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RAEE in Toscana, i dati del Centro di Coordinamento

Temi ambientali: Rifiuti
Tag: RAEE
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Nel 2025, in Toscana sono state raccolte 31.995 tonnellate di rifiuti elettrici e elettronici (RAEE) con una raccolta pro capite che sfiora i 9 kg

I dati ufficiali del Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE) per il 2025 evidenziano che la Toscana si conferma una delle regioni italiane più virtuose nella raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), con una raccolta complessiva pari a 31.995 tonnellate. Questo risultato porta la regione a classificarsi al terzo posto in Italia per raccolta pro capite, sfiorando i 9 kg per abitante, un valore nettamente superiore al valore pro capite italiano, pari a 6,22 kg/ab.

I dati del Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE) evidenziano un’accelerazione significativa del +5,2% nel 2025 rispetto all’anno precedente. L’aumento dei volumi è stato trainato principalmente dai Grandi Bianchi (R2), lavatrici e lavastoviglie e dai Piccoli Elettrodomestici ed Elettronica di Consumo (R4).

In quasi tutte le province toscane il valore complessivo di raccolta di RAEE fa registrare un segno +. Infatti, analizzando i dati 2025 relativi alla raccolta complessiva in Toscana, emerge che la maggior parte dei territori risulta in crescita, anche se non mancano cali significativi.

Firenze si conferma la provincia con il volume più elevato, raggiungendo 9.432 tonnellate e registrando anche una crescita marcata del +15,2%. Un aumento rilevante si osserva anche a Grosseto, che con 2.142 tonnellate segna un +16,7%, e a Massa-Carrara, che pur con volumi più contenuti (1.446 tonnellate) registra l’incremento percentuale più alto: +18,6%.

Siena e Arezzo mostrano andamenti positivi rispettivamente con +11,7% e +8,1%, mentre Livorno e Pisa crescono, ma in modo più moderato, con aumenti del +6,4% e +4,2%. Lucca, invece, evidenzia una crescita più contenuta, fermandosi a un +2%.

In controtendenza troviamo due province: Pistoia e Prato. Pistoia registra un calo significativo del -21,3%, attestandosi a 2.362 tonnellate, mentre Prato segna la flessione più marcata, con un -33,1% e un totale di 822 tonnellate.

Leggendo i dati di raccolta pro-capite si osserva che la provincia di Livorno evidenzia il migliore dato regionale nella raccolta per abitante dei grandi bianchi, mentre quella di Lucca si distingue per i risultati conseguiti nella raccolta per abitante di TV e monitor e di piccoli elettrodomestici. La provincia di Grosseto è quella che registra la migliore performance pro capite nella raccolta di frigoriferi e condizionatori.

Entrando ancora di più nel dettaglio sempre con riferimento ai dati pro capite, è p0ssibile vedere che Firenze, con quasi un milione di abitanti, presenta un valore di 9,54 kg per abitante, posizionandosi su livelli medio-alti. Subito sopra troviamo realtà come Grosseto e Lucca, con rispettivamente 9,93 e 10,13 kg per abitante, pur avendo una popolazione decisamente inferiore.

Ancora più rilevante è il dato di Livorno, che raggiunge il valore più alto: 11,35 kg per abitante. Questo suggerisce dinamiche territoriali e comportamenti locali che meritano attenzione e approfondimento.

Arezzo, Pisa, Pistoia e Siena si collocano in una fascia intermedia, con valori compresi tra circa 8 e 8,5 kg per abitante, mostrando una certa omogeneità. Poi troviamo la provincia di Massa-Carrara, che si attesta su valori leggermente più contenuti, ma sempre sopra la media nazionale, raggiungendo i 7,73 kg pro-capite.

Un caso particolarmente interessante è quello di Prato: con oltre 259 mila abitanti, registra il valore più basso in assoluto, pari a 3,16 kg per abitante. Questo dato rappresenta un’anomalia rispetto al resto del territorio.

Osservando la distribuzione delle modalità di raccolta sul territorio, emerge che, a livello regionale, il 75,2% dei conferimenti avviene tramite centri comunali, il 24% attraverso luoghi di raggruppamento della distribuzione e una quota residuale dello 0,8% tramite altre modalità.

Alcune province mostrano una forte predominanza dei centri comunali. È il caso di Prato, dove questa modalità raggiunge quasi la totalità con il 99,7%, seguita da Pisa con l’89,1% e Siena con l’86,9%. Anche Arezzo si colloca su valori elevati, con il 90,4% e lo stesso si può dire per Massa-Carrara che presenta una prevalenza più marcata dei centri comunali, pari all’81%.

Al contrario, altre realtà presentano una distribuzione più equilibrata. Firenze, ad esempio, registra il valore più basso per i centri comunali (64,5%) e il più alto per i luoghi di raggruppamento della distribuzione, che arrivano al 34,7%. Una situazione simile si osserva a Pistoia, dove i centri comunali rappresentano il 56,5% e i luoghi di distribuzione il 40%.

Province come Grosseto, Livorno e Lucca si collocano in una fascia intermedia, con circa tre quarti dei conferimenti nei centri comunali e circa un quarto nei luoghi di distribuzione.

La categoria “altro” rimane marginale in tutte le province, con valori generalmente inferiori all’1%, fatta eccezione per Pistoia che raggiunge il 3,6% e Pisa con l’1,6%.

Concludendo, i dati di raccolta RAEE del Coordinamento fotografano una situazione in Toscana complessivamente positiva ma la sfida rimane quella di raggiungere l’obiettivo europeo del 65% di raccolta rispetto all’immesso al consumo; l’Italia, al momento, si ferma intorno al 34%.

Foto di kalhh da Pixabay