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Incendio in un impianto di gestione rifiuti a Monte San Savino (AR): le verifiche di ARPAT

Temi ambientali: Emergenze ambientali
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Richiesta la messa in sicurezza dell’area e proposta la sospensione dell’attività

A seguito di attivazione da parte della Sala operativa della Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze, il 21 luglio 2026 personale del Dipartimento ARPAT di Arezzo è intervenuto presso l’impianto di gestione rifiuti in via Aretina a Monte San Savino (AR) dove intorno alle ore 13:00 era scoppiato un incendio.

Al momento del sopralluogo dell’Agenzia, l’incendio era già stato spento dai Vigili del Fuoco e le verifiche hanno accertato che il rogo aveva interessato una parte del capannone destinata allo stoccaggio di carta e alluminio. La copertura dell’edificio, realizzata in cemento-amianto (eternit), risultava gravemente danneggiata, con circa metà della superficie distrutta e frammenti dispersi sia all’interno dell’impianto sia nelle aree esterne e in un terreno agricolo adiacente.

Nell’immediatezza dell’intervento è stato richiesto all’azienda di procedere con la massima tempestività alla messa in sicurezza del sito, provvedendo alla raccolta dei rifiuti combusti e dei frammenti di cemento-amianto, adottando le misure necessarie a limitare la dispersione di eventuali fibre e assicurando la caratterizzazione e il corretto smaltimento dei materiali derivanti dall’incendio, con successiva trasmissione della relativa documentazione.

Nella relazione trasmessa agli enti competenti è stata evidenziata la necessità che la società provveda con urgenza alla completa messa in sicurezza dell’area interessata, alla rimozione di tutti i frammenti di materiali contenenti amianto dispersi e alla verifica, mediante specifiche analisi di laboratorio, dell’eventuale presenza di fibre di amianto nel suolo. È stato inoltre richiesto alla ditta di presentare un dettagliato cronoprogramma degli interventi e di attivare gli adempimenti previsti dalla normativa in materia di potenziale contaminazione e gestione dell’amianto.

ARPAT ha inoltre proposto agli enti competenti la sospensione dell’attività fino all’ottemperanza di tutte le prescrizioni impartite, al fine di garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.