi nella selezione dei materiali e nello smontaggio, due nel recupero dei metalli e uno nell’estrazione dei metalli preziosi) e un altro è attualmente in costruzione. Complessivamente inoltre sono ben 258 i punti pubblici di raccolta RAEE sparsi nel territorio toscano dove i cittadini possono conferire i propri elettrodomestici. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sull’importanza di una corretta gestione dei RAEE, massimizzando il recupero dei materiali di valore e garantendo al tempo stesso lo smaltimento in sicurezza delle componenti non recuperabili.

I RAEE se non correttamente conferiti, possono avere impatti ambientali pericolosi soprattutto per l’effetto delle sostanze nocive sull’ambiente e sulla salute. Quali le azioni per incentivare e coinvolgere la cittadinanza nella raccolta dei RAEE domestici?

È sempre più importante sensibilizzare i cittadini sul valore ambientale e strategico della raccolta e del riciclo dei RAEE, a partire da campagne informative sui sistemi di intercettazione “1 contro 1” (in cui distributori ritirano gratuitamente un apparecchio elettrico/elettronico usato a fronte dell’acquisto di uno nuovo equivalente) e “1 contro 0” (in cui i punti vendita di elettronica con superficie sopra ai 400 mq effettuano il ritiro gratuito dei piccoli RAEE senza obbligo di acquisto). Importante è anche il ruolo della distribuzione, che contribuisce attivamente alla realizzazione logistica dei sistemi di raccolta. La conoscenza dei cicli di vita dei prodotti e una corretta informazione sono essenziali per favorire comportamenti virtuosi e migliorare la qualità della raccolta differenziata. Particolare attenzione, nell’ambito del PREC è dedicata ai piccoli RAEE, con lo sviluppo di punti di raccolta di prossimità per dispositivi come smartphone, caricabatterie e piccoli elettrodomestici, spesso conferiti erroneamente nell’indifferenziato. Dal loro corretto recupero si ottengono metalli preziosi e materie prime critiche fondamentali per le filiere industriali e la transizione energetica e digitale.

Recuperare il litio (materia critica e strategica per la transizione ecologica) dalle salamoie geotermiche, è una possibilità su cui la Regione Toscana sta investigando nell’ambito di una strategia di economia circolare, a che punto siamo?

La Regione Toscana ha incaricato ARPAT di valutare l’estrazione di litio dalle acque di reiniezione delle centrali geotermiche. L’obiettivo è recuperare in modo sostenibile questa materia prima critica presente tra Toscana e Lazio. Concluso lo screening dei dati storici, ARPAT pianifica ora nuovi approfondimenti. Parallelamente è in fase di completamento l’analisi dell’efficacia e dell’impatto ambientale delle tecnologie estrattive esistenti. Nei prossimi mesi sarà quindi finalmente possibile valutare se la Toscana potrà diventare un polo strategico e sostenibile per questa materia prima critica, fondamentale per la transizione energetica.