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Il buco dell'ozono da record del 2020 si è chiuso

10/02/2021 07:45

Ogni stagione, la comparsa del buco dell'ozono e la sua evoluzione viene monitorata tramite satelliti e alcune stazioni di osservazione a terra

Il buco dell'ozono antartico da record del 2020 si è finalmente chiuso alla fine di dicembre, dopo una stagione eccezionale a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell'atmosfera.

Il buco è cresciuto rapidamente da metà agosto e ha raggiunto il picco di circa 24,8 milioni di km2 il ​​20 settembre 2020, diffondendosi su gran parte del continente antartico. È stato il buco più duraturo e uno dei più grandi e profondi dall'inizio del monitoraggio 40 anni fa.

area del buco dell’ozono

È stato provocato da un vortice polare forte, stabile e freddo e da temperature molto fredde nella stratosfera (lo strato dell'atmosfera tra circa 10 e 50 km di altitudine). Il vortice ha cioè mantenuto la temperatura dello strato di ozono sull’Antartide costantemente fredda, impedendo la miscelazione di aria impoverita di ozono sopra la regione con altra aria ricca di ozono proveniente da latitudini più elevate. Gli stessi fattori meteorologici hanno anche contribuito nel 2020 all’insolito buco da record aperto sull’artico.

Quanto verificatosi con il buco dell'ozono antartico nel 2020 è in contrasto con quello insolitamente piccolo e di breve durata che si è avuto nel 2019. Le ultime due stagioni dimostrano la variabilità del buco antartico di anno in anno e migliorano la comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità.

Secondo gli scienziati dell'Organizzazione Mondiale della Meteorologia è necessaria un'azione internazionale continua per applicare il protocollo di Montreal del 1987 che vieta le sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono e a seguito del quale la situazione è andata a migliorare. Ci sono però ancora abbastanza sostanze nell'atmosfera da causare la riduzione dell'ozono ogni anno ma il recupero è positivo e si prevede un potenziale ritorno dei valori normali sull'Antartide ai livelli precedenti al 1980 entro il 2060. Ciò è dovuto alla lunga durata delle sostanze chimiche in atmosfera.

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