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TREASURE: ARPAT a Tolone per la Conferenza finale del progetto per porti più sostenibili

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Il progetto Interreg Euro-MED, coordinato da ASEV per migliorare la qualità ambientale dei porti del Mediterraneo, presenta i suoi traguardi

Dopo un percorso che ha visto sperimentare e condividere soluzioni innovative per affrontare le problematiche ambientali delle aree portuali, il progetto TREASURE è giunto alla sua fase conclusiva. Coordinato da ASEV – Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa, TREASURE ha lavorato al miglioramento della qualità ambientale dei porti mediterranei attraverso un approccio integrato, finalizzato a mitigare e ridurre l’inquinamento di sedimenti e acque e basato su tre direttrici principali:

  • valutazione delle condizioni ambientali;
  • individuazione e sperimentazione di tecniche innovative per il risanamento delle aree portuali;
  • coinvolgimento e collaborazione tra i diversi stakeholder del territorio.

Nel corso del progetto sono state individuate alcune soluzioni innovative, successivamente analizzate e sperimentate nelle aree portuali coinvolte, con l’obiettivo di verificarne l’efficacia e favorirne il trasferimento e la replicabilità in altri porti del Mediterraneo. Il progetto ha coinvolto 9 partner, 6 partner associati e 7 aree portuali e regioni mediterranee [Livorno (Italia), Tolone (Francia), Valencia (Spagna), Pireo (Grecia), Bar (Montenegro), Durazzo (Albania) e La Valletta (Malta). ARPAT ha partecipato come partner associato, contribuendo alle attività del progetto insieme agli altri soggetti coinvolti.

La Conferenza finale, svoltasi il 29 settembre a Tolone, è stata l’occasione per fare il punto sui risultati del progetto, presentare le esperienze maturate dai partner e dai porti pilota durante la sperimentazione delle soluzioni sviluppate, con particolare attenzione alle soluzioni innovative per il risanamento ambientale, discutere le prospettive per la futura applicazione delle soluzioni e mettere in relazione porti, fornitori di soluzioni, partner di progetto e altri attori dell’ecosistema marittimo, creando nuove opportunità di collaborazione.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i principali risultati raggiunti nei tre ambiti di lavoro del progetto:

  • governance e mini-lab territoriali,
  • monitoraggio della qualità ambientale attraverso la metodologia Lines of Evidence (LoE)
  • individuazione e sperimentazione di soluzioni innovative per il risanamento ambientale.

A completare il programma, i partecipanti hanno avuto la possibilità di prendere parte a una visita di studio presso il sito ENVISAN di Jan De Nul, dove è stato possibile osservare direttamente una tecnologia per il trattamento e il risanamento dei sedimenti.

La Conferenza finale di TREASURE era inserita in un più ampio appuntamento dedicato al settore marittimo. Il 30 settembre, infatti, si è svolto il BUSINESS MARITIME DAY, organizzato dal Porto di Tolone.

Le due giornate hanno offerto così un’importante opportunità per riunire imprese, autorità portuali, esperti, stakeholder e operatori del settore e rafforzare il confronto sulle sfide e sulle opportunità legate alla sostenibilità ambientale dei porti mediterranei.

Il contributo di ARPAT nel mini-lab di Livorno

Particolare rilievo ha avuto l’esperienza sviluppata nell’area portuale di Livorno, dove TREASURE ha sperimentato un modello di governance territoriale basato sulla collaborazione tra istituzioni e soggetti con competenze complementari.

Il modello è stato formalizzato attraverso un accordo locale TREASURE sottoscritto da ARPAT, ASEV, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e ISPRA. L’accordo ha come obiettivo centrale la gestione ambientalmente sostenibile dei sedimenti marini e costieri contaminati, in particolare di quelli derivanti dalla manutenzione portuale, e crea un laboratorio pilota regionale “distribuito”, inteso come gruppo di lavoro permanente aperto al coinvolgimento di università, centri di ricerca e imprese.

Nel modello delineato dal progetto, le responsabilità dei quattro soggetti sono complementari:

  • ISPRA coordina le attività scientifiche e le sperimentazioni pilota;
  • ARPAT contribuisce alla validazione analitica e alla conoscenza del territorio regionale;
  • Autorità di Sistema Portuale mette a disposizione dati, campioni e accesso all’area portuale;
  • ASEV svolge il ruolo di coordinamento del laboratorio e di coinvolgimento degli stakeholder.

L’accordo è attualmente valido fino a dicembre 2026, mentre il modello di collaborazione è pensato per proseguire oltre le singole attività sperimentali.

Il mini-lab di Livorno coinvolge circa 15 persone, operanti principalmente presso la sede ISPRA di Livorno, e riunisce competenze e strumentazioni per attività che vanno dalle campagne di campionamento alla caratterizzazione chimica ed ecotossicologica dei sedimenti, dalla valutazione integrata del rischio ecologico alla sperimentazione di trattamenti e possibilità di recupero e riutilizzo.

Impianto trattamento sedimenti marini c/o Ispra a Livorno

L’esperienza di Livorno rappresenta quindi uno degli esempi più concreti del modello di mini-lab territoriale promosso da TREASURE: una rete distribuita di competenze, attrezzature e soggetti istituzionali che permette di integrare dati ambientali, sperimentare tecnologie e trasformare i risultati delle attività di ricerca in strumenti utili per le decisioni e per la gestione dei sedimenti.

I principali risultati del progetto

Il progetto ha portato a tre traguardi fondamentali:

  • è stato sviluppato e pubblicato il Catalogo delle Soluzioni Innovative, che raccoglie tecnologie e pratiche avanzate e le mette in relazione con le principali sfide ambientali dei porti mediterranei, tra cui gestione dei sedimenti, qualità dell’aria e dell’acqua, conservazione della biodiversità, gestione dei rifiuti e riduzione o contenimento degli inquinanti derivanti dalle attività portuali;
  • le soluzioni selezionate sono state portate alla fase di sperimentazione nei sette siti portuali coinvolti, con una soluzione avviata al test in ciascuna area portuale. Complessivamente sono state avviate 7 azioni pilota di risanamento ambientale in 6 porti dell’Unione europea, dedicate a problematiche differenti, dalla gestione dei sedimenti all’inquinamento delle acque e alla gestione degli scarichi degli scrubber;
  • è stata definita e testata la metodologia Lines of Evidence (LoE), un nuovo approccio alla valutazione della qualità ambientale delle aree portuali che integra diverse tipologie di evidenze relative a sedimenti, acqua e biota. La metodologia comprende sei linee di evidenza: analisi chimica dei sedimenti, analisi chimica della colonna d’acqua, valutazione della biodisponibilità delle sostanze negli organismi sentinella, biomarcatori, test ecotossicologici e analisi delle comunità bentoniche. L’obiettivo è arrivare a un indice integrato della qualità ambientale dei porti. La metodologia LoE è stata condivisa e testata in sei nuove aree portuali dell’Unione europea, contribuendo alla costruzione di un approccio comune e trasferibile al monitoraggio della qualità ambientale.